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Mercoledì 23 Maggio 2012

15:35 - ASSEMBLEA CEI: MONS. SANNA (ORISTANO), “IL CORAGGIO DI SENTIRSI ADULTI DENTRO”

“La maturità della vita di fede consiste nel vivere l’esperienza di Dio”. È quanto ha spiegato mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, sintetizzando questa mattina ai giornalisti la relazione sul tema “Gli adulti nella comunità: maturi nella fede e testimoni di umanità”, tenuta durante la 64ª assemblea generale della Cei, in corso in Vaticano. “Il cristiano maturo - ha detto mons. Sanna - è colui che fa esperienza di Dio, e, solo chi fa esperienza di Dio può definirsi credente e credibile allo stesso tempo”. Inoltre, “solo chi fa esperienza di Dio è capace di vivere e generare valori cristiani e modelli evangelici di vita buona, perché il cristianesimo lo si ‘racconta’ e si testimonia con lo stile della vita”. Per l’arcivescovo, “l’autorevolezza dell’esperienza personale e dell’esemplarità è molto più efficace della semplice trasmissione di nozioni e norme. C’è stato un tempo in cui la scuola e la famiglia avevano autorità, ma senza reciprocità. Negli ultimi decenni abbiamo assistito all’affermarsi di una reciprocità livellatrice, senz’autorità”. Oggi, ha sottolineato, “la sfida che ci attende è quella di giungere a un’autorità che comporti la reciprocità e a una reciprocità che rispetti l’autorità”. (segue)

15:36 - ASSEMBLEA CEI: MONS. SANNA (ORISTANO), “IL CORAGGIO DI SENTIRSI ADULTI DENTRO” (2)

“Il modo concreto per fare l’esperienza di Dio - ha ricordato mons. Sanna - è la sequela di Cristo”. Questa sequela “si attualizza in un cammino interiore di fede, speranza e carità, che genera ottimismo salvifico; conduce alla santità; promuove la comunione”. Mons. Sanna ha sottolineato, in modo particolare, l’importanza del concetto di “santità sociale” e di “attenzione al mondo che soffre”. “Una fede che non sia traducibile in stile di vita - ha spiegato - è ideologia”. L’“esperienza di Dio” e la “sequela di Cristo” non possono “non sfociare nella testimonianza di umanità”. Da qui l’impegno a un “atteggiamento di accoglienza, condivisione, solidarietà, compassione” e a “purificare le forme di disumanità” perché “la fede dà una motivazione in più che deve essere resa visibile”. Mons. Sanna si è anche soffermato sui luoghi della testimonianza proponendo un rilancio degli “oratori, luoghi di formazione umana”. L’arcivescovo ha evidenziato anche la necessità di “avere il coraggio di sentirsi adulti dentro, oggi si sente sempre dire ‘sono giovane dentro’. Solo di rado capita d’incontrare qualcuno che non si vergogna di essere adulto-dentro”. Mentre, ha concluso, ogni età va vissuta nei sui aspetti positivi e gli adulti hanno un ruolo da svolgere “nella comunità”.






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