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Mercoledì 27 Giugno 2012

13:15 - UNESCO: BETLEMME, CUSTODE E NUNZIO “E’ GIÀ PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

Si è aperta il 24 giugno (fino al 6 giugno) a san Pietroburgo (Russia), la 36ͣ sessione del Comitato del Patrimonio dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Nel corso dei lavori sarà vagliata la candidatura a “patrimonio mondiale dell’Unesco” della basilica della Natività di Betlemme e del sentiero di pellegrinaggio alla chiesa. Se la domanda da parte della Palestina, che è diventata membro a pieno titolo dell’Unesco il 31 ottobre del 2011, verrà accettata, la Natività sarà il primo sito in territorio palestinese ad entrare nel registro. La basilica, una delle mete più visitate da pellegrini e turisti in Terra Santa, risale all’epoca dell’imperatore Costantino ed ha bisogno di lavori di restauro, per questo motivo la richiesta verrà esaminata dal Comitato con una procedura d’urgenza. La candidatura, tuttavia, trova “perplessi” la Custodia di Terra Santa, il patriarcato greco e quello armeno, che gestiscono la basilica della Natività. In una precedente dichiarazione al SIR, il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa aveva detto: “Non abbiamo nessun problema per il riconoscimento della città di Betlemme come Patrimonio Unesco, non siamo invece molto entusiasti per ciò che riguarda la Natività”.

13:15 - UNESCO: BETLEMME, CUSTODE E NUNZIO “E’ GIÀ PATRIMONIO DELL’UMANITÀ” (2)

Per il Custode “si tratta di un’iniziativa che ci complica la gestione perché secondo le norme dell’Unesco il responsabile della gestione dei luoghi, davanti all’agenzia Onu, è il Governo e non il proprietario del sito”. Il timore di padre Pizzaballa, è che “i luoghi santi vengano usati a fini politici. Non vogliamo essere strumentalizzati per questioni nelle quali i luoghi santi non devono entrare”. Sull’argomento si è espresso oggi anche mons. Antonio Franco, nunzio apostolico in Israele e Delegato apostolico a Gerusalemme. “Il luogo santo della Cristianità, per definizione, è patrimonio dell’umanità - ha spiegato al SIR il nunzio -. Dal punto di vista strettamente religioso, senza altre motivazioni politiche e culturali, i luoghi santi, ovvero quelli che si trovano in questa regione e che storicamente ci parlano della vita e dell’attività del Signore o di eventi della salvezza, sono di per sé un patrimonio dell’umanità e non serve altra definizione aggiuntiva. Ed è questo il punto che motiva le perplessità delle tre comunità cristiane che sono parte dello statu quo per Betlemme. Noi sosterremo sempre che il luogo santo è patrimonio dell’umanità in quanto tale, a prescindere dal riconoscimento dell’Unesco. La Custodia custodisce i luoghi santi perché siano aperti a tutta l’umanità. Siamo in una dimensione religiosa universale che vogliamo proteggere e far rispettare”.






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