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Giovedì 31 Maggio 2012

13:44 - FAMILY 2012: MORANDÉ COURT (SOCIOLOGO), FAMIGLIA E LAVORO, OPPORTUNITÀ E PRECARIETÀ

“Il lavoro serve alla famiglia per creare il sostentamento materiale della vita, senza cui non ci può essere sviluppo umano. Ma esso ha anche la funzione di educare i bambini nella verità e nel bene”. A proporre questa sottolineatura è stato il sociologo peruviano Pedro Morandé Court, intervenuto al Congresso teologico pastorale in corso al MiCo Fieramilanocity di Milano nell’ambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (30 maggio - 3 giugno). Morandé Court ha ricordato il senso del lavoro “nella sua dimensione oggettiva, relativa alla produzione di beni, e anche soggettiva, costitutiva della persona che attraverso la sua creatività può trasformare il mondo per soddisfare le esigenze delle persone”. I cambiamenti sociali in corso in questo periodo di crisi globale “rappresentano nuove opportunità per la famiglia e la società, ma anche nuovi rischi di precarietà”. Fra i segnali positivi, è da annoverare “il sempre maggiore ingresso delle donne nel mondo del lavoro”, mentre fra quelli negativi si registra “la crescente fragilità del matrimonio, proprio in ragione delle difficoltà legate all’attività professionale”. (segue)

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Il lavoro porta inscritta in sé una dimensione di dono, in quanto “è la risposta oggettiva che gli esseri umani danno al dono della vita e a tutti gli altri doni che ricevono dai loro antenati, dai loro genitori, dalle loro famiglie e dai loro maestri”. In queste parole di Pedro Morandé Court si rileva una delle dimensioni costitutive del lavoro oggi. Una sottolineatura specifica riguarda la condizione lavorativa dei giovani, da tutelare come ulteriore segno di speranza per la famiglia e la società. Oggi bisogna ripensare il rapporto tra lavoro e famiglia, nell’ottica di un nuovo orizzonte culturale: “Non si tratta soltanto di ottenere il reddito necessario per la sopravvivenza e lo sviluppo della famiglia” ma anche di “ripensare le relazioni tra i vari membri della famiglia” anche attraverso l’attività professionale, in modo da tutelare la specificità di ciascun membro di questo nucleo sociale fondamentale.






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