Servizio Informazione Religiosa
 Home 
 Quotidiano 
     
Mercoledì 04 Luglio 2012

18:06 - “PARTICELLA DI DIO”: AMALDI, “SCOPERTA ATTESA, MA STORICA”

“Scoperta attesa, ma storica”. Lo afferma Ugo Amaldi, docente di fisica medica all’Università Milano Bicocca, membro dell’Accademia nazionale delle scienze, presidente della Fondazione Tera e a lungo dirigente del Cern, commentando la scoperta della “particella di Dio”, ossia il bosone di Higgs, annunciata oggi al Cern di Ginevra. “È una scoperta di grande importanza per la fisica fondamentale - spiga l’esperto al Sir - in quanto la rivelazione della creazione di qualche decina di particelle di Higgs dimostra che lo spazio, anche vuoto, è abitato da un’entità molto sottile che chiamiamo un campo. La particella di Higgs è per noi fisici la manifestazione dell’esistenza di un corpo che riempie tutto lo spazio fin dai tempi del Big Bang, ed è questo campo che dà la massa a tutte le particelle”. Il bosone di Higgs, spiega Amaldi, “è la base del Modello Standard, che noi conosciamo da 50 anni e al quale però mancava fino ad oggi un tassello”. Il Modello Standard, che costituisce la teoria di riferimento della fisica contemporanea, “da oggi è diventato completamente sostenuto dai dati sperimentali”, e per Amaldi può sostanziare “sia future teorie del mondo suborganico, sia gli studi dei primissimi istanti di vita dell’universo”. (segue)

18:07 - “PARTICELLA DI DIO”: AMALDI, “SCOPERTA ATTESA, MA STORICA” (2)

Si tratta di una “nuova era” nel campo della fisica? “Una volta confermata, con l’annuncio di oggi, l’esistenza del campo di Higgs - risponde Amaldi - con cui si legittimano tutte le particelle e tutte acquistano massa grazie alla loro interazione con esso, la prossima domanda da porci è se esistano altre ‘super-particelle’ che diano luogo ad una forma di simmetria superiore, all’interno del Modello Standard”. Agli scienziati, dunque, il compito di verificare se i bosoni di Higgs “siano una cosa strana, diversa, una sorta di strana aggiunta allo schema di base”, o se invece non rappresentino a loro volta la premessa di “maggiori simmetrie e integrazioni all’interno del sistema stesso”. Cosa cambia, da oggi in poi, nel rapporto tra scienza e fede? “Non cambia nulla”, assicura Amaldi, che spiega: “Come in tutti gli esperimenti scientifici, si parla di fenomeni del mondo naturale, che non hanno nessuna relazione con i temi che riguardano la fede in un Dio creatore. Oggi, certamente, è stato fatto un importante passo avanti nel campo della fisica, ma il principio sempre assolutamente valido in maniera generale è quello per cui i problemi della scienza non hanno nulla a che vedere con i problemi della fede, poiché le domande dell’una e quelle dell’altra non sono omogenee, e dunque neanche le risposte possono essere tali”. (segue)

18:08 - “PARTICELLA DI DIO”: AMALDI, “SCOPERTA ATTESA, MA STORICA” (3)

Ad annunciare oggi, al Cern di Ginevra, la scoperta sono stati Fabiola Gianotti, coordinatrice dell’esperimento Atlas, e Joseph Incancela, coordinatore dell’esperimento Cms. L’individuazione del bosone di Peter Higgs - lo scienziato da cui prende il nome, che ne aveva teorizzato l’esistenza già dal 1964 - è stata resa possibile 48 anni dopo grazie al Lhc (Large Hadron Collider), l’acceleratore di particelle più grande del mondo, alla costruzione del quale, oltre che alle ricerche in materia, hanno dato un importante contributo oltre 600 fisici italiani dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn). La massa della particella osservata dagli esperimenti Cms e Atlas è pari a circa 125 volte la massa del protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo.






Come Abbonarsi ?


Note e commenti
Photonotizie
Infografiche
Ultima Settimana
Commento al Vangelo