Non una lettura definitiva ma piuttosto un giudizio di sospensione e di rinvio che i promotori dei ricorsi hanno già rilevato. Tuttavia in sostanza un buon risultato. Antonio Spagnolo, direttore dellIstituto di bioetica dellUniversità Cattolica, commenta al SIR (clicca qui) la sentenza con cui il 22 maggio la Corte costituzionale ha di fatto restituito gli atti ai giudici di Firenze, Catania e Milano invitandoli a fare riferimento alla sentenza della Grande Chambre della Corte europea dei diritti delluomo (3 novembre 2011) secondo cui il divieto di fecondazione eterologa non costituisce violazione dei diritti umani fondamentali. Pur nella sua formulazione un po ambigua, la pronuncia della Consulta mantiene il concetto della validità della legge italiana, prosegue Spagnolo, secondo il quale è importante lorientamento generale a prendere in considerazione in modo più serio lipotesi (con tutte le sue conseguenze negative) di introdurre terzi estranei allinterno di un rapporto che deve essere esclusivamente a due come quello di una coppia che pensa di avere un figlio. Positiva, secondo lesperto, anche la sottolineatura nelludienza pubblica di ieri della necessità che i giudici non si sostituiscano al Parlamento, ma si limitino ad applicare senza forzature le leggi vigenti.