Unefficace tutela dei diritti umani a livello nazionale richiede un buon arsenale giuridico e un sistema giudiziario efficiente, ma anche strutture nazionali per i diritti umani solide e indipendenti. Una necessità particolarmente evidente in tempi di crisi e di austerità, sostiene Nils Muižnieks, commissario per i diritti umani del Consiglio dEuropa, nel suo primo Human Rights Comment pubblicato oggi. Le strutture nazionali per i diritti umani (commissioni indipendenti, mediatori, organismi di promozione delluguaglianza, meccanismi di reclamo contro gli organi di polizia o istituzioni simili) tutelano i diritti umani di tutta la popolazione, ma rivestono un‘importanza particolare per i gruppi più vulnerabili, in particolare bambini, anziani, disabili, rom, migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Tuttavia, se a causa della crisi economica molte di queste strutture si trovano a far fronte a un numero di richieste sempre maggiore, le loro capacità operative sono state ridotte dalle misure di austerità come il calo delle risorse finanziarie e umane e la chiusura di uffici. È perciò necessario - conclude Muižnieks - che i governi coinvolgano le strutture nazionali per i diritti umani in tutte le fasi del processo di adozione del bilancio, soprattutto nei Paesi più colpiti dalle misure di austerità.