15:26 - GIOCO DAZZARDO: PRESENTATA LA CAMPAGNA METTIAMOCI IN GIOCO PER PORRE DEI LIMITI
Una tassa occulta sulla speranza di cambiare vita. È questa la definizione del gioco dazzardo offerta da Marica Guiducci dellAuser, intervenuta oggi nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna Mettiamoci in gioco, promossa da Acli, Alea, Anci, Arci, Auser, Avviso pubblico, Cnca, Conagga, Federconsumatori, FeDerSerD, Fict, Gruppo Abele, InterCear, Libera e Uisp. Secondo i dati raccolti dalle associazioni, nel 2011 sono stati spesi 80 miliardi di euro in scommesse, gioco dazzardo e slot machine: di questa somma, che ha portato lItalia a essere il primo Paese al mondo per spese pro-capite per il gioco, solo l11% è andata nelle casse erariali. Sono 800.000 le persone che scommettono in Italia; di queste le più coinvolte sono giovani, donne e anziani, persone con redditi bassi e basso livello di istruzione. Il 70% dei giocatori è disoccupato, l80% è lavoratore precario. LAuser ha inoltre registrato unimpennata delle scommesse nei giorni in cui si riscuote la pensione. Il gioco - ha sottolineato Guiducci - è entrato nelle abitudini degli italiani, rappresentando ormai quasi un fenomeno antropologico in cui la riuscita è affidata al caso e scollegata allimpegno personale. La causa, concordano le associazioni, è dovuta principalmente a una massiccia e persecutoria campagna pubblicitaria, che studia le fragilità e omette la verità. (segue)
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Bisogna - ha ribadito Guiducci - che lo Stato recuperi delle lacune normative e prenda coscienza dei reali costi sanitari e sociali del fenomeno che lui stesso ha incentivato. Non vogliamo proibire il gioco ma chiediamo di porre dei limiti a tutela dei più fragili, ha detto Matteo Iori, presidente Conagga, sottolineando come nel solo trimestre 2012 si sia registrato un aumento del 26% delle cifre scommesse. Umberto Paioletti, presidente Ceart, ha messo in guardia sulla necessità di trovare risposte nuove a problemi nuovi come quello della ludopatia, un problema che a differenza delle tossicodipendenze riguarda una popolazione molto più ampia. Daniele Poto, di Libera, ha denunciato come siano almeno 41 i gruppi criminali delle grandi famiglie mafiose, entrati nel business del gioco dazzardo, e il passo indietro della politica per quanto riguarda le certificazioni antimafia per aprire un concessionario. Il gioco dazzardo - ha concluso - è una delle principali fonti dintroito per la mafia. Lincontro è avvenuto allindomani dellapprovazione da parte del Senato di un Testo unico in materia di gioco dazzardo. Nel testo si riconosce la ludopatia come patologia da inserire nei livelli essenziali dassistenza, linasprimento delle pene per il gioco illegale, listituzione di un Osservatorio nazionale e una maggior attenzione alla tutela dei minori.