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Venerdì 27 Aprile 2012

15:36 - FUCI: RATTI E SIMEONI, DAL CONCILIO L’INVITO ALLA PROSSIMITÀ, ALLA SPERANZA E AL DIALOGO

“Una Chiesa vicina a chi soffre, portatrice di speranza e aperta al dialogo”. Questa è l’immagine di Chiesa che sta venendo fuori dal 61° Congresso nazionale della Fuci, in corso a Urbino, come spiegano al Sir Alberto Ratti e Francesca Simeoni, presidenti nazionali della Federazione, ripercorrendo i momenti salienti di questi primi giorni del Congresso. Tema dell’incontro, che si svolge in occasione del 50° anniversario dall’apertura del Concilio Vaticano II, è “‘È appena l’aurora’. Chiesa, Concilio, Contemporaneità: 50 anni fa, 50 anni dopo”. “C’è una grande partecipazione con oltre 200 studenti da tutto il paese”, ricordano i due presidenti. “La prolusione di mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano - afferma Ratti -, ci ha dato molti spunti sullo stile che la Chiesa dovrebbe avere oggi e sulla qualità della testimonianza di noi studenti universitari. Come il Buon Samaritano, la Chiesa deve farsi vicina alle persone bisognose e chinarsi su di loro”. Anche Xenio Toscani dell’Istituto Paolo VI di Brescia, evidenzia Simeoni, ha sottolineato l’importanza di “una Chiesa che si faccia vicina alle persone e alla cultura contemporanea con uno stile di amore, di apertura e di dialogo”. (segue)

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I lavori sono proseguiti, nella mattina di ieri, in laboratori di gruppo per approfondire i temi della Parola di Dio, della coscienza e del laicato, attraverso le tre costituzioni conciliari “Dei Verbum”, “Gaudium et Spes” e “Lumen Gentium”. Don Guido Benzi, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, dichiara Ratti, “ci ha ricordato che la Chiesa è e deve essere primariamente in ascolto della Parola di Dio. Franco Miano, presidente nazionale dell’Ac, ha individuato la coscienza come il luogo del dialogo con Dio e considerato lo studio come una vocazione intellettuale. Cettina Militello, docente presso la Facoltà Teologica Marianum di Roma ci ha detto che il laico è il soggetto autonomo per eccellenza. Colui al quale è chiesto di giocare la propria vita e la propria scelta in prima persona senza schemi obbedienziali”. È seguita, poi, una tavola rotonda sul tema “Una finestra sul mondo: quale Chiesa oggi?”. “Serena Noceti, docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale - racconta Simeoni -, ci ha spiegato come si è evoluta dopo il Concilio la riflessione della teologia. L’aver visto così tanti vescovi di paesi diversi discutere ha fatto capire che c’erano diverse realtà teologiche e questo è stato un arricchimento per l’Occidente”. (segue)

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Marco Cangiotti, preside di Scienze politiche a Urbino, prosegue Simeoni, “ha parlato della sfida odierna della questione antropologica e voluto porre l’accento sulla necessità di un passaggio di testimone tra le generazioni”. “Un invito ad avere speranza, a essere aperti al dialogo, a mostrarci umani - ricorda Ratti - è venuto da fratel Enzo Bianchi. Ci ha fatto molto piacere, poi, che mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’angelo in Vado, abbia seguito tutti i lavori: questo è stato un bellissimo segno di vicinanza e di ascolto”. Nella mattinata di oggi i lavori sono intervallati da una lectio divina tenuta da padre Michele Pischedda, assistente nazionale della Fuci. “Le riflessioni portate avanti in questi giorni - concludono i due presidenti nazionali - costituiranno un contributo prezioso per la stesura delle Tesi congressuali, che saranno votate nella giornata di domani dalla Federazione riunita in Assemblea federale”.






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