"È il primo Campionato europeo disputato nell'Europa dell'est, una vera pietra miliare nella storia delle competizioni Uefa. Il lavoro degli organizzatori deve essere eguagliato dall'impegno dei giocatori, dalla grinta degli allenatori, dell'eccellenza degli arbitri e, soprattutto, dalla passione dei tifosi, il cui contributo è fondamentale". Michel Platini, presidente dell'Uefa (Union of european football associations) con un grande passato da campione del pallone, non è persona da disconoscere i problemi che attraversano in genere il mondo del calcio né da negare le polemiche che hanno preceduto Euro 2012. Ma, alla vigilia del calcio d'inizio, chiede soprattutto di concentrarsi sull'evento sportivo.
Ribalta internazionale. L'incontro di apertura dell'Europeo di calcio, che si svolge ogni quattro anni, è previsto per venerdì 8 giugno a Varsavia, quando scenderanno in campo le nazionali della Polonia (Paese co-organizzatore, assieme all'Ucraina) e quella della Grecia. La finale si svolgerà invece il 1° luglio a Kiev. Le partite si disputeranno negli stadi di 8 città, 4 polacche e altrettante ucraine, e vi prenderanno parte 16 squadre, suddivise in 4 gironi: Polonia, Grecia, Russia e Repubblica ceca (gruppo A); Paesi Bassi, Danimarca, Germania e Portogallo (gruppo B); Spagna, Italia, Irlanda e Croazia (gruppo C); Ucraina, Svezia, Francia e Regno Unito (gruppo D). In campo saranno presenti molti tra i migliori giocatori al mondo e da ogni angolo del pianeta, per quasi un mese, le telecamere si concentreranno sulle prodezze delle star, da Cristiano Ronaldo a Xavi Hernandez, da Frank Ribery a Zlatan Ibrahimovic, da Mario Balotelli a Lukas Podolski. Ma, come sempre accade dinanzi a un evento di questo calibro, si sommano gli argomenti sportivi a quelli economici, mediatici, sociali. E persino politici. Se per la Polonia Euro 2012 appare come una grande ribalta per presentare i progressi compiuti dal Paese dopo la caduta del regime comunista e a quasi un decennio dall'ingresso nell'Unione europea, per l'Ucraina sussistono, a sette anni dalla "rivoluzione arancione", problemi di democrazia e di rispetto dei diritti fondamentali. Anche se la popolazione ucraina ha mostrato di desiderare e di voler ben preparare questa ribalta internazionale.
Questione di democrazia. Il caso dell'ex premier Yulia Timoshenko (condannata per abuso di potere a 7 anni di carcere e detenuta sotto uno severo regime carcerario) ha fatto il giro del mondo in queste settimane. Non a caso già diversi capi di Stato e di governo Ue, così come i presidenti di Commissione e Consiglio europeo, hanno fatto sapere che non presenzieranno a partite negli stadi ucraini: l'intento è di far pressione sul presidente, Victor Yanucovich, affinché conceda alla Tymoshenko un processo equo e consenta al Paese di intraprendere la strada delle riforme, della piena democrazia e dell'integrazione europea. A pochi giorni dall'avvio di Euro 2012, il Parlamento europeo ha deciso di inviare una missione verso l'Ucraina, per far luce sul procedimento giudiziario a carico della Timoshenko. Ne ha dato notizia il 6 giugno il presidente dell'Euroassemblea, il tedesco Martin Schulz: "Saranno l'ex presidente del Parlamento Ue Pat Cox" (irlandese) "e l'ex presidente della Polonia Aleksander Kwasniewski a monitorare gli atti giudiziari e i procedimenti" verso l'ex premier. Lunedì 11 giugno, quando saranno già in corso i Campionati di calcio, i due inviati giungeranno nella capitale Kiev e incontreranno il primo ministro Mykola Azarov. Faranno quindi visita ai familiari della politica detenuta e ai suoi avvocati. "Spero che la loro missione rappresenti un importante passo avanti che aiuti l'Ucraina a risolvere i problemi riguardanti lo Stato di diritto e l'indipendenza della magistratura. Spero che contribuirà inoltre a ripristinare la fiducia reciproca nelle relazioni Ue-Ucraina".
Occasione di sviluppo. Diversi altri temi che esulano dal calcio vengono richiamati all'inizio del torneo continentale. Un messaggio molto positivo, di amicizia, rispetto, attenzione alle persone, è giunto dalle chiese presenti nei due Paesi ospitanti, dove si sono moltiplicate – soprattutto da parte cattolica e greco-cattolica - le iniziative di sostegno spirituale e di accoglienza per gli stessi atleti e per i tifosi locali oppure per quelli provenienti da lontano. Non sono mancate, da parte delle autorità civili ed economiche, con l'appoggio dell'Ue, iniziative volte alla tutela dei consumatori e dei turisti, ad esempio contro l'ingiustificata lievitazione dei prezzi registrata in molti alberghi e pubblici esercizi. Reiterati, poi, gli allarmi per prevenire il problema dello sfruttamento, a fini di prostituzione, di minori e donne. Le scommesse sulle partite sono state un altro fronte di contrasto. Dal canto suo l'Ue, in accordo con gli Stati ospitanti, ha ottenuto che in tutti gli stadi siano vietati la vendita, il consumo e la pubblicità del tabacco. Altre proposte riguardano la promozione culturale e turistica di Polonia e Ucraina: Euro 2012 viene infatti inteso sia a Varsavia che a Kiev come una ineguagliabile opportunità di promozione e sviluppo.