Il cipriota Christofias illustra il programma della presidenza semestrale
Una Europa "più efficiente e sostenibile", dotata di un'economia competitiva "basata sulla crescita"; una Unione "più vicina ai cittadini", che valorizza la solidarietà e la coesione sociale; una comunità di valori che si rapporta sulla scena internazionale con gli altri protagonisti mondiali e che punta a rafforzare le relazioni con i Paesi vicini, a partire dal Mediterraneo e dal Medio oriente. Demetris Christofias, presidente di Cipro, presenta il programma semestrale della presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea, che l'isola mediterranea detiene nella seconda parte dell'anno.
Più solidarietà. Davanti al Parlamento europeo, riunito in plenaria, Christofias si è soffermato, il 4 luglio, soprattutto sui temi economici. Ma non sono mancati approfondimenti sui nodi politici che l'Ue ha di fronte: "Faremo del nostro meglio – ha affermato il politico cipriota – per costruire un'Europa migliore, più vicina ai cittadini, fondata sulla coesione sociale" e sul lavoro, "sulla solidarietà e la sicurezza". "La ricchezza prodotta dev'essere ripartita in modo più equo", ha ribadito il presidente di turno. Sullo sfondo del discorso sono emersi anche i problematici rapporti con la Turchia (che è candidata all'adesione) e la divisione in due dell'isola, per metà facente parte dell'Unione e per l'altra metà, occupata da 30mila soldati turchi, al di fuori della "casa comune". Diversi interventi di deputati – che hanno dato vita a un serrato dibattito in aula a Strasburgo - hanno sottolineato questa "innaturale divisione", con "l'ultimo muro europeo che resiste a dividere la capitale" Nicosia.
Alcune priorità. Tra i compiti più rilevanti per la presidenza – che ha raccolto il testimone dalla Danimarca per poi passarlo, a fine anno, all'Irlanda - figurano i negoziati per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020; in questo ambito Cipro potrebbe porre in particolare l'accento sui consistenti fondi indirizzati all'agricoltura e allo sviluppo rurale e sostenere un rafforzamento dell'attività di pesca. Stabilità dei budget nazionali e crescita economica saranno ancora all'ordine del giorno nei prossimi mesi. Nell'esporre il suo programma, Christofias ha portato un deciso richiamo alla strategia Europa 2020 per un'economia innovante e capace di creare nuovi posti di lavoro, orientata, non da ultimo, all'inclusione sociale. "La presidenza si impegna a proseguire il lavoro avviato per lottare contro la povertà infantile". Nel suo discorso in emiciclo – che gli ha fruttato un lungo applauso dall'aula - Demetris Christofias ha inoltre sottolineato l'urgenza di intervenire sul regime di asilo e la protezione internazionale per i rifugiati.
Comunismo e mercati. Non meno prodigo di parole, ma pur sempre misurato nei toni, il presidente è apparso fuori dall'emiciclo. Al di là dell'ufficialità, il leader cipriota si è aperto a confidenze, preoccupazioni, speranze. "Io non serbo rancori verso i turchi. E più volte ho invitato il premier Erdogan ad affrontare insieme, politicamente, la situazione della nostra isola. Una cosa è certa: io continuerò ad adoperarmi per superare la divisione fra nord e sud, perché l'isola di Cipro è la casa di tutti i ciprioti". Christofias, comunista, è stato per questo incalzato sia dai deputati che dai giornalisti; niente affatto sorpreso ha affermato: "Io credo alla libertà del mercato, ma l'impunità dei mercati è un'altra cosa, e ne stiamo sperimentando le ricadute sulle nostre economie". E ancora: "Il mio comunismo non nuocerà all'Unione europea; il comunista che è in me si batterà invece, nel quadro delle regole e delle istituzioni Ue, e con il metodo comunitario, per far progredire l'Europa, per una unione più sociale, attenta alla solidarietà e alla giustizia". "Noi vogliamo porre l'essere umano al centro della nostra politica, al centro dell'Europa".
Questioni spinose. Certe altre domande puntuali sulla situazione cipriota non hanno turbato il presidente. Circa la situazione economica interna, Christofias ha dichiarato: "Nel mio Paese la crisi si è fatta sentire ma abbiamo cercato di dare risposte diverse, tanto è vero che le pensioni minime sono aumentate e, mediamente, i salari sono rimasti uguali. Il deficit pubblico è sotto controllo, mentre il debito è inferiore alla media Ue. Il problema della situazione debitoria delle banche non è responsabilità del governo, semmai occorreva un maggior controllo della banca centrale, che io avevo invocato, ma che non è giunto. Così abbiamo dovuto chiedere aiuto" all'Europa. E sull'ingente prestito che Nicosia ha contrattato con Mosca, Christofias ha aggiunto: "Non ci stiamo legando le mani chiedendo aiuto alla Russia. Semplicemente trattiamo per un prestito a tassi più vantaggiosi rispetto a quelli che avremmo trovato con il meccanismo europeo, e senza condizioni. Così mettiamo a frutto i legami storici con la Russia, che fra l'altro derivano dal comune riferimento alla chiesa cristiana ortodossa". Difficile, in questo caso, comprendere fino in fondo la spiegazione…