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Venerdì 08 Giugno 2012 
EURO 2012  
Non solo il pallone

Ucraina: la Chiesa cattolica e il campionato di calcio europeo

Lubomir Zhybak – Sir Europa (Chiesa greco-cattolica Ucraina)


Se qualcuno ha vissuto in Ucraina negli ultimi due anni, sarà sicuramente d'accordo sul fatto che il tema che ha dominato il regno dei mass media locali è stato senza dubbio quello dei preparativi per l'imminente torneo di calcio Euro 2012 organizzato dalla Uefa, che verrà ospitato congiuntamente da Polonia e Ucraina da domani al 1° luglio. Le notizie nazionali spaziavano dalla pianificazione per il grande evento tramite il miglioramento delle infrastrutture del Paese ai recenti colloqui sul presunto boicottaggio del torneo da parte dell'Unione europea, a causa dell'attuale situazione politica in Ucraina che non sembra soddisfare l'Occidente. Il torneo non è ancora cominciato – imminente però il calcio d'inizio ufficiale a Varsavia - tuttavia si potrebbe avere l'impressione che non si stia parlando di un evento sportivo, bensì di una sorta di evento economico/politico. È davvero così? Ebbene, ci sono sicuramente molti elementi intrecciati in questa storia ma penso che tutti noi ci auguriamo che Euro 2012 sia una vera festa dello sport vissuta in uno spirito di sana competizione, fratellanza e tolleranza: qualcosa di cui l'Ucraina e la Polonia possano essere orgogliosi per sempre.
Dal momento che la Chiesa non è del mondo, ma vive nel mondo, a questo punto potrebbe nascere una domanda: quale impatto potrebbe avere Euro 2012 sulla vita della Chiesa cattolica in Ucraina? In altre parole, quali sarebbero i vantaggi per la Chiesa in questo Paese europeo? In realtà, ci potrebbe guadagnare molto. Non si tratta tanto di come la Chiesa potrebbe sfruttare il torneo di calcio a proprio vantaggio, quanto piuttosto di quello che la Chiesa potrebbe fare, data la sua natura salvifica universale, per contribuire a far sì che Euro 2012 diventi un'esperienza umana autentica. In primo luogo, il torneo rappresenta un'opportunità per i cristiani in Ucraina di testimoniare la loro ricca eredità cristiana ai loro fratelli cristiani di altri Stati europei, che verranno qui per sostenere la propria squadra. In che modo? Semplicemente essendo cristiani autentici: ponendoci al servizio del nostro prossimo - tutti gli ospiti che verranno nel nostro Paese - in ogni necessità che possano avere. Questo significa essere gentili e disponibili dal momento in cui attraversano il confine arrivando in Ucraina fino al giorno in cui lasceranno il Paese. E cosa c'è in mezzo? Aiutare le persone per strada con le indicazioni, scattandogli una foto quando ce lo chiedono e persino accoglierli nelle nostre case per il pernottamento, se necessario, e così via. Non dobbiamo dimenticare che qualunque cosa facciamo al più piccolo dei nostri fratelli, la facciamo a Dio stesso (cfr. Mt 25, 40). Potrebbe anche essere il semplice atto di sedersi insieme ad una tavola apparecchiata per un pranzo o una cena (a condizione che le due squadre pareggino…) conversando sulle radici religiose dell'Ucraina. Diciamoci la verità fino in fondo: mentre molti Paesi dell'Europa occidentale stanno vivendo una fase della storia in cui le loro bellissime chiese cristiane barocche, gotiche, etc. sono spesso diventate – per quanto triste possa sembrare - monumenti architettonici, pinacoteche e sedi di concerti d'organo a causa dell'agnosticismo e dell'indifferenza religiosa che sembrano diffondersi in tutta Europa, i fedeli della Chiesa in Ucraina hanno molto da offrire ai loro fratelli europei nella fede. Infatti non è forse una fonte d'ispirazione il fatto che, nonostante le gravi persecuzioni comuniste che la Chiesa cattolica, in particolare la Chiesa greco-cattolica ucraina, ha vissuto tra il 1946 e il 1989, la Chiesa non solo abbia mantenuto una fede viva e piena di vigore, ma stia vivendo una fase dinamica di crescita e sviluppo, e guardi al futuro con una grande speranza in Dio? Le nostre chiese rimarranno aperte, soprattutto nelle città ospitanti, ai nostri fratelli e sorelle cattolici, nonché a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, per consentire loro di partecipare alla Divine liturgie (Sante messe) e ai santi sacramenti, se necessario, non solo in ucraino, ma anche in polacco, inglese, tedesco, portoghese e così via. Certo, la Chiesa in Ucraina non è perfetta, nella misura in cui è costituita da uomini, e si trova ad affrontare molte sfide dovute al "grande patrimonio" ereditato dal regime sovietico: aborti, alcolismo, corruzione, e chi più ne ha più ne metta... Tuttavia, la fede cattolica è una fede d'amore e di speranza, e il mio desiderio personale è che quando i tifosi provenienti da tutta Europa verranno in Ucraina, in questo mese e nel prossimo, possano sperimentare in prima persona il grande patrimonio cristiano che la Chiesa nel Paese, in comunione con il Successore di Pietro, ha da offrire loro. Benvenuti in Ucraina, tutti voi!

- GLI ALLEGATI
eur41.rtf (Allegato RTF)