Si è inaugurata, con la lezione del filosofo Salvatore Natoli, la II Settimana teologica della Fuci in corso a Camaldoli, che si protrarrà fino al 4 agosto sul tema: “Nelle parole la Parola. Cristianesimo e cultura contemporanea”. “In un contesto come quello contemporaneo, nella sua complessità e nelle sue istanze più profonde - scrivono i presidenti nazionali
Francesca Simeoni e
Stefano Nanni nella relazione introduttiva - il cristianesimo è chiamato all’interrogativo, all’ascolto, alla mediazione della propria specificità”. Per la Fuci, infatti, “negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli interrogativi critici rivolti alla Chiesa e ai cristiani, al volto di Dio che annunciamo. Il compito di evangelizzazione si trova così di fronte a nuove sfide, che mettono in discussione pratiche consolidate, indeboliscono percorsi abituali e ormai standardizzati; in una parola obbligano la Chiesa ad interrogarsi in modo nuovo sul senso delle sue azioni di annuncio e di trasmissione della fede”. Mercoledì, 1 agosto, è in programma il dibattitto tra Salvatore Natoli e Elmar Salmann, benedettino e docente di filosofia e teologia dogmatica. Con suor
Benedetta Zorzi, monaca benedettina del Monastero di San Luca a Fabriano e docente di teologia all’Istituto teologico di Ancona, abbiamo fatto il punto della prima Settimana della Fuci a Camaldoli, dedicata al tema: “Se fosse un profeta”? Profezia e testimonianza cristiana oggi”. Suor Benedetta è stata relatrice della prima Settimana, che si è appena conclusa e ha visto un confronto a due voci tra la religiosa e Luciano Manicardi, monaco e vice priore della Comunità Monastica di Bose.
Suor Benedetta, che tipo di “clima” ha trovato a Camaldoli?“Devo dire che sono rimasta stupita dal messaggio controcorrente che mi è arrivato dai giovani. Gli universitari della Fuci hanno organizzato tutto loro, sono stati i principali responsabili delle due settimane, ...