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Venerdì 13 Aprile 2012

14:55 - VOLONTARI: COR UNUM E CARITAS, “NELL’UE 140 MILIONI, FORTE PRESENZA CATTOLICA”

Secondo le stime dell’Unione europea sono circa 140 milioni le persone coinvolte in attività di volontariato sociale, culturale e sportivo. “Di queste, una buona fetta appartiene al mondo cattolico e più in generale a quello cristiano”. Lo ha ricordato oggi il card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, presentando a Roma, insieme a Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis, il volume “Il Santo Padre e i volontari europei”, che raccoglie gli interventi più significativi dell’incontro che ha riunito in Vaticano, nel novembre 2011, oltre 50 organizzazioni di volontariato cattolico che operano in Europa. Nel volume è presente anche una indagine, diffusa oggi per la prima volta, condotta su 58 organizzazioni cattoliche europee, per valutarne il potenziale sociale e pastorale. Sulla base di questi dati - molto parziali perché non tutte le organizzazioni hanno risposto ai questionari -, 29 organizzazioni su 58 si dedicano alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale, a seguire all’educazione dei giovani e degli adulti, all’ambito sanitario. Il 53% delle organizzazioni richiede almeno un impegno settimanale ai volontari, di cui il 27% una maggiore frequenza. La maggior parte ha un numero di dipendenti inferiore alle 50 unità (prevalgono quelle con meno di 10 lavoratori), ma 9 hanno oltre 1000 dipendenti assunti. (segue)

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Ad ogni lavoratore nelle associazioni di volontariato corrispondono 351 volontari. Il 64% delle organizzazioni ha un budget superiore a 1 milione di euro e di questi il 7% è superiore a 100 milioni di euro. Oltre il 37% proviene dalle donazioni, il 26% dalle istituzioni pubbliche e il 13% dalle tariffe a carico degli utenti dei servizi. Le relazioni con gli enti pubblici vengono definite “pragmatiche”, mentre tra le motivazioni del volontariato cattolico prevalgono “solidarietà e fede”, con poco spazio per l’impegno politico. Tra le criticità emerse dall’indagine, alcune lacune nella presenza e formazione dei giovani, poca collaborazione con altre realtà pubbliche e private e scarsa capacità di innovazione. “Per stimolare lo sviluppo di una pastorale della carità”, ha detto il card. Sarah, “abbiamo deciso di investire energie e risorse”: “sono in fase di ideazione diversi progetti di ampio respiro, che potranno aiutare associazioni e strutture che si occupano di carità dal punto di vista della formazione, dell’operatività e dell’accrescimento spirituale e identitario”. Tra gli strumenti: una newsletter “per raccogliere gli esempi più vivaci e le proposte più interessanti”; incontri a livello internazionale; incontri di formazione che coinvolgano i dirigenti delle organizzazioni; programmi di formazione per rafforzare la partecipazione dei giovani. (segue)

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Sono invece 164 le organizzazioni che aderiscono alla rete di Caritas internationalis, con oltre 500.000 volontari in tutto il mondo, “ma la cifra è probabilmente molto più alta, perché è difficile conteggiare chi fa volontariato nelle parrocchie, spesso in maniera anonima”, ha precisato Michel Roy. Anche il budget annuale mondiale è stimato, con difficoltà, intorno ai 2 miliardi di euro, “in maggioranza proveniente da offerte private, perché ci teniamo a mantenere la nostra indipendenza rispetto ai governi”, ha puntualizzato Roy. Il segretario generale ha ricordato la caratteristica dell’approccio Caritas, che aiuta cattolici e non cattolici senza distinzioni ed è “rispettoso di ogni persona e di ogni fede” per rendere “le rispettive società più umane ed attente ai bisogni dei poveri”. “Il volontariato - ha affermato Roy - è una forza per il cambiamento, è una strada di evangelizzazione”. Rispondendo poi ad una domanda di giornalisti sui passati contrasti tra Cor Unum e Caritas internationalis, il card. Sarah ha affermato che “la collaborazione è stata rafforzata da quasi un anno. Abbiamo superato e stiamo superando questa difficoltà. Sono molto felice perché lavoriamo insieme e abbiamo progetti per incontrarci più spesso. Non è possibile vivere la carità e lottare uno contro l’altro”.






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