17:38 - ELEZIONI IN EGITTO: MONS. HANNA (ALESSANDRIA), UN EVENTO STORICO
Un evento storico, particolare, per lEgitto che, forse per la prima volta nella sua storia, si trova a scegliere liberamente il suo presidente. Con queste parole mons. Botros Fahim Awad Hanna, vescovo ausiliare copto-cattolico di Alessandria, saluta con soddisfazione il voto che darà allEgitto il primo presidente del post-Mubarak. Le urne saranno aperte oggi e domani per gli oltre 50 milioni di elettori che dovranno scegliere il nuovo presidente tra un novero di 12 candidati. In passato - dichiara al Sir il presule (clicca qui) - le elezioni presidenziali erano in qualche modo pilotate, quasi una formalità. Questa volta il popolo può scegliere tra un novero di oltre dodici candidati nel segreto dellurna. Credo che sia un frutto della rivoluzione di piazza Tahrir. Tuttavia, non nasconde alcune preoccupazioni: Non siamo ancora abituati alla democrazia, permane una certa preoccupazione tra la gente perché il futuro è ignoto ma cè anche la consapevolezza che a deciderlo è il popolo scegliendo un nuovo presidente. Paura che si sente in modo particolare tra le minoranze che temono che gli islamisti vadano ad occupare tutti i centri di potere dellEgitto, e quindi anche la presidenza. Con una deriva islamista e integralista, a rischio è lidentità stessa dellEgitto. (segue)
17:39 - ELEZIONI IN EGITTO: MONS. HANNA (ALESSANDRIA), UN EVENTO STORICO (2)
Circa il voto dei cristiani mons. Hanna precisa che dalla Chiesa cattolica non è giunta nessuna indicazione di voto ma solo linvito a tenere in considerazione i valori fondamentali per la scelta del candidato. Prevedibile un appoggio cristiano ai candidati liberali come Amr Moussa o Ahmed Shafiq, sebbene, affermano alcune fonti del Sir al Cairo che chiedono lanonimato per ragioni di sicurezza, non sia da escludere che una parte del voto copto-ortodosso possa andare anche allislamista moderato Abulfutuh, per una sorta di autodifesa, quasi a dire: sto con gli islamici per evitare problemi in futuro. Grandi sono le attese per queste elezioni che, si spera, siano le più credibili e trasparenti degli ultimi 60 anni della storia del Paese. Ingente lo schieramento di forze di sicurezza, polizia ed esercito, con loro anche 14.500 giudici e 65 mila impiegati pubblici per monitorare il processo. Come osservatori sono presenti anche 49 organizzazioni locali e 3 straniere, tra cui il Carter Centre dellex presidente Usa Jimmy Carter.