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Mercoledì 14 Marzo 2012

15:53 - ACQUA: MONS. DE LA MORA (PATAGONIA), “TRACCIARE LINEE COMUNI D’INTERVENTO”

(Marsiglia, dal nostro inviato) - “Il Forum ufficiale e quello alternativo sono due modi diversi di vedere non solo il tema dell’acqua, ma anche quello della vita, del futuro del mondo e delle ricchezze che gli appartengono”. Lo afferma al SIR mons. Luis Infanti de la Mora, vescovo di Patagonia, tra i partecipanti agli eventi marsigliesi. Per il presule cileno è importante, come ricorda il magistero ecclesiale, “calarsi nella logica essenziale che la terra è di Dio, ne è lui il padrone e noi siamo qui per fare la sua volontà. La terra è un prestito e dobbiamo collaborare al meglio per consegnarla a coloro che verranno”. Circa la sua presenza ai due summit, il vescovo osserva che “oggi la globalizzazione ci porta a percepire i confini tra i Paesi come confini di carta”, pertanto queste due realtà costituiscono un’“opportunità per evidenziare e tracciare linee comuni d’intervento”. Mons. De la Mora racconta quindi la sua esperienza: “In Patagonia il 96% dell’acqua è di proprietà dell’Enel, che la rende merce”. “Questo è un grande peccato sociale”, afferma sottolineando che “Amazzonia, Patagonia e Guatemala sono solo alcuni esempi di popoli che non hanno accesso all’acqua e dove anche il semplice abbeverarsi di un ovino lungo un fiume è soggetto a tassa”. “Accettare questo - conclude - è accettare un’ingiustizia”.






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