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VESCOVI ALBANESI: SINDACATO PRETI ORTODOSSI ROMENI, CORTE STRASBURGO NON HA COMPETENZA (2)

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Per i vescovi albanesi, la Corte, “riducendo le relazioni interne della Chiesa alla stregua delle relazioni tra un datore di lavoro e un dipendente, è intervenuta in questioni interne a una determinata Comunità religiosa”. La Chiesa cattolica d’Albania, “come anche altri Paesi dell’Est”, si legge nella dichiarazione, “è molto sensibile verso tali logiche d’ingerenza. In molti Paesi dell’Est, queste logiche hanno portato, nel tempo del comunismo, alla creazione di associazioni parallele alla Chiesa e pro-governative. Anche in Albania un tale tentativo fu fatto per la creazione della Chiesa nazionale ma fortunatamente non riuscì. Questo caso è visto come un pericoloso precedente che, nel futuro, può toccare anche altri Paesi e Comunità religiose”. Pertanto, la Conferenza episcopale albanese “crede che l’esistenza autonoma delle Comunità religiose è indispensabile per il pluralismo in una società democratica”. Perciò, “spera che la ‘Grand Chambre’ riveda questa decisione al ricorso che intende fare la Chiesa ortodossa romena e difenda con un’altra decisione il diritto fondamentale alla libertà religiosa e all’organizzazione interna delle Comunità ecclesiali secondo le leggi canoniche di ciascuna Comunità definite nella Convenzione dei diritti dell’uomo”.

19/04/2012 -



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