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MEDIA E MINORI: LABORATORIO COPERCOM, NON “SOSTITUIRE LA PERSONA CON UN MONITOR”
Con “i new media dobbiamo imparare a decodificare le esigenze che si elevano dal cuore dell’uomo 2.0”. Lo ha detto don Giacomo Ruggeri, esperto di catechesi e media, intervenendo ieri sera all’ultima diretta web del modulo primaverile del laboratorio online “animatori cultura e comunicazione” del Copercom, sul tema “Media e minori: cosa cambia nell’educare alla fede?”. “Oggi – ha osservato – si cerca Dio sulle nuove piattaforme. Cambia anche il linguaggio. Spesso si sente dire ‘Ho incontrato Dio nella Rete’. Magari in un link inviato da un amico. Ma il Web non va in profondità. Così nella ricerca di assoluto si rimane in superficie”. Secondo don Ruggeri “la preghiera in ‘Second life’ è difficile, perché c’è bisogno di uno spazio e di una comunità”. In questo mondo virtuale il rischio è che “la preghiera diventi ciò che noi vogliamo che Dio dica”. Gli stessi sacramenti, “con i loro riti e gesti, hanno bisogno di una comunità. Non possiamo sostituire la persona con un monitor”. Insomma “nella Rete non avranno mai una loro validità”. Il sacerdote ha sottolineato che i bambini e gli adolescenti passano molto tempo in Internet, quando poi “vanno a catechismo e a messa si trovano dentro un linguaggio diverso”. Facile allora l’incomprensione. Di qui l’esigenza di “formare nuove figure di catechisti”.
31/05/2012 -
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