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Venerdì 02 Dicembre 2011

12:33 - CRISTIANI PERSEGUITATI: APPELLO DA MOSCA, CREARE “ORGANISMO DI MONITORAGGIO”

“Un appello a tutte le autorità a fare tutto il possibile per fermare la violenza contro le comunità e i credenti cristiani, e fermare uccisioni e profanazione di chiese e oggetti sacri”. E’ stato lanciato da Mosca al termine della Conferenza internazionale su "La libertà di religione: La questione della discriminazione e della persecuzione dei cristiani" promossa dal Patriarcato di Mosca che si è concluso ieri sera con l’incontro dei partecipanti con il Patriarca Kirill e la pubblicazione di un documento finale. “I partecipanti alla riunione - si legge nel testo - ritengono inammissibile collegare la violazione dei diritti dei cristiani con qualsiasi religione tradizionale e condannano ogni forma di estremismo che usa i sentimenti religiosi dei credenti per promuovere l‘escalation di odio verso le comunità cristiane”. Al termine di due intensi giorni di lavori, i rappresentanti religiosi ed esperti avanzano la proposta di promuovere “un meccanismo efficace per la protezione dei cristiani e delle comunità cristiane che sono vittime di persecuzione o restrizione nella loro vita religiosa o lavorativa” e chiedono in questo senso “un’analisi per via giudiziaria dei casi di violenza contro i cristiani”, assicurando “la loro disponibilità a prestare aiuto legale alle vittime, qualora possibile”.

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I delegati hanno espresso “la loro disponibilità a cooperare nella difesa delle minoranze cristiane in regioni in cui sono perseguitati. Tale cooperazione deve includere lo scambio di informazioni sulla situazione e i fatti di discriminazione dei cristiani, così come il sostegno materiale, legale e politico ai perseguitati”. Dalla Conferenza di Mosca prende dunque corpo la proposta di creare “un organismo internazionale di monitoraggio delle discriminazioni contro i cristiani” in grado di prestare assistenza. I partecipanti concludono il loro documento ribadendo “la necessità di proseguire gli studi del problema delle discriminazioni contro i cristiani nel mondo e di coinvolgere in questi studi i leader di tutte le comunità religiose tradizionali, rappresentanti di organizzazioni internazionali, Stati nazionali, e società civile”.






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