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CARD. TETTAMANZI: RIPENSARE IL LAVORO IN UN’OTTICA FAMILIARE (3)

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La dimensione etica del lavoro – secondo il card. Tettamanzi – è legata “al duplice e inscindibile aspetto di grazia e di responsabilità di cui sono segnate, secondo il disegno di Dio e le esigenze più profonde del cuore umano, le realtà della famiglia e del lavoro in se stesse e nella loro reciproca relazione”. I fondamentali momenti etici nella relazione famiglia-lavoro sono due. Il primo è quello di “favorire la cultura del lavoro, l’adeguata conoscenza e il riconoscimento dei valori e delle esigenze, dei diritti e dei doveri implicati nel rapporto famiglia-lavoro”. Il secondo è quello di “una reale assunzione di libertà, un’adeguata responsabilità nel vivere la realtà della famiglia e del lavoro e della loro reciproca implicazione”. Il card. Tettamanzi ha voluto richiamare l’attenzione sulla pari dignità di tutti i lavori: “Forse il tempo, le forze fisiche e psichiche, le responsabilità dell’ultimo lavoratore valgono meno del tempo, delle forze e delle responsabilità di un alto dirigente di finanzia o di industria o di governo o di partito o di sport? C’è un dato elementare di valore di ogni lavoro che non può affatto essere eliminato e che va fortemente riconosciuto”. Chiaro l’auspicio conclusivo del card. Tettamanzi: “È necessario vivere uno più spiccato senso sociale e rilanciare il valore della solidarietà” nel mondo produttivo e nella società intera.

31/05/2012 -



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