La maturità della vita di fede consiste nel vivere lesperienza di Dio. È quanto ha spiegato mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, sintetizzando questa mattina ai giornalisti la relazione sul tema Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità, tenuta durante la 64ª assemblea generale della Cei, in corso in Vaticano. Il cristiano maturo - ha detto mons. Sanna - è colui che fa esperienza di Dio, e, solo chi fa esperienza di Dio può definirsi credente e credibile allo stesso tempo. Inoltre, solo chi fa esperienza di Dio è capace di vivere e generare valori cristiani e modelli evangelici di vita buona, perché il cristianesimo lo si ‘racconta e si testimonia con lo stile della vita. Per larcivescovo, lautorevolezza dellesperienza personale e dellesemplarità è molto più efficace della semplice trasmissione di nozioni e norme. Cè stato un tempo in cui la scuola e la famiglia avevano autorità, ma senza reciprocità. Negli ultimi decenni abbiamo assistito allaffermarsi di una reciprocità livellatrice, senzautorità. Oggi, ha sottolineato, la sfida che ci attende è quella di giungere a unautorità che comporti la reciprocità e a una reciprocità che rispetti lautorità. (segue)
Il modo concreto per fare lesperienza di Dio - ha ricordato mons. Sanna - è la sequela di Cristo. Questa sequela si attualizza in un cammino interiore di fede, speranza e carità, che genera ottimismo salvifico; conduce alla santità; promuove la comunione. Mons. Sanna ha sottolineato, in modo particolare, limportanza del concetto di santità sociale e di attenzione al mondo che soffre. Una fede che non sia traducibile in stile di vita - ha spiegato - è ideologia. Lesperienza di Dio e la sequela di Cristo non possono non sfociare nella testimonianza di umanità. Da qui limpegno a un atteggiamento di accoglienza, condivisione, solidarietà, compassione e a purificare le forme di disumanità perché la fede dà una motivazione in più che deve essere resa visibile. Mons. Sanna si è anche soffermato sui luoghi della testimonianza proponendo un rilancio degli oratori, luoghi di formazione umana. Larcivescovo ha evidenziato anche la necessità di avere il coraggio di sentirsi adulti dentro, oggi si sente sempre dire ‘sono giovane dentro. Solo di rado capita dincontrare qualcuno che non si vergogna di essere adulto-dentro. Mentre, ha concluso, ogni età va vissuta nei sui aspetti positivi e gli adulti hanno un ruolo da svolgere nella comunità.