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Giovedì 26 Aprile 2012

16:23 - BRASILE: I VESCOVI IN DIFESA DEI POPOLI INDIGENI

Una nota sulla difesa dei territori e dei diritti delle popolazioni indigene, dei Quilombolas, dei pescatori e di altri popoli tradizionali. L’ha scritta la Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), come ricorda oggi l‘Agenzia Fides. I vescovi brasiliani deplorano profondamente “il rinvio della procedura amministrativa della demarcazione”, come “l‘invasione e lo sfruttamento delle terre dei popoli tradizionali”. Insomma occorre vigilare sulle “condizioni di discriminazione e sugli assassini di cui è vittima il popolo Guarani-Kaiowá, nel Mato Grosso do Sul”. Secondo i vescovi si tratta di un “vero e proprio genocidio” che macchia l‘immagine del Brasile come paese che difende i diritti umani. “Respingiamo con veemenza l‘attacco scatenato dal gruppo ruralista e da altri segmenti del Congresso nazionale, ai diritti dei popoli indigeni, considerati nella nostra Costituzione, attraverso il progetto della modifica costituzionale, la Pec 215/2000”, si legge nella nota. Per il presidente della Commissione pastorale della terra, mons. Enemésio Lazzaris, vescovo di Balsas, “il territorio è più che la terra stessa, è un rapporto che si costruisce sul luogo in cui si vive, dove i loro antenati hanno vissuto, dove sono cresciuti e dove si formano le famiglie”.






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