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Martedì 31 Luglio 2012

LIBERTÀ RELIGIOSA
Rispettare l'identità
Il parere di p. Gargano sui divieti di circoncisione per gli ebrei



“Provvedimenti che aggrediscono l’identità”. È secca la replica di padre Innocenzo Gargano, monaco camaldolese ed esperto di ebraismo, rispetto alla tendenza in atto a vietare la pratica della circoncisione rituale. All’origine, una sentenza emanata lo scorso giugno dal Tribunale di Colonia secondo la quale “la circoncisione rituale è una lesione personale contraria all’interesse del bambino”. Sulla stessa linea provvedimenti adottati in Svizzera e in Austria, mentre per il presidente dei rabbini d’Europa, Pinchas Goldschmidt, “un divieto sulla circoncisione mette in discussione l’esistenza stessa della comunità ebraica in Germania”. Sulla vicenda il Sir ha interpellato padre Gargano.

Innanzitutto, che cosa rappresenta per un ebreo la circoncisione?
“È una ‘carta d’identità’, come il battesimo per i cristiani…”.

Dunque, cosa pensa della replica del presidente dei rabbini d’Europa alla sentenza del Tribunale tedesco e, più in generale, alla tendenza che si va affermando in Europa di proibire la circoncisione?
“Si tratta di una preoccupazione legittima. Sarebbe come se lo Stato emanasse una legge che proibisce il battesimo perché è contro l’igiene o l’interesse del minore. Non vanno fatti provvedimenti che aggrediscono l’identità della persona, a qualunque titolo. Eventualmente bisogna interpellare gli stessi ebrei, prima di pensare a qualunque altra proposta, per capire cosa sia per loro importante e cosa no. Non si può decidere dall’esterno. Dal Concilio Vaticano II siamo stati educati a lasciare che sia l’altro ad autodefinirsi. Se per gli ebrei la circoncisione è parte integrante della propria identità, che diritto abbiamo noi d’impedirlo? Probabilmente dietro ci sono altre motivazioni, a volte inconfessabili”.

Nell’islam, per le donne, c’è la pratica dell’infibulazione…
“L’infibulazione è altro rispetto alla circoncisione, e a quella ebraica in particolare. Per ...



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