16:53 - CARITÀ E SALUTE: CENSITE 14.246 OPERE PER IL BENE COMUNE, UNA RETE DI SERVIZI
Sono 14.246 i servizi socio-assistenziali e sanitari ecclesiali in Italia, censiti dal volume Opere per il bene comune, che è stato presentato oggi a Roma, presso la sede di Radio Vaticana (clicca qui). Un segno di vicinanza della Chiesa al nostro popolo, li ha definiti mons. Giuseppe Merisi, presidente della Commissione episcopale carità e salute e della Consulta ecclesiale nazionale degli organismi socio-assistenziali, il cui pensiero è andato in primo luogo alle popolazioni che continuano a fare i conti con il terremoto in diverse Regioni del Nord Italia. La Caritas, ha sottolineato, si è attivata da subito nelle diocesi colpite, e la colletta di domenica 10 giugno è stata unespressione di vicinanza corale e concreta di tutte le nostre Chiese a chi in questo momento ha più bisogno. Comè tradizione, inoltre, ha proseguito mons. Merisi, la Chiesa è vicina a tutte le altre sofferenze sociali che, in conseguenza della crisi, colpiscono ampie fasce della popolazione nel nostro e in altri Paesi. Quella che viene fuori dal censimento di oggi, per mons. Merisi è una rete capillare di servizi, non in termini di supplenza, ma in termini di solidarietà e sussidiarietà, che deve essere di stimolo per tutte le istituzioni centrali e territoriali. (segue)
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Oltre a essere unindagine approfondita sui servizi, la Rilevazione - promossa dalla Consulta nazionale degli organismi socio-assistenziali, da Caritas italiana e dallUfficio Cei per la pastorale della sanità - ha realizzato unanagrafe permanente delle strutture e dei servizi ecclesiali, a livello nazionale e regionale, grazie a un database aggiornato dagli stessi operatori presenti nelle diocesi. Don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana, soffermandosi sulloriginalità del modello italiano di sussidiarietà nei confronti dello Stato, grazie al quale la Chiesa è chiamata a cercare forme più rispondenti ai nuovi bisogni. Il rischio, però, è quello di un uso strumentale dei corpi intermedi in termini di supplenza: di qui la necessità di chiarire bene il loro ruolo, nellottica di un sistema sociale partecipato, equo e sostenibile. Per mons. Andrea Manto, direttore dellUfficio Cei per la pastorale della sanità, gli oltre 420.000 operatori del settore socio-assistenziale e sanitario ecclesiale, di cui un terzo lavoratori dipendenti, sono un fattore di unità nazionale, in un tempo di disgregazione in cui le spinte centrifughe sono molto forti. La carità - ha aggiunto mons. Domenico Pompili, sottosegretario Cei, concludendo lincontro - è il propellente necessario per affrontare ciò che ci sta davanti ed inventare un nuovo paradigma.