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Mercoledì 01 Agosto 2012

OBIEZIONE DI COSCIENZA
Scelta responsabile
Il pronunciamento del Comitato nazionale per la bioetica

Marco Doldi


Se ne è cominciato a parlare nei confronti dell’aborto o del servizio militare e, sicuramente, una forte spinta è venuta dal mondo cattolico. Si tratta dell’obiezione di coscienza nei confronti dell’uccisione di un essere umano nelle prime fasi della sua esistenza o quella nei confronti di portare armi, strumento di morte. Le due scelte hanno qualcosa in comune, perché costituiscono un no all’uccisione di un altro uomo. Affermano che non si può teorizzare un diritto a fare violenza sull’altro sino ad ucciderlo. Di fondo c’è una sensibilità squisitamente evangelica, che ha coinvolto tanti uomini e donne, anche non credenti, facendo maturare in molti un impegno per la pace.
Al momento, l’obiezione di coscienza è invocata dal farmacista, che non vuole vendere al banco preparati abortivi o quella vissuta dal personale medico e paramedico, che si rifiuta di partecipare alle interruzioni volontarie di gravidanza. E gli obiettori sono aumentati notevolmente negli ultimi anni, al punto da fare preoccupare i sostenitori dell’aborto, secondo i quali verrebbe meno il diritto - così dicono - ad abortire.
E, se invece, la pratica così diffusa dell’obiezione di coscienza fosse una prova naturale che non si dà mai un diritto a sopprimere la vita umana? I diritti civili, di cui si parla frequentemente, non si danno a scapito dell’esistenza dei più deboli o della verità sulla persona e sulle istituzioni umane.
Sull’obiezione di coscienza è recentemente intervenuto il Comitato nazionale per la bioetica, ribadendone il fondamento morale e la legittimità del suo esercizio. Che cosa avviene quando una persona dichiara la sua obiezione di coscienza? Essa manifesta: “Il rifiuto di obbedire a una legge rilevante in campo bioetico; il fattoche questo rifiuto è dovuto alla volontà di non violare le proprie convinzioni morali o principi religiosi; il desiderio di testimoniare con il proprio comportamento l’adesione a una certa visione del mondo; la richiesta (rivolta all’ordinamento ...



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