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Martedì 30 Novembre 2010

19:36 - UNIVERSITÀ: RICCI SINDONI (MESSINA), “NON PREVALGA LA LEGGE DELL’ECONOMIA”

“Per dare agli atenei strumenti nuovi e idonei a realizzare la propria vocazione di ricerca e formazione e ad affrontare le profonde trasformazioni sociali e culturali in corso nel Paese” è “necessaria una riforma organica del sistema universitario”. Ne è convinta Paola Ricci Sindoni, docente di filosofia all’Università di Messina, che tuttavia definisce “molto problematico” il testo del ddl Gelmini, in particolare per “l’introduzione nel pubblico del privato”, ed auspica che “non prevalga la legge dell’economia”. “Cultura, ricerca e formazione - spiega - dovrebbero rispondere a logiche diverse rispetto a quelle del mercato. Lo Stato dovrebbe garantire all’università risorse finanziarie in maniera unitaria, al Nord come al Centro come al Sud, senza cadere nella tentazione che sia il mercato a dettare le regole”. Oggi, prosegue Ricci, “con il ddl Gelmini e l’inserimento dei privati nell’università statale vi è il rischio che i poteri economici e finanziari possano in qualche modo ‘pilotare’ i processi di formazione”. “Ciò non significa - chiarisce la docente - che all’interno di uno Stato democratico non vi debba essere spazio per università private come ad esempio la Cattolica, la Lumsa, la Luiss o la Bocconi, portatrici di idee, proposte e strategie culturali di grande valore”. Diverso, invece, quando “il privato entra all’interno della struttura dell’università statale”. (segue)

19:37 - UNIVERSITÀ: RICCI SINDONI (MESSINA), “NON PREVALGA LA LEGGE DELL’ECONOMIA” (2)

“Entrando nei consigli d’amministrazione degli atenei - spiega Ricci - la grande industria potrebbe favorire ad esempio alcuni, magari pochi, centri di eccellenza lasciando senza risorse le università più periferiche e costringendo gli studenti a spostarsi. Una prospettiva che impensierisce quanti hanno a cuore l’università e la chiarezza dei suoi obiettivi; anzitutto il mettere al centro gli studenti, la classe che in futuro avrà in mano il destino del Paese, e poi il pluralismo di espressione”. Per Ricci “è questa la vera minaccia di una riforma che non tenga conto che è compito dello Stato fornire alla società civile le potenzialità economiche, certo con modalità ben controllate e processi di gestione trasparenti, per mettersi al servizio dei cittadini”. La docente respinge ciò che definisce “la retorica passatista dello strapotere dei baroni”. “In quarant’anni - afferma - io non l’ho mai visto. Tranne rare eccezioni mi pare che intorno all’università ruoti molta confusione e demagogia; messaggi che generano sconcerto presso l’opinione pubblica e ai quali contribuiscono anche i media. Vorrei spezzare una lancia a favore di centinaia di docenti che fanno il loro dovere con coscienza”. Ricci si dice favorevole a “regole più trasparenti” e a “criteri di meritocrazia; valenze che vanno assolutamente rafforzate”. (segue)

19:37 - UNIVERSITÀ: RICCI SINDONI (MESSINA), “NON PREVALGA LA LEGGE DELL’ECONOMIA” (3)

Nell’attuale università secondo Ricci manca “una consapevolezza unitaria riguardante tutto il popolo accademico: studenti, docenti, amministrativi, rettori. L’università è una struttura che andrebbe vista nel suo complesso mentre a volte spinte corporativistiche creano fronti di separazione tra questi corpi che dovrebbero invece potenziarsi a vicenda”. Premiare gli atenei virtuosi “può essere una pratica sana, a patto che nella valutazione non prevalga la legge dell’economia: i parametri non devono essere la quantità, ad esempio delle pubblicazioni dei docenti, ma la qualità”. Allo stesso modo “occorre tenere distinti i ritmi di ‘produzione’ delle facoltà scientifiche, più accelerati dei ‘tempi lunghi’ delle facoltà umanistiche”.






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