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Giovedì 05 Luglio 2012

15:29 - LIBERTÀ D’ESPRESSIONE: CDE, “LIBEL TOURISM” È “GRAVE MINACCIA”

Il Consiglio d’Europa ha oggi richiamato l’attenzione dei suoi 47 Stati membri sulla “grave minaccia” che il libel tourism (turismo della diffamazione) rappresenta per la libertà d’espressione e d’informazione. Secondo tale pratica, il querelante sceglie di promuovere un’azione per diffamazione nella giurisdizione in cui reputa sia più probabile ottenere un esito favorevole. In una Dichiarazione appena adottata, il Comitato dei ministri dell’organismo di Strasburgo precisa che la prevenzione del libel tourism “dovrebbe far parte integrante della riforma della legislazione sulla diffamazione degli Stati membri”, e invita all’elaborazione di norme specifiche sul diritto e la giurisdizione applicabili per consolidare la prevedibilità e la certezza del diritto, in linea con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, nonché sulla proporzionalità del risarcimento danni nei casi di diffamazione. Pur riconoscendo la legittimità della legislazione antidiffamazione, il Cdm avverte che “una sua applicazione sproporzionata rischia di intimidire o ridurre al silenzio il giornalismo critico e investigativo”. Il 3 luglio la rappresentante Osce per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, ha espresso preoccupazione per la condanna di Dainius Radzevicius, presidente dell’Ordine dei giornalisti lituano, citato in giudizio dall’editore Vitas Tomkus per i commenti su un blog riguardanti un giornale dello stesso Tomkusk.






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