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Lunedì 16 Luglio 2012

16:45 - MONS. MAZZOLARI: IL RICORDO DEL “VESCOVO MISSIONARIO” A UN ANNO DALLA MORTE

“Monsignor Mazzolari ha sempre creduto nel futuro del Sud Sudan e oggi di quella sua presenza creativa così forte tutti avvertono la mancanza”. Così padre Fernando Colombo, amministratore della diocesi di Rumbek, in Sud Sudan, ha ricordato ieri la figura di mons. Cesare Mazzolari, vescovo della diocesi morto il 16 luglio scorso in seguito a un malore che lo ha colto mentre celebrava messa. Originario di Brescia, arrivò nello stato africano nel 1990 e nel 1994 fu vittima di un rapimento effettuato dai guerriglieri dell‘esercito sudanese di liberazione popolare. Nel 1999, invece, fu nominato vescovo. Da presule, mons. Mazzolari “sopportò le conseguenze della guerra e della povertà. A tutti chiedeva l‘impegno a ‘non dimenticare perché la gente del Sud Sudan ha bisogno di una pace giusta nel rispetto dei diritti umani’” si legge in un suo intervento pubblicato sul sito della Fondazione Cesare Mazzolari (www.cesarsudan.it). Conosciuto come il “vescovo missionario” era convinto che lavorare quotidianamente nella diocesi non significava solo sfamare e aiutare il popolo sudanese a uscire da una condizione di povertà totale, ma serviva soprattutto a creare i presupposti per portare e mantenere la pace, siglata il 9 gennaio 2005. L’anniversario della morte di mons. Mazzolari è stato ricordato anche in Italia. Inoltre, il comune di Brescia ha deciso di intitolargli un’area verde.






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