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Versione testuale
- Quotidiano Martedì 18/06/2013
“La novità introdotta dal Nisseno nel pensiero cristiano è che per incontrare Dio bisogna oltrepassare i confini della ragione”. Lo ha detto oggi padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia, nella quarta predica di Quaresima in Vaticano sul tema “San Gregorio Nisseno e la via alla conoscenza di Dio”. Il Nisseno, ha sottolineato padre Cantalamessa, “dimostra che la parte più alta della persona, la ragione, non è esclusa dalla ricerca di Dio; che non si è costretti a scegliere tra il seguire la fede e il seguire l’intelligenza. Entrando nella nube, cioè credendo, la persona umana non rinuncia alla propria razionalità, ma la trascende, che è una cosa ben diversa. Il credente dà fondo, per così dire, alle risorse della propria ragione, le permette di porre il suo atto più nobile, perché, come afferma Pascal, ‘l’atto supremo della ragione sta nel riconoscere che c’è un’infinità di cose che la sorpassano’”. “Nell’istante stesso che la ragione riconosce il suo limite – ha chiarito il predicatore della Casa Pontificia -, lo infrange e lo supera. Capisce che non può capire, ‘vede che non può vedere’, diceva il Nisseno, ma comprende anche che un Dio compreso non sarebbe più Dio. È ad opera della ragione che si produce questo riconoscimento, che è, perciò, un atto squisitamente razionale. Essa è, alla lettera, una ‘dotta ignoranza’”. 30/03/2012 -
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