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Venerdì 08 Giugno 2012

09:46 - FORUM CATTOLICO ORTODOSSO: GENNADIOS DI SASSIMA, “IL DINAMISMO DELLA SPERANZA”

(Lisbona, dalla nostra inviata) - “Una parola sana, che abbia il dinamismo della speranza, altrimenti le persone cadrebbero nella disperazione”. È questo il ruolo che le Chiese cristiane in Europa possono svolgere in questo momento di crisi economica e di ricerca di soluzioni per vincere recessione e disoccupazione. A indicarlo a conclusione del Terzo Forum europeo cattolico-ortodosso è il metropolita del patriarcato di Costantinopoli Gennadios di Sassima. Il Forum si conclude oggi dopo una tre giorni di lavoro e confronto su crisi economica e povertà cui hanno partecipato rappresentanti delle Conferenze episcopali europee e delegati di Patriarcati e Chiese ortodosse in Europa. “In Grecia - aggiunge il metropolita Gennadios che insieme al card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee) ha presieduto le sessioni di lavoro -, i politici hanno perso credibilità. Molte persone sono in sciopero, molte altre hanno perso il lavoro, molte ancora hanno perso ogni speranza e in tante sono arrivate addirittura al suicidio”. La Chiesa “condivide questa sofferenza del suo popolo. Usa tutti gli strumenti materiali a sua disposizione per rispondere alla richiesta di aiuto ai poveri e a quelli che sono divenuti poveri ma ci sono anche altri strumenti a cui la Chiesa fa riferimento: la fede, la speranza e il ritorno alle radici della vita spirituale”.

09:50 - FORUM CATTOLICO ORTODOSSO: CARD. ERDŐ (CCEE), LA PAROLA DEI CRISTIANI

(Lisbona, dalla nostra inviata) - “Non abbiamo centrato l’incontro sulla ricerca di soluzioni tecniche ma di risposte alla luce della nostra fede comune perché è diventato chiaro che anche sul tema della crisi economica e della povertà le fedi cattolica e ortodossa hanno la stessa base per affrontare queste difficoltà”. Riassume così il card. Péter Erdő, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, il Forum europeo cattolico-ortodosso che si conclude oggi a Lisbona. In un’intervista a Sir Europa (clicca qui), il card. Erdő afferma: “Abbiamo visto che l’economia deve funzionare non soltanto in base a una tecnica matematica o astratta della finanza ma deve avere forti rapporti prima di tutto con l’economia reale”. Ed aggiunge: “Siamo di fronte a una molteplicità di alienazioni: le finanze alienate dall’economia reale; l’economia reale alienata dallo Stato e dalla società; lo Stato e le società tante volte alienati dalla vita delle persone”. Per vincere queste “alienazioni”, il cardinale ritiene necessario cominciare a “rafforzare la famiglia, come luogo di socializzazione dove la persona impara la responsabilità e il rispetto verso l’altro, l’amore”. Inoltre occorre valorizzazione “il lavoro umano come valore e come fonte di benessere” e “approfondire la nostra responsabilità nei confronti della comunità”.

17:38 - FORUM CATTOLICO ORTODOSSO: GLI EUROPEI DEVONO “CAMBIARE STILE DI VITA”

“L’Europa di oggi sta attraversando una crisi gravissima” e “molti europei soffrono direttamente per le conseguenze di questa crisi”, nutrendo “preoccupazioni rispetto al loro futuro”. Di fronte a questa situazione, “le nostre Chiese accolgono e sono attente a queste sofferenze e preoccupazioni. Esse desiderano rivolgere ai loro fedeli e a tutti gli europei un messaggio di fiducia e di speranza. Dobbiamo continuare ad avere fiducia nella Provvidenza divina e nella nostra capacità di correggere gli errori del passato, e dobbiamo tracciare le linee di un futuro di giustizia e di pace”. Lo si legge nel messaggio finale dei partecipanti al III Forum cattolico-ortodosso che si è tenuto a Lisbona, dal 5 giugno ad oggi, sul tema “La crisi economica e la povertà. Sfide per l’Europa di oggi”. “L’uomo - prosegue il messaggio - trova il proprio compimento in Dio, suo Creatore e Salvatore”, ma “sotto l’influsso del processo di secolarizzazione, molti europei hanno preso le distanze da questo legame costitutivo con Dio, cercando il senso della vita nel solo orizzonte terrestre”. Perciò, “le Chiese osservano che la crisi che stiamo attraversando non è soltanto una crisi economica. Si tratta invece di una crisi non solo morale e culturale ma più profondamente antropologica e spirituale”. La società “deve essere organizzata in modo da essere sempre al servizio dell’uomo, e non il contrario”. (segue)

17:39 - FORUM CATTOLICO ORTODOSSO: GLI EUROPEI DEVONO “CAMBIARE STILE DI VITA” (2)

Se gli europei vogliono uscire dalla crisi, si legge nel messaggio finale, “devono capire che è necessario cambiare stile di vita”. La crisi può essere “l’occasione di una presa di coscienza salutare. Gli europei devono dare un senso all’attività economica partendo da una visione integrale, non troncata, della persona umana e della sua dignità. Rimettendo la persona nella sua giusta collocazione, subordinando l’economia agli obiettivi di sviluppo integrale e solidale, aprendo la cultura alla ricerca del vero, facendo spazio alla società civile e all’ingegnosità dei cittadini che operano per il benessere dei loro contemporanei, creeranno le condizioni per far emergere un nuovo tipo di rapporto con il denaro, con la produzione e con il consumo”. In questo mutamento, “deve essere accordata una priorità al lavoro. È opportuno privilegiare le attività generatrici di posti di lavoro. Ognuno deve poter vivere dignitosamente, realizzarsi grazie al lavoro ed essere solidale con gli altri. Ogni forma di corruzione e di sfruttamento deve essere soppressa”. Il mercato, perciò, “non deve essere una forza anonima e cieca”, ma “chiede di essere regolato in funzione dello sviluppo integrale della persona”. Inoltre, “non è più possibile dilapidare le risorse del creato, inquinare l’ambiente in cui viviamo come stiamo facendo”. (segue)

17:40 - FORUM CATTOLICO ORTODOSSO: GLI EUROPEI DEVONO “CAMBIARE STILE DI VITA” (3)

La vocazione dell’uomo “è di essere il custode e non il predatore del creato. Oggi si deve essere consapevoli del debito che abbiamo verso le generazioni future alle quali non dobbiamo trasmettere un ambiente degradato e invivibile”. Nel mondo globalizzato, la mano che regge la vita dei popoli deve essere “quella di una politica di controllo e di trasparenza delle scelte degli attori sociali e degli Stati”. I partecipanti al Forum hanno quindi rivolto “una parola di incoraggiamento ai governi nazionali e ai responsabili delle istituzioni europee nei loro sforzi volti a concretizzare una via giusta ed equa per uscire dalla crisi economica e finanziaria, con un’attenzione particolare ai Paesi che sono più in difficoltà”. Un appello poi “all’unico agente del cambiamento in grado di far evolvere le nostre società verso un nuovo stile di vita: il cittadino dei nostri Paesi europei”. “Se tale cittadino capisce la necessità vitale di un cambiamento rispetto alle sue abitudini di consumo - si legge nel testo -, i suoi rappresentati presso le istanze parlamentari lo seguiranno, l’industria si adatterà alle sue nuove scelte, l’istruzione insegnerà un nuovo modello di cittadinanza più sobrio e più solidale con i poveri. Infine, l’uomo europeo avrà la gioia di ravvivare le radici cristiane e coltivare la dimensione spirituale del suo essere, l’unica in grado di colmare la sua ricerca di felicità e di senso”.






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