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Esprimersi con coraggio in favore di un'Europa forte: è l'appello di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), nel suo intervento del 14 giugno a Düsseldorf in occasione di una conferenza sull'Europa organizzata dalla Fondazione Konrad Adenauer presso il Palazzo Wittgenstein. Mons. Zollitsch ha auspicato che l'Europa diventi "un continente di speranza": per far ciò, "occorrono cristiani coraggiosi e responsabili, che declinino il messaggio del Vangelo nelle questioni di ogni giorno, affinché la Casa Europa sia stabile e resistente". "La Chiesa", ha annunciato, "darà il suo contributo al riguardo". Presentiamo alcuni aspetti salienti dell'intervento di mons. Zollitsch.
Riscoprire i valori. "La crisi dell'Euro ha fatto emergere con forza la questione della solidarietà in Europa: fino a due anni fa, tutti si dicevano d'accordo sul fatto che l'Europa fosse solidale. In tempi di salvataggi e di tagli all'indebitamento, si impone la domanda di cosa si debba intendere esattamente per Europa solidale e libera", ha affermato mons. Zollitsch, ricordando l'importanza dei "valori europei su cui si basa il cristianesimo. Chi pensasse di cancellare tutte le tracce del cristianesimo dalla nostra cultura europea, avrebbe presto davanti a sé uno scheletro morto o una struttura senz'anima", poiché in esse "vi sono non solo le radici della dignità e della libertà della persona, della giustizia sociale e della solidarietà", ma anche perché "la cura dei malati, dei deboli e di chi ha bisogno di aiuto sono un marchio inconfondibile della fede cristiana dai suoi inizi ad oggi". "I legami e le forze che hanno creato identità" in Europa sono basati su "una storia comune, sebbene spesso conflittuale", "una cultura comune" e sono "scaturiti in particolare da convinzioni religiose comuni e pertanto da un sistema comune di valori comune" che "hanno facilitato, favorito e probabilmente reso possibile il processo di unificazione europea".
Non solo economia. Con riferimento all'ampliamento dell'Unione europea, mons. Zollitsch ha chiesto una professione chiara dei valori dell'Europa: "Se si considera l'Europa una comunità di valori, tra i requisiti di futuri ingressi nell'organizzazione devono essere annoverati non solo quelli di natura economico-politica, ma anche la disponibilità al consenso sui valori fondamentali così importanti per la coesione dell'Unione. Ecco anche perché l'ecumenismo in Europa è così importante: senza una comprensione tra Chiesa occidentale ed orientale, l'unità culturale e politica tra Est ed Ovest in Europa è difficilmente realizzabile. "Per raggiungere i cuori della gente e farla entusiasmare al progetto Europa, occorre una visione", ha poi detto l'arcivescovo ricordando che "l'opera di unificazione non è ancora completata" e che si deve "proseguire con coraggio sul cammino già tracciato, correggendo il percorso in caso di carenze o storture.
Guardare al futuro. Mons. Zollitsch ha espresso "preoccupazione" per "l'atteggiamento dei popoli europei tra loro" davanti all'attuale crisi dell'Euro. "Alimentare pregiudizi e servirsi di stereotipi nazionalistici sono comportamenti non solo sterili, ma che dividono i popoli. L'arcivescovo ha messo in guardia da un "romanticismo rivolto al passato, con la nostalgia di ripristinare l'Occidente una volta cristiano. Credo che la tradizione cristiana possegga una forza rinnovante per il nostro continente, che ora appare stanco. Una società radicata nel messaggio evangelico, è una società degna di essere vissuta, una società capace di futuro. Non possiamo ignorare che le società moderne tendono a non tener conto del rapporto con il Dio vivente nella realizzazione della vita individuale e collettiva. Davanti a molte porte in Europa, Dio non è oramai solo un estraneo: è diventato anche un senzatetto – più che in qualsiasi altro continente del mondo".
Unità e molteplicità. Il presidente della Dbk ha infine auspicato un impegno maggiore da parte della politica per incrementare il livello di accettazione dell'Europa nella popolazione. "L'Europa può trovare l'unità solo nella sua molteplicità", ha dichiarato. Nel far ciò, ha proseguito, "la solidarietà presuppone la percezione delle proprie responsabilità. Se si riesce ad imporre regole più vincolanti, ho la speranza che la crisi possa rafforzare l'Unione. In tal modo, la crisi dell'Euro potrebbe causare un rafforzamento dell'unificazione europea, approfondendo le relazioni tra i popoli europei. Ciò rappresenterebbe", ha concluso l'arcivescovo, "la prosecuzione del pensiero di riconciliazione e unificazione che ci ha guidati per oltre 60 anni lungo il cammino dell'integrazione".
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