15:39 - TURCHIA: MONS. PELÂTRE (ISTANBUL), PER LA CHIESA NON PRIVILEGI MA PARI DIRITTI
Non chiediamo privilegi ma diritti pari a quelli degli altri cittadini. Lo ha detto mons. Louis Pelâtre, vicario apostolico di Istanbul, in unintervista pubblicata sullultimo numero della newsletter della Fondazione Internazionale Oasis, uscita in questi giorni. Commentando la situazione della comunità cattolica in Turchia, il vicario ha spiegato che in Turchia il problema sta soprattutto nella questione della proprietà dei beni immobili della Chiesa, non tanto nei rapporti con la popolazione locale, che sono buoni. Le nostre difficoltà sono di carattere principalmente giuridico: quello che chiediamo da decenni è il riconoscimento dello statuto giuridico della Chiesa cattolica in Turchia. Perché noi qui giuridicamente non esistiamo. (segue)
15:40 - TURCHIA: MONS. PELÂTRE (ISTANBUL), PER LA CHIESA NON PRIVILEGI MA PARI DIRITTI (2)
Un mancato riconoscimento che, per mons. Pelâtre, rende difficile la vita della Chiesa in quanto istituzione. Un esempio: Non posso aprire un conto in banca a nome della diocesi perché la diocesi non esiste legalmente. Per superare lo stallo attuale circa il riconoscimento, il vicario propone come cattolici di perseguire unaltra via, sullesempio francese: In Francia la Chiesa cattolica, che non è riconosciuta come persona giuridica, si è costituita in associazioni diocesane che hanno statuto giuridico. Tra i vari punti toccati nellintervista da mons. Pelâtre anche la libertà religiosa: Noi qui non abbiamo il diritto di fondare unassociazione di giovani, perché non avrebbe alcun valore legale. Ci costringono di fatto a chiuderci in un recinto, in fondo, secondo me, temono il proselitismo. I turchi non vogliono una Chiesa cattolica turca. Per leggere il testo integrale dellintervista: www.fondazioneoasis.org.