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Giovedì 17 Maggio 2012

09:10 - EUROPA: MALMSTRÖM (COMMISSIONE UE), “RAFFORZARE IL SISTEMA SCHENGEN”

(Sir Europa - Bruxelles) - “Schengen è uno dei risultati più preziosi dell’integrazione europea. Sta molto a cuore ai cittadini e dà un apporto importante alla nostra prosperità economica. Tutti devono contribuire al mantenimento di Schengen”: Cecilia Malmström, commissario Ue per gli affari interni, presenta la prima relazione sullo “stato di salute” del sistema Schengen, istituito per favorire la libera circolazione dei cittadini e tutelare le frontiere esterne dell’Unione. Lo spazio Schengen comprende 26 Paesi (gli Stati membri dell’Ue tranne Regno Unito, Irlanda, Romania, Bulgaria e Cipro, più Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein), con 400 milioni di cittadini. “Ogni anno - afferma la Commissione - si registrano 1,25 miliardi di viaggi di cittadini europei, e per difendere il loro diritto alla libera circolazione è richiesta una certa vigilanza”. Il check-up intende “rafforzare l’indirizzo politico e la cooperazione fra i paesi partecipanti a Schengen”; la relazione è accompagnata da orientamenti volti a “garantire un’interpretazione e attuazione coerente delle questioni affrontate, in uno spirito di solidarietà”. La prima relazione riguarda il periodo dal 1° novembre 2011 al 30 aprile 2012 e valuta in particolare i punti seguenti: situazione alle frontiere esterne e all’interno dello spazio Schengen; applicazione delle norme; procedure di rilascio dei visti; rilascio di permessi temporanei; misure di polizia alle frontiere interne”. (segue)

09:12 - EUROPA: MALMSTRÖM (COMMISSIONE UE), “RAFFORZARE IL SISTEMA SCHENGEN” (2)

Dalla relazione sul sistema Schengen emergono alcuni nodi problematici. “La pressione alle frontiere esterne - vi si legge - si concentra su un numero limitato di punti critici, in particolare la via del Mediterraneo orientale verso la Grecia attraverso la Turchia. Negli ultimi tre mesi del 2011 sono stati individuati quasi 30mila attraversamenti irregolari delle frontiere esterne, di cui il 75% circa sulla via del Mediterraneo orientale”. A seguito “dei gravi problemi riscontrati in Grecia la Commissione ritiene che debba essere mantenuto l’impegno nel controllo, soprattutto, delle frontiere esterne terrestri e marittime”. In un altro punto si legge: “Nei sei mesi interessati dalla relazione, i controlli alle frontiere interne sono stati ripristinati solo due volte: dalla Francia al confine con l’Italia (per il G20 del 3-4 novembre 2011), e dalla Spagna alle frontiere con la Francia e negli aeroporti di Barcellona e Gerona (per la riunione della Banca centrale europea del 2-4 maggio 2012)”. A questo riguardo “la Commissione continuerà a garantire la piena applicazione delle norme Ue, in particolare per quanto riguarda i controlli di polizia e gli ostacoli alle frontiere interne.






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