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Giovedì 17 Maggio 2012

16:43 - KOSOVO: CONCLUSA LA VISITA DELLA DELEGAZIONE DI VESCOVI E DI CARITAS UMBRIA

“L’essere cristiani non si può ridurre a qualche gesto episodico, ma richiede coerenza di vita e non proclami solo con le labbra”. Lo ha detto ieri sera mons. Renato Boccardo, vescovo di Spoleto-Norcia e delegato Conferenza episcopale umbra per il servizio della carità, nell’omelia della Messa presieduta nel campo-missione di Radulac, in Kosovo, a conclusione della visita di una delegazione Caritas delle diocesi umbre, da lui guidata insieme a mons. Gualtiero Bassetti, vescovo di Perugia-Città della Pieve e vice presidente Cei. Rivolto ai partecipanti, mons. Boccardo ha affermato: “Siate sempre i benvenuti in questa Casa dove la Caritas dell’Umbria da alcuni anni è al fianco del popolo kosovaro”. Infine un pensiero ai coniugi Massimo e Cristina Mazzali, che da 13 anni a nome delle otto diocesi umbre hanno avviato una casa di accoglienza per bambini fino ai 10 anni a Radulac; una per ragazzi più grandi a Glavicizza e un centro di accoglienza per giovani a Vernakula: “Non siete soli, ci siamo noi che vi vogliamo bene, vi sosteniamo e vi incoraggiamo nel servizio a queste creature”. Questa casa “è un segno autentico del Signore”, ha aggiunto mons. Bassetti. “Giunti in questo Paese circa tredici anni fa”, ha osservato, ora “guardiamo lontano, consapevoli che la vita è come scalare una montagna: più cammini e più si aprono nuovi orizzonti”. Di qui l’esortazione a non perdere “il coraggio di camminare”.






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