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Martedì 17 Aprile 2012

14:09 - ORA DI RELIGIONE: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), INSEGNANTI COME “BIGLIETTO DA VISITA”

“Una docenza e un docente di religione cattolica di qualità sarà il miglior biglietto da visita per dire che la fede cristiana non ha paura della cultura, ma la sfida da cima a fondo, dai saperi umanistici a quelli scientifici”. Ne è convinto mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e presidente del Comitato per gli Studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose, intervenuto oggi alla giornata finale del Convegno Cei sull’Irc. Quello dell’insegnante di religione cattolica, è la tesi del presule, è un vero e proprio “ministero culturale” volto a “fornire un’immagine e una pratica del cristianesimo che si accrediti nell’accademia dei saperi. Non solo nei momenti della formazione elementare e media, ma abbattendo anche il muro che esclude la teologia, soprattutto in Italia, dall’accademia delle scienze”. Di qui la necessità di “un vigoroso accompagnamento del corpus dei docenti di religione cattolica per quanto riguarda le abilità pedagogiche, comunicative, multimediali” e di un maggiore collegamento, sul piano pastorale, con settori come quello della pastorale giovanile. (segue)

14:10 - ORA DI RELIGIONE: MONS. BRAMBILLA (NOVARA), INSEGNANTI COME “BIGLIETTO DA VISITA” (2)

“Mi piacerebbe veder nascere una generazione nuova di insegnanti di religione cattolica che abbiano un rapporto molto più consapevole con il testo fondante del cristianesimo - ha auspicato mons. Brambilla- rimediando anche all’incomprensibile ostracismo della Bibbia dalla scuola, che si priva così di uno dei documenti fondatori della cultura occidentale e non solo”. Altra competenza necessaria, quella “dogmatica”, che favorisce “la capacità interpretativa delle fonti storiche della tradizione cristiana, in particolare dei documenti magisteriali, nel loro significato e nella loro portata per l’oggi”. L’obiettivo, per mons. Brambilla, è formare gli insegnanti di religione cattolica ad “un accostamento cordiale ai grandi testi della tradizione, aiutando a comprendere la dinamica tra la fede come immersione nella cultura e l’elaborazione della differenza cristiana”. Il punto di partenza, secondo il teologo, è la chiara distinzione - nella collaborazione reciproca - tra l’istituzione teologica, che “concorre a formare e promuovere la competenza teologica e culturale dell’insegnante di religione”, e l’ufficio diocesano, che “concorre a formare e promuovere l’abilitazione didattica ed ecclesiale” dell’insegnante di religione.






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