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Sabato 25/05/2013

TERREMOTO IN EMILIA: DON PORCARELLI (PARROCO), VENUTI MENO I “PUNTI DI RIFERIMENTO”

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(Sant’Agostino, dal nostro inviato) – “Sono venuti meno i tre punti di riferimento di una comunità: il comune, la chiesa, il posto di lavoro”. Don Gabriele Porcarelli, parroco a Sant’Agostino ferrarese, è uno dei circa 5 mila sfollati del terremoto che ha colpito l’Emilia. “Non posso entrare né in Chiesa, né in canonica”, racconta al Sir. Il campanile, fortemente danneggiato, rischia di crollare e la piazza antistante è stata transennata; di fronte alla chiesa, il municipio devastato le cui immagini hanno fatto il giro del mondo. “Quasi tutte le attività lavorative qui hanno avuto i capannoni danneggiati”, prosegue don Porcarelli, spiegando che solo alle Ceramiche Sant’Agostino (dove hanno perso la vita i 4 operai) vi sono circa 350-400 lavoratori. Fabbriche chiuse, dunque, e pure “le chiese vicine di Mirabello e Buonacompra – aggiunge – non esistono più”. Con il terremoto sono stare rinviate le cresime previste ieri a Mirabello e le prime comunioni a Sant’Agostino, “e per fortuna che la scossa non è stata di giorno”. Anche qui la gente è fuori casa, soprattutto per paura, e oltre un centinaio sono ospitati al Palareno, centro sportivo trasformato per l’occasione in campo d’accoglienza. E adesso? “Abbiamo bisogno di sostegno –conclude il sacerdote – la gente ha bisogno di sentirsi sostenuta, non solo a parole”.

21/05/2012 -


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