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Martedì 15 Maggio 2012

16:56 - L’OSSERVATORE ROMANO: MONS. FISICHELLA, CREDERE È “USCIRE DAL DESERTO”

“Non far cadere nell’oblio il fatto che caratterizza la nostra vita: credere. Uscire dal deserto che porta con sé il mutismo di chi non ha nulla da dire, per restituire la gioia della fede e comunicarla in modo rinnovato”. Mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, spiega così - su “L’Osservatore Romano” di oggi - “l’intenzione principale” che ha spinto il Papa a indire un Anno della fede. “È un anno per tutti noi, perché nel perenne cammino di fede sentiamo la necessità di rinvigorire il passo, divenuto a volte lento e stanco, e rendere la testimonianza più incisiva”, commenta mons. Fisichella, ma “non possono sentirsi esclusi quanti hanno consapevolezza della propria debolezza, che spesso prende le forme dell’indifferenza e dell’agnosticismo, per ritrovare il senso perduto e per comprendere il valore di appartenere a una comunità, vero antidoto alla sterilità dell’individualismo dei nostri giorni”. Nessuno, cioè, “può sentirsi escluso dall’essere positivamente provocato sul senso della vita e sulle grandi questioni”, in presenza di “una crisi complessa che aumenta gli interrogativi ed eclissa la speranza”. “Porsi la domanda sulla fede - concluse mons. Fisichella - non equivale a estraniarsi dal mondo, piuttosto fa prendere coscienza della responsabilità che si ha nei confronti dell’umanità in questo frangente storico”.






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