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Venerdì 30 Agosto 2013
GIORNALI FISC
L'opinione del territorio
L'attualità politica, la crisi siriana, il 50° del discorso di Martin Luther King, la Giornata per la custodia del creato, i fatti di cronaca, la vita delle Chiese locali: gli editoriali delle testate cattoliche

L'attualità socio-politica, la crisi siriana, il 50° del discorso di Martin Luther King, la Giornata per la custodia del creato, la cronaca locale e i principali appuntamenti delle diocesi italiane... Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

L'attualità socio-politica. "Un agosto da patemi d'animo". È il commento che accomuna molti editoriali dedicati all'attualità socio-politica italiana, contraddistinta "in modo quasi esclusivo dal destino politico di Silvio Berlusconi, dopo la condanna definitiva per frode da parte della Corte di Cassazione". Agosto, scrive Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), "si conclude fra mille interrogativi e non indifferenti patemi d'animo: si apre un settembre tutto da decifrare". Un settembre che avrà a tema, nei primi giorni, la cosiddetta "agibilità politica" di Berlusconi. A tal proposito, Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), sottolinea che "non è necessario essere né buonisti, né forcaioli, ma responsabili. I principi a cui con onestà tutti dovrebbero attenersi sono due. Anzitutto: le sentenze vanno accettate, specialmente quando giungono alla decisione definitiva della Cassazione. Inoltre: se la legge e la Costituzione ammettono la possibilità di ricorso alla Consulta o alla Corte di Strasburgo, non lo si deve negare a Berlusconi. Il 9 settembre, quando il Senato dovrà esprimersi sulla decadenza del Cavaliere, si avvicina. Chiediamo ai partiti di fare in modo che quel giorno non segni la 'decadenza' del governo Letta e dell'Italia". In questo periodo, nota Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), "da più parti si è invocato il bene del Paese sopra ogni altro interesse. Si è trattato di dichiarazioni apprezzabili e condivisibili. Poi è cambiato qualcosa, ma il bene comune conserva un valore superiore alla somma dei beni dei singoli. È un bene molto più grande. È un sentire comune per un destino insieme. È proprio quello che stiamo smarrendo da un po' di tempo. Va assolutamente ritrovato. Prima di tutto". Concorda Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), che aggiunge: "Il destino del Paese è in mano a una classe politica in cui, salvo poche eccezioni, non si vede molta propensione al bene comune. La speranza, si sa, è l'ultima a morire, ma la situazione presente non autorizza ottimismo". Soprattutto, rimarca Gianpiero Moret, direttore dell'Azione (Vittorio Veneto), "se si pensa al fatto che si vuole far cadere il governo per motivi che con il bene del Paese hanno ben poco da vedere. Si spera che il popolo italiano abbia la lucidità sufficiente per capire dove sta il vero bene del Paese". Quella stessa lucidità che Guglielmo Frezza, direttore della Difesa del Popolo (Padova), invoca commentando la decisione del governo di abolire l'Imu. "Conti alla mano - rileva Frezza - l'abolizione dell'Imu sulla prima casa ha più un valore simbolico che di reale aiuto ai bilanci familiari. Non solo: in proporzione a guadagnarci sono i ceti più abbienti (...). Poi, certo, ogni risparmio è ben accetto. Ma se il contrappasso è quello di vedersi alzare ancora le tariffe comunali - o peggio di veder ridotti i servizi che l'Imu contribuisce a pagare - per la maggior parte di noi il gioco non vale la candela". Sull'abolizione dell'Imu, collegata alla tenuta del governo, interviene Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), puntualizzando che "se la soluzione alternativa proposta è quella di far saltare il banco e tornare al voto ben vengano Letta e i suoi compromessi".

Questioni internazionali. La crisi siriana e il 50° del discorso "I Have a Dream" di Martin Luther King sono i due fatti di cronaca internazionale al centro dei settimanali diocesani. Anzitutto la crisi siriana: Voce della Vallesina (Jesi) riporta alcuni racconti della giornalista italo-siriana Asmae Dachan, che si trova in Siria dove ha scelto di trascorrere due settimane per raccontare il dramma delle famiglie che vivono la tragedia della guerra. "Forse - dice Dachan - dall'altra parte del mare, con quel distacco che la distanza geografica in qualche modo impone, non arriva davvero la proporzione di questo dramma. Per quanto uno si sforzi, non riuscirà mai a comprendere cosa accade". In questi giorni, annota Elio Bromuri, direttore della Voce (Umbria), "ritornano alla memoria ammonimenti divenuti tristemente famosi. Tristemente perché non ascoltati: 'Guerra: inutile strage' (Benedetto XV), 'Tutto è perduto con la guerra, tutto può essere salvato con la Pace' (Pio XII), 'Mai più la guerra', tre volte ripetuto all'Onu (Paolo VI). Solo per citare poche frasi. Voci nel deserto, profeti inascoltati". Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), ricorda che "mai le bombe lanciate sono servite a debellare il terrorismo (anzi, lo hanno drammaticamente alimentato)". Al discorso pronunciato a Washington il 28 agosto 1963 da Martin Luther King dedica, invece, l'editoriale Marco Bonatti, direttore della Voce del Popolo (Torino). Tracciando un bilancio su quanto "il sogno" del pastore King si sia realizzato in questi 50 anni e guardando all'oggi, Bonatti conclude: "Nelle società occidentali fatte di minoranze incapaci di comprendere e accettare la propria responsabilità politica globale, oggi forse Martin Luther King dovrebbe fare un discorso leggermente diverso: partendo dalla realtà che il vero, primo problema è trovare il modo di condividere i sogni, di spezzare la gabbia degli individualismi ed egoismi dentro cui ci siamo - 'liberamente' - rinchiusi".

Giornata del creato. Dalla cronaca internazionale a un appuntamento che riguarda la vita della Chiesa italiana. Domenica 1° settembre, infatti, viene celebrata l'8ª Giornata per la custodia del creato, sul tema "La famiglia educa alla custodia del creato". E le testate Fisc dedicano ampi spazi al tema in questione. "Custodire il creato - spiega Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia) - vuol dire riconoscere e rispettare prima di tutto il Creatore, vuol dire apprezzare quanto ci è stato donato come 'casa' da abitare e, quindi, averne cura attenta e operosa; ma a un'ecologia meramente ambientale deve affiancarsi anche un'ecologia umana e sociale perché all'armonia dell'abitato corrisponda anche l'armonia tra gli abitanti". Per Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), "questa Giornata rappresenta una vera e propria urgenza che dovrebbe interpellare ogni cittadino e ogni credente". Vincenzo Finocchio, direttore dell'Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), illustra i motivi che hanno portato alla scelta del tema di quest'anno ("La famiglia educa alla custodia del creato"): "In primo luogo perché prossimamente, dal 12 al 15 settembre, a Torino si terrà la 47ª Settimana Sociale dei cattolici italiani che studierà 'La famiglia, speranza e futuro per la società italiana'. In secondo luogo perché in questo anno ricorre il 50° dell'apertura del Concilio Vaticano II, il quale, nella costituzione pastorale 'Gaudium et spes', riconosce la famiglia come 'una scuola di umanità più completa e più ricca'". Tra le tante iniziative in programma per domenica nelle diverse diocesi, Giulio Donati, vicedirettore del Piccolo (Faenza-Modigliana), segnala "quella di Pieve Thò, cui concorrono la nostra diocesi e quella di Ravenna-Cervia, oltre alla Coldiretti. E che avrà la collaborazione del Corpo forestale dello Stato provinciale e dell'Ufficio territoriale per le biodiversità di Punta Marina. A guidare l'incontro, il nostro vescovo Claudio Stagni".

Papa Francesco. Sui settimanali spazio anche ad alcune riflessioni sul Pontefice, che continua a stupire per i suoi gesti e le sue parole. "Papa Francesco - evidenzia Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro) - cerca di portare il Vangelo nelle case degli uomini". Nel mese di luglio "ha prima incontrato i migranti che sbarcano a Lampedusa e poi in Brasile i giovani in cerca di futuro, due volti di un mondo ingiusto. A tutti ha ricordato che l'indifferenza è il vero peccato di oggi". Sergio Nuvoli, direttore del Portico (Cagliari), guarda alla visita del Papa in Sardegna prevista per il 22 settembre. "Più che agli aspetti esterni - suggerisce Nuvoli - da qui al 22 settembre dovremo aiutarci a fare attenzione e a meglio guardare all'umanità del Pontefice, all'umanità di Cristo". Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta (Venezia), riflette sul legame tra Giovanni Paolo I e Papa Francesco. "Papa Luciani - nota Vigani - cercò di portare, nei pochi giorni del suo pontificato, l'ordinario della vita della Chiesa nel ministero del Sommo Pontefice, che per secoli aveva avuto un volto sempre 'straordinario'. Volle, come oggi papa Bergoglio, rimanere se stesso, non solo nella sostanza, ma anche nel modo d'interpretare il ministero petrino". La Cittadella (Mantova) ritorna alla Gmg di Rio (23-28 luglio): durante quelle intense giornate "il Papa ha voluto parlare al cuore dei giovani. Ci è riuscito. Lo ha fatto con l'autenticità della sua persona (...). Papa Francesco ha osato il rischio della tenerezza, il rischio del dialogo, il rischio della fiducia, il rischio della misericordia".

Cronaca locale. I giornali diocesani non tralasciano la cronaca locale. E così Giorgio Bardaglio, direttore del Cittadino (Monza e Brianza), continua a invocare "chiarezza" sulla realizzazione del nuovo ospedale San Gerardo, perché "è un patrimonio troppo grande da esser dato in appalto a scatola chiusa, senza confronto". L'Ora del Salento (Lecce) si occupa, invece, dell'iniziativa del prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta, che pone uno stop agli happy hour pomeridiani e alle notti da sballo sulle spiagge di Gallipoli. "I comportamenti che hanno fatto notizia - secondo il giornale salentino - non sono peculiari delle spiagge gallipoline, appartengono, purtroppo, a una sempre più ampia fascia di giovani che fanno dello sballo una ragione di vita. Allora il problema si allarga e sollecita all'impegno per la formazione dei giovani, all'incolumità pubblica e all'affermazione della legalità, l'intera società, a partire dalla famiglia, dalla scuola, dalle stesse parrocchie e oratori". Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), dedica l'editoriale al provvedimento di difesa del pubblico decoro nei luoghi istituzionali a Gela. Da qualche giorno, infatti, viene applicato il divieto d'indossare abiti succinti negli uffici comunali. "Nella vita - annota Rabita - un po' di buona educazione non guasta. Sarò vecchio, ma apprezzo ancora il buon gusto e l'educazione". Mario Banchio, direttore del Corriere di Saluzzo, interviene sulla vicenda del "prof" di un liceo locale, accusato in un primo tempo di aver abusato sessualmente di due sue studentesse, all'epoca dei fatti entrambe minorenni, e successivamente anche d'istigazione al suicidio, riferendosi a quello, avvenuto nel 2004, di un'altra studentessa sempre dello stesso liceo. "La città - riferisce Banchio - è sbalestrata, confusa e disorientata". Da Pier Giovanni Trossero, direttore dell'Eco del Chisone (Pinerolo), l'invito a "Cota-Fassino-Saitta ad andare subito a Roma se pensano che il Tribunale di Pinerolo possa e debba essere salvato". Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) propone, invece, una riflessione, a firma di Giovanni Bettini, presidente Confcooperative del Circondario imolese, sulle cooperative e sul loro impegno nel "fare cultura". Quello del "fare cultura", si legge, "è un compito nel quale la cooperazione imolese è impegnata per trovare risposte adeguate ai cambiamenti della società e dell'economia".

La vita delle Chiese locali e dei settimanali. Non manca, infine, negli editoriali l'attualità ecclesiale. Corrado Avagnina, direttore dell'Unione Monregalese (Mondovì), s'interroga sul dato religioso presente nei diversi appuntamenti estivi che animano le nostre città. "Certo - annota Avagnina - vi si arriva con motivazioni diverse. Gli organizzatori un po' trafelati dalle cose a cui pensare, e gli altri (in particolare), coloro che tornano al paese o gli amici assortiti per una sosta festaiola... con curiosità, forse con attenzione passeggera, chissà se con convinzione profonda... Giusto in pieno agosto, Papa Francesco ha ribadito come la fede non possa essere una panna montata a corredo della torta della vita...". Di "fede oggi" parla anche l'editoriale del Ticino (Pavia): "Papa Francesco, con la sua densissima semplicità profetica, porta al centro della vita e della storia la fede, come dimensione essenziale dell'esistenza, per una Chiesa povera e per i poveri, che serva e non si faccia servire, una Chiesa fatta da fratelli liberi e intelligenti, che gustano l'Amore tenero e misericordioso del Padre e si amano vicendevolmente". Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) argomenta sul valore dell'ospitalità invitando alla gioia nell'"accogliere chi è diverso da noi". Mentre Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), chiarisce, dopo alcune voci polemiche, qual è il senso della collaborazione tra sindaco e vescovo. "Vera collaborazione - spiega - significa ascoltarsi veramente e tenere conto reciprocamente di quanto di vero e giusto viene detto". Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), anticipa alcuni punti della nuova lettera pastorale del vescovo Luciano Monari, che ha per titolo "Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi" (Gv 20,21) e che sarà diffusa nei prossimi giorni. "Una lettera, la quarta del suo episcopato bresciano - sintetizza Bianchi -, che ribadisce e declina uno stile di evangelizzazione evangelico che abbiamo, ormai, imparato a conoscere e ad apprezzare". Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), augura "all'inizio di un nuovo anno pastorale" che "non ci stanchiamo di annunciare la Parola di Dio. Perché, presto o tardi, porterà i suoi frutti". Il nuovo anno pastorale segna anche alcune novità per due testate Fisc: La Fedeltà (Fossano) e Luce e Vita (Molfetta). Entrambe si presentano, infatti, con un nuovo direttore. Il giornale piemontese sarà guidato da Walter Lamberti che, subentrando a Corrado Avagnina, esprime "un grazie e un saluto a chi il giornale lo fa vivere perché lo legge, lo sfoglia, magari con occhio critico, ma comunque con affetto e attenzione". Mentre quello pugliese da Luigi Sparapano, che succede a Nico Tempesta. "Il settimanale - auspica il neo-direttore - con l'intera azione dell'Ufficio comunicazioni sociali, dovrà sempre più respirare la vita della diocesi e connettere le sue diverse componenti, interagire col territorio, per quanto di sua competenza, dialogare con gli altri media, attivare sinergie sul versante educativo".

a cura di Vincenzo Corrado


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