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Venerdì 13 Aprile 2012

17:31 - AQUILEIA 2: MONS. MATTIAZZO (PADOVA), PISTE COMUNI “PER UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE”

“Individuare delle piste da percorrere insieme” nelle nostre diocesi “per una nuova evangelizzazione”. Introducendo questo pomeriggio al Palacongressi di Grado i lavori del secondo convegno ecclesiale del Triveneto (“Aquileia 2”), mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova e vicepresidente del Comitato preparatorio, ha spiegato l’obiettivo dell’incontro che si svolge a 22 anni dal primo convegno ecclesiale delle Chiese del Nordest e vede riuniti fino al 15 aprile a Grado e Aquileia oltre 600 delegati delle 15 diocesi del Nordest (Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Bolzano-Bressanone, Chioggia, Concordia-Pordenone, Gorizia, Padova, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Vittorio Veneto) con i loro vescovi ed alcuni emeriti. Presenti anche mons. Stanislav Lipovsek, vescovo di Celje (Slovenia); mons. Jurij Biziak, vescovo ausiliare di Koper (Slovenia); mons. Alojzij Uran, arcivescovo emerito di Lubiana (Slovenia); mons. Maximilian Aichern, vescovo emerito di Linz (Austria), e il vescovo thailandese di Chiang Mai, mons. Francis Xavier Vira Arpondratana, nella cui diocesi si trova la missione triveneta. “Prendiamo coscienza - ha osservato mons. Mattiazzo - che stiamo vivendo un momento storico molto delicato e di grande responsabilità verso il futuro. Ma non solo la Chiesa; anche la società, la convivenza civile, la guida politica, il mondo dell’economia e della finanza, in Italia e in Europa, stanno attraversando una fase critica. (segue)

17:31 - AQUILEIA 2: MONS. MATTIAZZO (PADOVA), PISTE COMUNI “PER UNA NUOVA EVANGELIZZAZIONE” (2)

“Abbiamo presente, in modo particolare, la precaria situazione del mondo del lavoro e ci stanno a cuore i giovani e la famiglia”, ha proseguito il vescovo di Padova. Di qui il richiamo a Giuseppe Toniolo, “originario delle nostre terre, Treviso”, che verrà proclamato Beato il 29 aprile, e l’auspicio che “il suo pensiero e la sua testimonianza siano di esempio e di stimolo per il compito e le responsabilità che i cattolici sono chiamati, oggi, ad affrontare in campo politico e sociale”. “Nel nostro convegno - ha sottolineato ancora il presule - ci sentiamo realmente e profondamente solidali con le popolazioni del Nordest e con la difficile e sofferta fase che stanno attraversando”. Non c’è dubbio “che c’è bisogno di un profondo rinnovamento” e “il primo mezzo di evangelizzazione” è la testimonianza. Dalle riflessioni emerse nel biennio di preparazione all’appuntamento, ha concluso il vescovo, “è emersa la convinzione che la condizione previa della Chiesa per evangelizzare sia quella di auto-evangelizzarsi”. Nel suo saluto, mons. Dino De Antoni, arcivescovo di Gorizia, presidente della Conferenza episcopale triveneta e del Comitato preparatorio, ha richiamato il tema del convegno, “Testimoni di Cristo, in ascolto. Le Chiese del Nordest si incontrano”, e ha rammentato la visita di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia (7 e 8 maggio 2011) e l’invito rivolto per l’occasione dal Pontefice a “testimoniare l’amore di Dio per l’uomo”.






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