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Venerdì 10 Febbraio 2012

16:04 - DONAZIONE DI SANGUE: PRESENTATO OGGI LO STUDIO FIDAS-CENSIS SU GIOVANI E FUTURO

Una riduzione delle unità di sangue del 2,9% entro il 2020. È questo il dato più significativo rivelato dallo studio “La donazione del sangue alla luce dell’evoluzione demografica del Paese”, avviato dalla Federazione italiana associazioni donatori di sangue (Fidas) in collaborazione con Censis. Questa mattina presso l’ospedale “San Giovanni Calabita” Fatebenefratelli in Roma, è stato presentato il volume con i risultati della ricerca, che ha coinvolto 3.367 donatori volontari recatisi tra il 2010 e il 2011 nei centri collegati alle 69 associazioni Fidas. “Per i prossimi dieci anni - ha dichiarato Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas - si prevede un aumento significativo degli ultra 75enni, a fronte di una diminuzione altrettanto rilevante della fascia di età tra i 18 e i 45 anni, ad oggi la forza donazionale del Paese”. “Negli ultimi sei anni - ha detto Carla Collicelli, vicedirettore generale Censis - è aumentato il numero dei donatori, ma diminuito il numero di quelli sotto i 30 anni; se va avanti così si va incontro a un calo dei donatori di quasi il 3%, e quindi del sangue”. Secondo Fidas, oggi tre terapie trasfusionali su quattro vengono richieste per pazienti che hanno più di 75 anni ma, sottolinea Giuliano Gazzini, direttore del Centro nazionale sangue, “non fa notizia dire che il vecchietto ha bisogno di sangue giornalmente, eppure questa è la realtà e questo è il futuro”. (segue)

16:05 - DONAZIONE DI SANGUE: PRESENTATO OGGI LO STUDIO FIDAS-CENSIS SU GIOVANI E FUTURO (2)

Lo studio Fidas-Censis ha rivelato gli effetti del calo demografico sulla donazione di sangue, ma ha anche voluto mettere in evidenza le motivazioni che spingono a diventare volontario, al fine di “individuare le strategie più efficaci per coinvolgere sempre più i giovani” alla donazione. “Dalla ricerca - ha riferito Collicelli - emerge come per i giovani sia influente l’ambiente sociale, il fatto che in famiglia ci sia già un donatore o che tra gli amici ci sia chi ha bisogno di trasfusioni”. Le interviste raccolte dal Censis hanno evidenziato le strategie migliori per incentivare alla donazione i giovani, i quali propongono una maggiore “attività di sensibilizzazione e informazione nelle scuole”, e “prevedere ulteriori incentivi alla donazione per gli studenti”. Uno dei dati significativi emersi dallo studio riguarda la condizione sociale ed economica dei donatori: la maggior parte di essi è di sesso maschile, lavoratore, ultra 40enne. “Un dato inaspettato - ha commentato Collicelli - che mostra quanto la crisi economica, la disoccupazione, la mancanza di un tessuto sociale soddisfacente siano condizionanti anche nel caso della donazione di sangue”.






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