Un concetto chiave della tradizione filosofica e una questione cruciale dell’esperienza contemporanea. È “cose” il tema dell’edizione 2012 del Festivalfilosofia, che come di consueto si svolge a Modena, Carpi e Sassuolo con quasi 200 appuntamenti - tutti gratuiti - fra lezioni magistrali, mostre, concerti, spettacoli e cene filosofiche. “La parola alle cose” il tema dell’iniziativa, organizzata dal Consorzio omonimo dal 14 al 16 settembre. I maestri del pensiero che il Festival porterà nelle piazze e nei cortili delle tre città si confronteranno con il pubblico sulle varie “declinazioni contemporanee” delle cose, affrontando tra le altre la questione della “cosa stessa”, lo statuto della produzione e i suoi processi, le implicazioni del consumo, il carattere di feticcio assunto dalle cose, nonché le passioni che esse suscitano. Tra i protagonisti Enzo Bianchi, Massimo Cacciari, Umberto Galimberti, Sergio Givone, Salvatore Natoli, Giovanni Reale, Zygmunt Bauman, Richard Sennet,
Remo Bodei, presidente del Comitato scientifico del Consorzio che organizza il Festival. Il Sir lo ha intervistato.
Come è cambiato il senso dell’interrogazione sul mondo, a partire dalla questione delle “cose”?“Innanzitutto occorre operare una distinzione tra il termine ‘cosa’ e il termine ‘oggetto’: gli oggetti sono valori di scambio e di uso, qualcosa a cui in genere non prestiamo troppa attenzione nella nostra vita quotidiana. Le cose sono invece degli oggetti su cui depositiamo elementi affettivi, cognitivi, storici… Il termine ‘cosa’ è infatti il risultato, etimologicamente, di una contrazione letterale del termine ‘causa’, e dunque quando parliamo di cose includiamo normalmente anche l’idea dell’agire per una causa. La cosa, in altre parole, concentra in sé alcuni valori: noi trasferiamo oggettività nelle cose, vediamo in loro il risultato del lavoro umano, la connessione tra oggetti e natura, il tramite tra l’uomo e la natura”.
Quali ...