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Venerdì 24/05/2013
Quaranta alberi
Il ´´Frutteto della memoria´´ a Onna
È un corteo piccolo e composto quello che, venerdì 11 maggio, dopo la messa, esce dalla nuova chiesa di san Pietro donata dai trentini ad Onna, frazione vicino L’Aquila tra le più colpite dal sisma del 2009, per raggiungere il ‘Frutteto della memoria’, l’ultimo monumento in memoria delle vittime del terremoto ad essere inaugurato. Lasciati alle spalle le ultime case prefabbricate, realizzate in tempi record dalla Croce Rossa Italiana, ci si incammina in una delle strade di campagna che delimitano i terreni della piana dell’Aterno; il verde degli alberi si mischia con il polline appena maturato dai pioppi che costeggiano la stradina bianca.
Per ricordare quaranta morti. A guidare il discreto corteo è Giustino Parisse, giornalista originario di Onna, e il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato. Dopo aver percorso via delle Massale si apre sulla destra un piccola radura con una graziosa casa rosa, l’attuale abitazione dello stesso Parisse, ed è proprio nel giardino di questa villetta che è stato realizzato il ‘Frutteto della memoria’: uno spiazzo di terreno dove sono stati piantati quaranta alberi da frutta per ricordare i quaranta morti di Onna. Le piante sono state acquistate con il ricavato della vendita del libro del giornalista onnese ‘L’Aquila tradita’ . Lo spettacolo nella sua semplicità colpisce subito l’attenzione dell’ospite: quaranta alberelli, piccoli, legati ad un palo per poter sorreggere e drizzare il giovane fusto, a cui è stato legato un palloncino a forma di cuore. Con l’affabilità che lo ha sempre contraddistinto, il padrone di casa accoglie i tanti compaesani e i giornalisti pervenuti.
La tromba di Andrea. A dare il via all’inaugurazione è la tromba del giovane Andrea Morelli, dodicenne aquilano, che ha eseguito il silenzio in memoria delle vittime. È alla poesia che viene affidata la parte più importante della manifestazione, Giustino Parisse infatti ricorda due poesie scritte da una sua compaesana deceduta a causa del sisma, Gabriella Paolucci, che aveva composto numerose opere molte delle quali dedicate ad Onna. I versi de Lo scalino e Addio ad Onna commuovono i presenti riportando alla luce spazi, luoghi e angoli del paese che ora non esistono più. Seguono poi i vari interventi delle autorità sopraggiunte.
Coltivare la speranza. Mons. Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare dell’Aquila, insiste sull’importanza di questo piccolo ma importantissimo gesto: “Ora per noi è il momento del ricordo, del dolore, ma anche della speranza. Questi piccoli alberi un domani cresceranno e saranno il simbolo della vita in una terra che invece ha conosciuto la durezza della morte. Invocare Dio significa invocare tra noi la sua presenza e, soprattutto, il suo conforto”. Discretamente si accoda l’intervento del prefetto Giovanna Maria Iurato che, dopo aver ricordato la sua amicizia con il giornalista Parisse, ha voluto sottolineare l’affetto che la lega ad Onna. “Ricordo quando sono venuta la prima volta in paese - ha affermato il prefetto - e con molto affetto ricordo come don Cesare durante la messa, pur non conoscendomi ancora, invitò la popolazione a pregare per me. Anche io ho bisogno della preghiera dei miei concittadini aquilani, anche io ho bisogno del sostegno spirituale di tutti per poter svolgere la mia missione qui nel capoluogo d’Abruzzo. Gli alberi sono un bel segno di rinascita e vitalità, nella mia terra ogni volta che nasce un bambino si pianta un albero e lo si cura per tutta la vita, affinché porti buoni frutti”.
I primi frutti. Uno dietro l’altro intervengono , Franco Papola, presidente dell’associazione Onna Onlus, Vincenzo Angelone, presidente della Pro Loco locale, e Paolo Paolucci, capogruppo della sezione alpini di Paganica. A chiudere la cerimonia è don Vasco Paradisi, sacerdote di origine marchigiana ospitato nella Rsa della Faci di Fontecchio a pochi chilometri dal capoluogo: “Dopo il momento della fede e della speranza bisogna soffermarsi a riflettere su quello che è accaduto in questo paese e sulla rinascita spirituale che sta dando i primi frutti. L’albero è un bel simbolo, è il simbolo della civiltà contadina che la modernità industriale ha tremendamente spazzato via, cancellando i valori e le doti accumulati nel tempo. L’albero porta frutto, un frutto dolce che ha il sapore di tre ‘doni’ offerti a noi da Dio: l’amore, la libertà e la speranza”.
I volti e i libri. Finiti gli interventi due ragazze del posto hanno letto i nomi delle vittime e nello stesso momento per ogni nome letto veniva liberato nell’aria un palloncino. Nella struttura non ha sede soltanto il frutteto della memoria, ma anche la biblioteca ‘Maria Paola e Domenico Parisse’ figli del giornalista del quotidiano Il Centro, nata nel 2007 ed ospitata in un vecchio pagliaio restaurato nel centro storico di Onna; ora i volumi recuperati sono ospitati nella villetta rosa e sono disponibili per una consultazione in sede. Giustino Parisse raggiunto al termine della cerimonia ha affermato, “era un po’ di tempo che pensavo alla realizzazione di questo frutteto, mi piaceva l’idea. L’albero da frutta è una pianta densa di significato, poiché in esso è insita la speranza per un futuro, un futuro migliore”.
a cura di Luca Capannolo, inviato Sir a Onna
12/05/2012 -
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