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CARD. TETTAMANZI: RIPENSARE IL LAVORO IN UN’OTTICA FAMILIARE (2)

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La Bibbia “ci parla del lavoro fin dalle sue prime pagine”, presentandoci Dio come “il Creatore che plasma l’uomo a sua immagine e lo invita a lavorare la terra e a custodire il giardino dell’Eden in cui lo ha posto”. Il card. Tettamanzi ha ricordato che “il lavoro è un segno della benedizione di Dio” e che nella Scrittura “la gioia dell’essere famiglia e la dimensione del lavoro sono talmente armonizzate tra loro da formare un tutt’uno”. Una seconda prospettiva biblica riguarda il comandamento del sabato, “che dà senso anche al lavoro proprio in una linea familiare”, nella logica “dell’alleanza tra Dio e il suo popolo”. Per questo “abbiamo bisogno, oggi ancora più di ieri, di un tempo di festa vissuto da tutta la famiglia nel suo insieme: esso è importante, anzi decisivo sotto diversi profili, da quello religioso a quello umano, sociale ed educativo”. Nella dottrina sociale della Chiesa, si presenta “un’immagine del lavoro lucidamente e decisamente imperniato sulla persona umana”. Nella riflessione dell’arcivescovo emerito di Milano “al centro non vi è il lavoro, bensì l’uomo che lavora”. Bisogna rifiutare “una considerazione individualistica del lavoro, proprio perché è da intendersi nella sua centralità per la persona, la famiglia, la società tutta”. (segue)

31/05/2012 -



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