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Venerdì 01 Giugno 2012

16:35 - UNGHERIA: RISPOSTA DEL MINISTRO GIUSTIZIA A CRITICHE DI AMNESTY INTERNATIONAL

(Sir Europa - Bratislava) - Restrizioni alla libertà di espressione e a quella religiosa e gravi discriminazioni contro la popolazione rom: sono questi i punti più criticati da Amnesty international (Ai), per la parte relativa all’Ungheria, nella “Relazione sugli Stati 2011” pubblicata nei giorni scorsi. Secondo Orsolya Jeney, direttrice della sezione ungherese di Ai, la nuova legislazione del Paese sui media potrebbe dare adito a eccessive e ingiustificate limitazioni del diritto alla libertà di espressione e di opinione. Jeney ha affermato che già l’anno scorso vi erano state restrizioni alla libertà religiosa dopo l’adozione della legge sulla Chiesa che conferiva ai legislatori il diritto di decidere circa lo “status di Chiesa” delle organizzazioni. Secondo la relazione, la discriminazione contro i rom è uno dei maggiori problemi dell’Ungheria e si citano a questo proposito gli avvenimenti di Gyongyospata, un villaggio al nord dell’Ungheria che nella primavera scorsa era stato scenario di tensioni razziali. Ai ha citato la nuova costituzione ungherese entrata in vigore all’inizio di gennaio, affermando che la protezione dei diritti del feto dal concepimento “rappresenta un passo indietro in termini di diritti umani poiché potrebbe condurre a una legislazione imprevedibile”. (segue)

16:36 - UNGHERIA: RISPOSTA DEL MINISTRO GIUSTIZIA A CRITICHE DI AMNESTY INTERNATIONAL (2)

La reazione del ministro della giustizia ungherese non si è fatta attendere e, in un comunicato, ha ricordato che il rapporto di Ai “ha omesso di segnalare le misure che l’Ungheria ha preso negli ultimi due anni per garantire il rispetto dei diritti umani, passando sotto silenzio le offese subite dalle minoranze etniche ungheresi all’estero”. Il ministro ha ribadito che “né il governo ungherese né nessun’altra organizzazione, politica o civile, ha il diritto o la possibilità di interferire con il lavoro quotidiano dei media tradizionali o digitali”. Dal comunicato si apprende che la legge ungherese sulla Chiesa è riconosciuta come “una delle più liberali d’Europa” anche dalla Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, e non “toglie a nessuno la liberà di praticare la propria religione”. Per quanto concerne la situazione dei rom, il ministro ha richiamato l’adozione da parte del governo di misure decisive per aumentare l’efficienza del sistema giudiziario, delle procedure penali e della polizia allo scopo di contrastare l’impunità e garantire che i rom non siano più oggetto di violenti attacchi. Per quel che riguarda le critiche espresse da Ai sulla nuova costituzione ungherese, infine, si evidenzia la conformità alla tradizione costituzionale europea, la soddisfazione dei requisiti dello stato di diritto e il rispetto degli impegni assunti dall’Ungheria dopo l’adesione all’Ue nel 2004.






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