“A volte ci chiediamo perché il mondo non si arrenda all’evidenza di Dio che ha posto le tracce della sua bellezza nella natura, nell’intelligenza dell’uomo, nella razionalità dell’universo. Perché tante resistenze di fronte allo splendore della verità di Cristo e del suo Vangelo, alla testimonianza dei Santi e dei Martiri. Perché?”. È la domanda che il cardinale Angelo Bagnasco ha posto oggi nell’omelia alla messa degli universitari provenienti da diversi Paesi d’Europa riuniti a Roma per iniziativa del Consiglio delle conferenze episcopali europee che, presieduto dal cardinale ungherese Peter Erdö, ha come vicepresidenti lo stesso cardinale Bagnasco e l’arcivescovo polacco Jósef Michalik..
Avamposti del rinnovamento. I vescovi europei ha affermato il presidente della Cei “ conta su di voi perché siate come degli avamposti di quel rinnovamento della fede e della vita cristiana che il Santo Padre indica come la più efficace risposta alle sfide di un laicismo aggressivo, che vorrebbe bandire Dio dalla vita pubblica per confinarlo nel privato dei singoli”. “Non fatevi intimorire dagli slogans, da apparati che proclamano grandi principi di libertà ma – ha aggiunto - nascondono spesso il germe dell’ intolleranza. Soprattutto, non fatevi ingannare dalla dittatura della “non-cultura, come se rinunciare ad una propria identità culturale fosse la condizione per una convivenza plurale, aperta e tollerante. Al contrario, l’ assenza valoriale e identitaria è la premessa per qualunque imposizione di maggioranze pilotate”. Inoltre ha detto il cardinale Bagnasco “ i Vescovi contano sulla vostra giovinezza che, di natura sua, è libera da interessi personali, da posizioni da mantenere, e non è incrostata da esperienze e ideologie di epoche passate, che hanno creato tensioni e sofferenze nella comunità cristiana. E quando avete eco di tali diatribe che vagano qua e là per il vecchio Continente, voi le guardate con occhi sorpresi e indifferenti, perché avvertite che sono irrilevanti per la vostra vita. E andate avanti, avendo intuito che, nella Chiesa di Cristo, il primo ministero di Pietro è quello di confermare l’autenticità della fede. Quando insorgono domande e dubbi sulla fede cattolica, non temete: guardate a Roma con intelligente semplicità, la cattedra del Successore di Pietro illumina e indica la via della verità e della vita”.
Il criterio originario dell’università. Un’ultima parola del cardinale è stata sulla “ avventura universitaria” ricordando che “l’incontro di tante Università europee, delle diverse facoltà che frequentate e delle molteplici discipline che sono oggetto dei vostri studi, alimenti tra voi uno scambio straordinario che vi consente di respirare l’ universalità che vi fa vivere meglio le vostre specifiche specializzazioni. Desidero qui ricordare il criterio originario dell’istituzione universitaria: è proprio della ragione umana voler penetrare il più possibile nelle singole cose senza però perdere di vista l’insieme della realtà che esse compongono. Il criterio della sintesi, della reductio ad unum, non è semplificazione omologante, ma sintesi di saperi. Se i saperi preparano alle professioni, la sintesi organica dei saperi costituisce il “sapere” per la vita. Ma, per ordinare il molteplice, ci vuole un criterio ordinatore, e questo è la persona. Ecco perché dovrebbe accompagnarvi sempre una domanda: quanto sto studiando costruisce l’uomo? E’ per la persona o le va contro? Avrete così un criterio di giudizio per arricchire quella sintesi intellettuale e morale senza la quale non c’è sapienza ma solo competenza”.
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