Eurostat/1: nell'annuario una fotografia dell'Europa Popolazione, salute, istruzione, condizioni di vita e protezione sociale, economia, mercato del lavoro, industria, agricoltura, trasporti, ambiente, energia: nell'annuario Eurostat 2012, intitolato "L'Europa in cifre", l'istituto statistico dell'Ue sintetizza con numeri e tabelle una fotografia dell'Europa sociale, economica, culturale, toccando diversi aspetti della vita quotidiana. Vi si trova ad esempio un capitolo sull'abbandono scolastico (che riguarda circa il 14% dei giovani europei, i quali lasciano il mondo della scuola senza reali prospettive di formazione o di lavoro), con situazioni molto differenziate da un Paese all'altro. Per quanto riguarda i consumi delle famiglie emerge che è in crescita la spesa per l'alloggio (mutui per l'acquisto oppure affitto, e spese correnti), che sfiora il 25% del reddito domestico, seguito dai trasporti (13%), dalle spese alimentari (12,9%), quindi, in misura minore, tempo libero e cultura, ristoranti e hotel, abbigliamento e altre spese. Un capitolo curioso riguarda le comunicazioni interpersonali. "In questi ultimi anni le modalità di comunicare fra i cittadini europei sono profondamente mutate – afferma l'annuario Eurostat -. Si è passati, ad esempio, dall'invio di lettere a mezzo postale alla comunicazione elettronica, fra cui l'invio di sms". Nell'Ue27 si contano (dato 2010) 125 abbonamenti di telefonia mobile per 100 abitanti, con numerosi cittadini detentori di più di un abbonamento (soprattutto per ragioni di lavoro). La maggior presenza di telefonia mobile per abitanti si registra in Grecia, seguita dall'Italia e quindi dal Portogallo.
Eurostat/2: Germania e Spagna, record di stranieri "Oltre 33 milioni di persone straniere vive nei Paesi aderenti all'Unione europea". Lo afferma Eurostat presentando i dati del 2011 sui residenti all'interno dei confini comunitari nati in altri Stati. Ma di questi 33 milioni, oltre 12 milioni sono cittadini Ue che vivono in altri Paesi membri dell'Unione, mentre le persone provenienti da oltre i confini Ue sono 20,5 milioni (ossia il 4,1% della popolazione totale comunitaria, che è pari a 500 milioni di abitanti). Eurostat segnala che "nel 2011 il maggior numero di stranieri risiedeva in Germania", con circa 7,2 milioni di persone, pari al 9% della popolazione tedesca. Seguono Spagna (5,7 milioni di stranieri), Italia (4,6), Regno Unito (4,5) e Francia (3,8 milioni). In rapporto ai cittadini residenti, le percentuali maggiori di stranieri si registrano invece in Lussemburgo (43% del totale), seguito da Cipro (20%), Lettonia (minoranza russa). Le percentuali più modeste di stranieri si registrano invece in Polonia, Bulgaria, Lituania e Slovacchia (meno del 2%).
Commissione: un vademecum per i turisti Sono arrivate le ferie estive e la Commissione Ue pubblica un vademecum per turisti e viaggiatori oltrefrontiera, che in Europa sono ogni estate diversi milioni. Le "raccomandazioni" e i suggerimenti spaziano dall'assicurazione malattia alla composizione delle controversie con un operatore turistico, dagli autonoleggi agli spostamenti in mare, fino ai viaggi con un animale domestico. "Questi consigli vi forniranno informazioni utili e vi consentiranno di vedere cosa fa l'Europa per aiutare e assistere i viaggiatori" che si spostano nei 27 Paesi dell'Unione. I primi consigli riguardano naturalmente la salute personale e l'eventuale ricorso a strutture medico-sanitarie. La Commissione suggerisce di avere con sé la Tessera europea di assicurazione malattia. "La tessera vi aiuterà a risparmiare tempo, formalità e denaro se vi ammalate o avete un incidente all'estero". La tessera "può essere richiesta gratuitamente all'assicurazione malattia del vostro Paese". L'indirizzo internet con tutte le informazioni è: http://europa.eu/youreurope/citizens/travel/index_it.htm.
Proposte per ridurre le emissioni di Co2 delle auto "Proteggere l'ambiente e il denaro dei consumatori, promuovere l'innovazione e la competitività dell'industria automobilistica europea e la futura creazione di numerosi posti di lavoro": sono gli obiettivi principali di una proposta avanzata nei giorni scorsi dalla commissaria Ue responsabile dell'azione per il clima, Connie Hedegaard, per la riduzione di Co2 prodotto dalle automobili e dai furgoni. La riduzione dell'inquinamento – che la Commissione definisce con precisi parametri di Co2 per chilometro percorso – è già resa vincolante per il 2020 dalla legislazione vigente, "ma ora necessita di attuazione". In vista di tale intervento dell'Esecutivo, si sono registrate forti pressioni lobbistiche da parte delle casi produttrici europee ed extraUe. I regolamenti proposti, che passano al vaglio del Consiglio e del Parlamento Ue, prevedono l'utilizzo di "una tecnologia già disponibile", di costi "molto limitati", con ricadute positive sull'utilizzo di nuove tecnologie e la creazione di nuovi posti di lavoro. Sempre la Commissione stima che per ogni autovettura si risparmierebbero – applicando tali direttive – "in media circa 340 euro di combustibile il primo anno", e un totale stimato tra 2.900 e 3.800 euro lungo tutto l'arco della vita di un'auto (13 anni in media). Per i furgoni la cifra sale tra 3.300 e 4.500 euro.