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Mercoledì 27 Giugno 2012

13:46 - DIOCESI: TARANTO, LETTERA DELL’ARCIVESCOVO IN OCCASIONE DELLA CONSEGNA DEL PALLIO

Non un “atto dovuto” ma un “dono che chiama in causa la mia volontà e tutte le mie forze perché la mia parola nell’insegnamento, come pastore della Chiesa di Taranto, affiori sempre da un principio di unità e di fedeltà al vescovo di Roma”. Così mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, spiega in una lettera alla comunità diocesana, il gesto della consegna del Pallio da parte di Benedetto XVI, nella basilica di San Pietro in Vaticano, il 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo. Mons. Santoro riceverà il Pallio insieme ai nuovi quarantaquattro arcivescovi metropoliti provenienti da tutto il mondo. Fra questi anche due altri arcivescovi italiani: mons. Francesco Moraglia (Venezia) e mons. Arrigo Miglio (Cagliari). “Il forte valore simbolico di questa imposizione sulle mie spalle per le mani di papa Benedetto XVI - scrive mons. Santoro - per me non costituisce solo un momento rituale o un atto dovuto. È innanzitutto un dono (…). Voglio guardare al Papa con tutti voi, come si guarda fiduciosi al timoniere esperto che, pur in mezzo alle tempeste, porta avanti la sua traversata con convinzione e destrezza e soprattutto interpretando il Cielo che gli fa strada”. Al Papa, aggiunge l’arcivescovo, “voglio portare l’immagine viva della nostra Chiesa di Taranto, diversa dalla Chiesa raccontata e infangata negli ultimi tempi”. (segue)

13:47 - DIOCESI: TARANTO, LETTERA DELL’ARCIVESCOVO IN OCCASIONE DELLA CONSEGNA DEL PALLIO (2)

“Consegno a Benedetto XVI - prosegue mons. Santoro - tutte le persone che in questi mesi ho visitato e incontrato: porto con me le periferie, le industrie, i disoccupati, gli ammalati, i giovani delle nostre scuole, i carcerati che proprio in questi giorni affrontano condizioni difficilissime di detenzione, i senza tetto, le famiglie toccate dal lutto”. Al Papa “porto anche l’entusiasmo dei nostri giovani, il sorriso dei nostri bambini, la vitalità delle comunità parrocchiali e dei movimenti ecclesiali che, fra tradizione e fede vissuta quotidianamente, continuano a portare nel mondo l’abbraccio di Cristo. Consegno questa Chiesa bella, santa e peccatrice al Successore di Pietro perché la benedica, la confermi nella fede ed io, a mia volta, possa tornare confermato nella professione di fede e nell’annuncio missionario”. A Benedetto XVI, conclude l’arcivescovo, “sento di non presentare solo i nostri buoni frutti, bensì la nostra promessa di seguirlo filialmente e con impegno in questo Anno della fede”. Il Pallio è il simbolo della potestà vescovile esercitata in comunione con la Chiesa di Roma. Si tratta di una stola costituita da una fascia di lana bianca su cui spiccano sei croci di seta nera. Il pallio, dirà tra l’altro il Papa durante l’imposizione, “sia per voi simbolo di unità e segno di comunione con la Sede Apostolica; sia vincolo di carità e stimolo di fortezza”.






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