"Le sfide del tempo presente non possono essere affrontate con risposte semplicistiche". Al riguardo, "tra le priorità rimarcate c'è l'obiettivo dell'accesso al lavoro e, quindi, di segnali che consentano soprattutto ai giovani di andare oltre l'attuale precarietà". Sono alcuni passaggi del comunicato finale, diffuso al termine della 64ª assemblea generale della Conferenza episcopale italiana, riunita nell'Aula del Sinodo della Città del Vaticano dal 21 al 25 maggio.
Rispondere alla crisi. L'assemblea, informa il comunicato, ha evidenziato che, "prima ancora del pur reale bisogno di riforme economiche", c'è quello di "un autentico ripensamento culturale collettivo": "Ad una crisi epocale si deve rispondere con un cambiamento altrettanto epocale", innanzitutto di mentalità. L'episcopato ha sottolineato come questo comporti "il superamento della cifra dell'individualismo e della logica dell'utilitarismo": se un ciclo si è definitivamente interrotto, "il nuovo sarà comunque diverso" e richiederà "idee, progetti e comportamenti adeguati alla nuova condizione". Nella consapevolezza che "ci vuole intelligenza, coraggio e perseveranza per proporre strade concrete, efficaci e percorribili", i pastori della Chiesa italiana hanno rinnovato "l'impegno a fare fino in fondo la loro parte". È parte essenziale di questo impegno "la tutela e la promozione della famiglia".
Formazione e testimonianza. Per contrastare la "preoccupante crisi di fede", per i vescovi italiani, c'è "la necessità di favorire la formazione, valorizzando i contenuti del Catechismo della Chiesa cattolica, quale via per riprendere con forza anche l'insegnamento conciliare". Ma per evitare che la fede cristiana oggi rischi di diventare evanescente, occorre pure "trovare le forme con cui testimoniare che l'essere credenti crea le condizioni migliori di una vita piena e riuscita, nonché integrata in una prospettiva elevante ed eterna". I vescovi hanno anche approfondito nei gruppi di studio, nel dibattito e nelle conclusioni assembleari il tema dell'anno in corso, legato alla "formazione degli adulti e della famiglia". Tale lavoro di discernimento è stato introdotto da una relazione sul tema "Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità". Nel quadro del cammino che la presidenza della Cei ha promosso nel corso di quest'anno su temi inerenti la dottrina sociale della Chiesa, un secondo momento di riflessione ne ha messo a fuoco attualità e importanza.
Questioni affrontate. Completando l'opera condotta nelle ultime due assemblee generali, i vescovi hanno esaminato e approvato l'ultima parte dei materiali della terza edizione italiana del Messale Romano, giungendo alla sua approvazione complessiva. In assemblea sono state presentate e rese pubbliche poi le "Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici", in sintonia con quanto indicato dalla Congregazione per la dottrina della fede. Si è quindi dato spazio ad alcune determinazioni in materia giuridico-amministrativa: la presentazione e l'approvazione del bilancio consuntivo della Cei per l'anno 2011, nonché delle ripartizioni e assegnazioni delle somme derivanti dall'8 per mille per l'anno 2012; la presentazione del bilancio consuntivo dell'Istituto centrale per il sostentamento del clero per l'anno 2011. Alcune comunicazioni hanno riguardato la pastorale delle migrazioni, la comunicazione pubblica e il seminario di studio nell'Anno della fede.
Il primato della fede. L'intervento del Santo Padre alla 64ª assemblea generale, giovedì 24 maggio, si legge ancora nel comunicato, da una parte ha contribuito a evidenziare la piena sintonia tra il Magistero pontificio e i contenuti della prolusione offerta dal card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei; dall'altra, per molti aspetti ha costituito un'ampia sintesi del confronto che ha animato il complesso dei lavori assembleari e che trova "nel primato della fede la sua cifra essenziale".
Superare una situazione che pesa. Durante la conferenza stampa conclusiva il card. Bagnasco, rispondendo ad una domanda sull'emergenza lavorativa, uno dei temi centrali della sua prolusione, ha osservato che "è stato messo in pista un cammino, sul piano politico, che dice di affrontare la situazione veramente grave non solo del Paese, ma di tutto l'Occidente, con le misure che tutti conosciamo". Adesso "bisogna che chi ha responsabilità nazionali – a qualunque livello, non solo politico, ma economico, finanziario, e tutti noi nella vita quotidiana – decida delle proprie azioni, in ordine al superamento il più tempestivo possibile di una situazione che pesa sulla gente".