Tutti - ha affermato il Pontefice - abbiamo sempre da imparare dalla nostra Madre celeste: la sua fede ci invita a guardare al di là delle apparenze e a credere fermamente che le difficoltà quotidiane preparano una primavera che è già iniziata in Cristo Risorto. Al Cuore immacolato di Maria vogliamo attingere questa sera con rinnovata fiducia per lasciarci contagiare dalla sua gioia, che trova la sorgente più profonda nel Signore. La gioia, frutto dello Spirito Santo, è distintivo fondamentale del cristiano - ha chiarito -: essa si fonda sulla speranza in Dio, trae forza dalla preghiera incessante, permette di affrontare con serenità le tribolazioni. Ricordando le parole di San Paolo di essere lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, il Santo Padre ha evidenziato che queste parole ci esortano a riprodurre in noi stessi, nella vita di tutti i giorni, i sentimenti di gioia nella fede, propri del cantico mariano. Benedetto XVI ha quindi augurato a tutti e a ciascuno che questa letizia spirituale, traboccata dal cuore ricolmo di gratitudine della Madre di Cristo e Madre nostra, sia alla fine di questo mese di maggio più consolidata nei nostri animi, nella nostra vita personale e familiare, in ogni ambiente, specialmente nella vita di questa famiglia che qui in Vaticano serve la Chiesa universale. Grazie a tutti!, ha concluso.
Il mese che la devozione dei fedeli dedica in modo tutto particolare al culto della Madre di Dio si chiude con la festa liturgica che ricorda la visita di Maria alla parente Elisabetta, evento, questo caratterizzato dalla gioia espressa dalle parole con le quali la Vergine Santa glorifica lOnnipotente per le grandi cose che Egli ha compiuto guardando allumiltà della sua serva. Lo ha detto stasera Benedetto XVI, chiudendo la veglia mariana nei Giardini vaticani, alla Grotta di Lourdes, per la conclusione del mese di maggio. Il Magnificat - ha osservato il Papa - è il canto di lode che sale dallumanità redenta dalla divina misericordia, sale da tutto il popolo di Dio; in pari tempo è linno che denuncia lillusione di coloro che si credono signori della storia e arbitri del loro destino. Al contrario, Maria ha posto Dio al centro della propria vita, si è abbandonata fiduciosa alla sua volontà, in atteggiamento di umile docilità al suo disegno damore. A motivo di questa sua povertà di spirito e umiltà di cuore, è stata scelta per essere il tempio che porta in sé il Verbo, il Dio fatto uomo. Di qui linvito a volgere il nostro sguardo a Maria con rinnovato affetto filiale. (segue)
Il messaggio che ci arriva dalla Chiesa con Family 2012, afferma il presidente di Ac, Franco Miano, ci dice non solo della ferialità dellesistenza umana, con tutti i suoi carichi di scelte e di opportunità, ma invita a guardare anche ai valori alti, alla pienezza dellamore umano, alla vocazione di ogni persona, e ai disegni di Dio su ciascuno di noi e sulla nostra vita. Per lAzione cattolica, lIncontro mondiale delle famiglie è unoccasione più che mai propizia per rileggere positivamente le parole famiglia, lavoro e festa nel loro rimandare agli affetti, alle relazioni, alloperosità, e quindi al riposo, e soprattutto, per i credenti, allincontro con Dio, specialmente nei giorni festivi. Ma si tratta anche, specie in questa stagione carica di attese e di difficoltà, di raccogliere con speranza una sfida carica di significati, che rimanda ai problemi, ai punti deboli, agli interrogativi che emergono oggi attorno alla vita affettiva e domestica, alla realtà economica e professionale, alle modalità con le quali è vissuto il tempo del riposo.
Una festa nella festa, per riaffermare la nostra presenza nel cammino universale della Chiesa, il nostro contributo al suo impegno educativo, nonché la nostra vicinanza al Santo Padre. LAzione cattolica italiana, presente a Milano con migliaia di famiglie associate, dà appuntamento per la mattina del 2 giugno, presso lIstituto Maria Consolatrice del capoluogo lombardo, per un momento di gioia, con incontri, musica, spettacoli e riflessioni attorno al tema Vivere la festa, abitare il mondo (per informazioni www.azionecattolica.it). Lappuntamento avrà come fulcro lincontro tra le famiglie italiane dellAc e quelle provenienti da diversi Paesi dEuropa e di altri continenti, che fanno capo al Fiac, Forum internazionale di Azione cattolica. Ad accompagnare le famiglie di Ac è presente a Milano una delegazione della presidenza nazionale guidata dal presidente Franco Miano e dallassistente ecclesiastico generale dellassociazione, mons. Domenico Sigalini. Miano afferma: Il trinomio famiglia, lavoro e festa scandisce il tempo del nostro vivere, racchiudendo sorrisi e doveri, ambizioni e fatiche, successi e progetti, preoccupazioni e gioie. (segue)
Le adozioni internazionali rischiano di scomparire. Per questo lAibi (Associazione Amici dei Bambini) ha lanciato la campagna Oltre la crisi per una nuova legge delladozione internazionale presentata oggi a Milano durante il VII Incontro mondiale delle famiglie. Dal 2006 al 2011 - ha spiegato Marco Griffini, presidente dellassociazione - i decreti di idoneità alladozione internazionale, concessi alle coppie italiane dai Tribunali dei minori, sono calati da 6.273 a 3.179: un crollo del 49% accompagnato da un calo di disponibilità ad adottare del 32% avvenuto nel periodo 2006-2010. Una progressione che, se manterrà questo passo, porterà entro il 2020 alla fine delle adozioni internazionali. Questo, spiega lassociazione, a fronte di un aumento dei minori abbandonati: 5 milioni ogni anno per un totale di circa 168 milioni nel mondo (dati Unicef). Per lassociazione le cause principali da rimuovere per favorire ladozione sono laccanimento da parte dei servizi nella selezione delle coppie, liter burocratico troppo lungo che arriva sino a 48 mesi e i costi insostenibili fino a 30 mila euro. La nostra proposta - ha proseguito Griffini - prevede la gratuità delle adozioni per le fasce meno abbienti senza andare a pesare di un solo euro sul bilancio dello Stato. Perché ladozione non è un gesto da egoisti ma la cosa più naturale del mondo. Info: www.aibi.it.
Ventuno tende e 100 letti, con reti, materassi e guanciali: questi i materiali, per una cifra complessiva di oltre 20 mila euro, consegnati dalla Caritas cremonese alle popolazioni terremotate del mantovano e del modenese. Si tratta - informa lUfficio stampa della diocesi - del primo intervento messo in atto nelle zone colpite dal sisma da una delle Caritas lombarde, di concerto con la Caritas italiana e la delegazione regionale. Presto la Caritas cremonese tornerà nel modenese per offrire altri aiuti: Probabilmente già la prossima settimana saranno trasferiti in Emilia gli alimenti raccolti in Caritas, così come negli oratori cremonesi. Grazie di cuore - afferma il vicedirettore di Caritas cremonese, Cristiano Beltrami - ai tanti donatori per il sostegno. La vicinanza spirituale espressa dai vescovi italiani e concretizzata nella colletta nazionale che si terrà il 10 giugno in tutte le chiese del Paese, a livello locale si è dunque già concretizzata con le iniziative promosse dalla Caritas diocesana e dalla Federazione Oratori cremonesi, che ha lanciato un appello agli oratori per la raccolta di cibo e acqua. Aperta anche una raccolta fondi straordinaria in favore dei terremotati.
Famiglia, lavoro e festa: tutto è messo in crisi dal terremoto. Mons. Roberto Busti, vescovo di Mantova, confermando al Sir che la veglia di preghiera di domani sera allinterno del Family 2012, in duomo a Milano, sarà dedicata in particolare a quanti sono stati toccati dal terremoto, annuncia che pure le offerte raccolte in tale circostanza verranno destinate a queste popolazioni. Il vescovo riflette su come il sisma abbia ripercussioni forti anche sulla vita familiare. La sofferenza - ricorda il presule - è una delle circostanze in cui la tenuta familiare è messa a rischio. Qui le famiglie sono sconvolte: non hanno più la garanzia di una dimora, cè paura perché non si sa quando finiranno le scosse, sono venuti a mancare i simboli come i campanili e le chiese. In crisi è pure il lavoro, con tante fabbriche costrette a sospendere lattività e in molti casi fortemente danneggiate. In terzo luogo, prosegue il vescovo, viene a mancare la festa come spazio dellamicizia, di ricomposizione delle relazioni: la gente è costretta a restare insieme, ma senza festa, magari perché deve condividere la tenda. I cardini del tema dellIncontro mondiale delle famiglie sono quindi sconvolti dal terremoto e lauspicio è, appunto, che dal confronto con famiglie che vivono situazioni di sofferenza in altre parti del mondo anche le nostre possano uscire rafforzate.
La presidenza della Cei ha stanziato un nuovo contributo di 2 milioni di euro, attraverso i fondi dell8 per mille, per le zone colpite dal terremoto. Lo annuncia la stessa Conferenza episcopale italiana. LEmilia Romagna - si legge in un comunicato della Cei - continua a tremare. Decine le vittime. Case, industrie e chiese crollate. E le ferite si allargano nelle terre e nelle città vicine. Mentre si moltiplicano le iniziative di solidarietà nei confronti della popolazione, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, dopo il primo stanziamento di un milione di euro, destina allemergenza altri due milioni, prelevandoli dai fondi per lotto per mille. Salgono così a tre i milioni di euro stanziati dalla presidenza della Cei dal momento del sisma. La Cei ribadisce anche come tutte le comunità ecclesiali siano coinvolte nella colletta nazionale del 10 giugno.
In dialogo: Fede e musica è il tema dellincontro che la sera di lunedì 4 giugno vedrà nella basilica dell‘Ara Coeli a Roma (ore 19.30) il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, a confronto con il maestro Riccardo Muti. Lappuntamento si inserisce nellambito del ciclo Una porta verso linfinito. Luomo e lAssoluto nellarte, progetto avviato nel dicembre del 2011 dallUfficio comunicazioni sociali di Roma con il dicastero vaticano. Levento è realizzato in collaborazione con il Cortile dei Gentili, istituzione voluta da Benedetto XVI e diretta dal card. Ravasi quale luogo privilegiato di confronto e dialogo tra credenti e non credenti. In occasione del Natale del 2000, i due protagonisti dellappuntamento di lunedì si erano già confrontati sul tema in unintervista al quotidiano Avvenire. Più ancora di quanto riescano fare le altre arti, aveva detto il card. Ravasi, la musica ha l‘ambizione di esprimere l‘ineffabile e costringe il musicista a stare, per così dire, sulla frontiera, a percepire meglio la possibilità di uno sguardo che vada verso l‘oltre. Mi piace pensare che ogni tanto nasca un compositore capace non di inventare qualcosa di nuovo, ma di percepire almeno in minima parte l‘armonia delle sfere celesti che il grande orecchio di Dio ascolta nell‘eternità, aveva affermato Muti.
(Sir Europa - Bruxelles) - Migliorare le conoscenze e le competenze dei docenti nel settore delleducazione alla cittadinanza rimane una sfida: è una delle conclusioni cui giunge la relazione intitolata Educazione alla cittadinanza in Europa, realizzata per conto della Commissione Ue dalla rete Eurydice in 31 Paesi, ossia i 27 dellUe oltre a Islanda, Norvegia, Croazia e Turchia. Dallo studio emerge che in tutti gli Stati è presente nei piani scolastici una materia che si occupa di educazione alla cittadinanza, benché tale insegnamento sia impartito con approcci diversi e modalità differenti. Rimane aperto invece il problema del miglioramento delle conoscenze e delle competenze per insegnare questa materia, visto che solo due Stati, Regno Unito e Slovacchia, offrono una formazione specifica per i futuri docenti. Androulla Vassiliou, commissario Ue per listruzione, dichiara: Leducazione alla cittadinanza sviluppa negli alunni le conoscenze, le competenze e i valori necessari per impegnarsi attivamente nella nostra società. Dobbiamo incoraggiare questo tipo di educazione poiché la partecipazione attiva è alla radice dei nostri valori democratici. Dobbiamo inoltre compiere maggiori sforzi per la formazione dei docenti in questo settore, in modo tale che i giovani siano incentivati a divenire cittadini attivi.
In questo paese al confine tra le diocesi di Modena (alla quale appartiene) e Carpi (a pochi chilometri cè Mirandola) la protezione civile è arrivata solo di recente. Dopo la prima scossa - spiega Gatti - non avevamo abbastanza sfollati, così sono stati i nostri scout, il gruppo ‘Medolla 1, ad allestire unottantina di posti in una palestra facendo i turni 24 ore su 24 per garantire una presenza. Per quanto riguarda la messa, invece, verrà costruita una tensostruttura che sarà la nostra chiesa per i prossimi anni, annota il parroco. Di sicuro lì si passerà lestate poi, a dir la verità, cè il salone della scuola materna, che è già stato utilizzato quando venne restaurata la chiesa, nel 2006. Per linverno potrebbe essere unalternativa, ma è troppo presto per dirlo, almeno finché la terra continua a tremare e la gente ad avere paura.
(Medolla, dallinviato Sir) - Con le scosse il campanile si è sollevato e è ruotato, presto o tardi crollerà, è inevitabile. È lamara considerazione di don Davide Sighinolfi, parroco di Medolla, uno degli epicentri del sisma di martedì scorso, dove sono morti i 4 operai dellazienda Haematronic. Il paese era già stato colpito dalla scossa di domenica 20; queste altre hanno dato il colpo di grazia con case lesionate o crollate, la chiesa inagibile - nella quale è tra laltro crollata la volta del battistero - e il campanile destinato a cadere. Vicino alla chiesa, la scuola materna Laura Benassi gestita dalle suore Pastorelle. Benché sia agibile, non vi sono bambini. Chi può è partito - raccontano suor Candida e suor Bruna - e comunque il comune ha vietato di fare attività, comprese al momento quelle estive che dovevano iniziare a luglio. E, se anche non ci fosse stato lintervento pubblico, è assai difficile trovare un genitore disposto a mandare il proprio figlio sotto un tetto: è ancora troppa la paura. Daltra parte, anche le suore dormono in tenda con una volontaria della Caritas, Clara Gatti, mentre il parroco è sistemato in una casetta di legno poco distante. (segue)
I giovani iscritti allistruzione e formazione professionale, nei percorsi triennali o quadriennali, non sono ‘sottratti alla scuola, ma per oltre il 40% hanno scelto proprio la formazione come loro via al sapere, e al ‘saper fare; per unaltra quota consistente rappresentano lesempio concreto dintegrazione e inclusione sociale; e per una quota comunque significativa approdano a questa scelta dopo delusioni o abbandoni scolastici. Così Attilio Bondone, presidente nazionale della Confap (Confederazione nazionale formazione aggiornamento professionale, www.confap.it, 285 centri e 70 mila ragazzi iscritti), sintetizza la realtà odierna della formazione professionale, a margine dei lavori del convegno La formazione professionale dei giovani: opportunità di lavoro, integrazione e crescita dei cittadini di domani, svolto oggi a Roma presso il palazzo del Campidoglio (clicca qui). Secondo mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dellUfficio nazionale per le comunicazioni sociali, i centri di formazione costituiscono un valore aggiunto rilevante per lattività educativa promossa dalla Chiesa, e va quindi superato lo stereotipo che descriveva la formazione professionale come la ‘cenerentola della scuola. Confap promuove fino a domani a Roma la manifestazione Cèqlcdipiu+, un work in progress dei mestieri con i lavori dei giovani al Circo Massimo.
Unefficace tutela dei diritti umani a livello nazionale richiede un buon arsenale giuridico e un sistema giudiziario efficiente, ma anche strutture nazionali per i diritti umani solide e indipendenti. Una necessità particolarmente evidente in tempi di crisi e di austerità, sostiene Nils Muižnieks, commissario per i diritti umani del Consiglio dEuropa, nel suo primo Human Rights Comment pubblicato oggi. Le strutture nazionali per i diritti umani (commissioni indipendenti, mediatori, organismi di promozione delluguaglianza, meccanismi di reclamo contro gli organi di polizia o istituzioni simili) tutelano i diritti umani di tutta la popolazione, ma rivestono un‘importanza particolare per i gruppi più vulnerabili, in particolare bambini, anziani, disabili, rom, migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Tuttavia, se a causa della crisi economica molte di queste strutture si trovano a far fronte a un numero di richieste sempre maggiore, le loro capacità operative sono state ridotte dalle misure di austerità come il calo delle risorse finanziarie e umane e la chiusura di uffici. È perciò necessario - conclude Muižnieks - che i governi coinvolgano le strutture nazionali per i diritti umani in tutte le fasi del processo di adozione del bilancio, soprattutto nei Paesi più colpiti dalle misure di austerità.
Il 60% dei giovani italiani, anche nell‘attuale situazione di crisi, punta sulla famiglia, pensa che essa tiene, non rinuncia a pensare di poter formare una propria famiglia, e la vede costituita mediamente da due figli o più. Solo il 9,2% dei ragazzi e il 6,2% delle ragazze pensa di non averne. Questa, in sintesi, le fotografia che emerge dai primi risultati della ricerca Giovani e famiglia, avviata dall‘Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori e da un team di docenti dellUniversità Cattolica avvalendosi di Ipsos per la raccolta dei dati (clicca qui). Lindagine, resa nota oggi alla vigilia dellarrivo a Milano di Benedetto XVI per il VII Incontro mondiale delle famiglie, ha riguardato un universo di 9 mila giovani tra i 18 e i 29 anni. I risultati diffusi oggi si riferiscono al primo sottocampione di 2.400 interviste. Per oltre il 60% degli intervistati la famiglia è la cellula fondamentale della nostra società e si fonda sul matrimonio, si legge nellindagine. Oltre l80% afferma che la propria esperienza familiare gli è stata di aiuto nel coltivare le sue passioni e nellaffermarsi nella vita; il 61, 95% considera un fatto normale continuare a vivere con i propri genitori anche dopo i 25 anni. Prolungando gli aspetti protettivi, commenta Alessandro Rosina (Università Cattolica), i genitori compensano lingiustizia del sociale che inconsapevolmente contribuiscono a produrre.
Si tratta di una struttura di supporto, in senso lato, alladozione internazionale, ma cè una certa vaghezza nella norma: è il parere espresso a Sir Regione (clicca qui) da Pasquale Andria, presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno, sulla legge regionale della Campania n. 9 del 10 maggio 2012, Modifiche allarticolo 31 della legge regionale 30 gennaio 2008, n.1, recante obiettivi del Centro regionale per le adozioni internazionali. Per Andria, sarebbe stato opportuno che una legge del genere fosse frutto di confronto con gli altri soggetti che sul territorio operano a diverso titolo in questo settore, compresa lautorità giudiziaria minorile, che di fatto è considerata nella legge come possibile interlocutore, ma noi non ne abbiamo saputo niente. Tra i nuovi obiettivi del Centro regionale per le adozioni internazionali, in collaborazione con gli enti e le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) con sede legale in Campania, la promozione di incontri e conferenze di studio e lo sviluppo di una rete fra i servizi regionali operanti nel settore delle adozioni, anche in raccordo con i Tribunali per i minorenni, e, in tale ambito, segnalazione al Centro regionale per le adozioni internazionali sul funzionamento delle strutture e dei servizi attivi nel territorio.
Le associazioni del Cipsi si schierano a fianco delle popolazioni colpite dal violento sisma di questi giorni. Molte organizzazioni con sede sul territorio, hanno agito tempestivamente per dare soccorso, con una presenza sul posto di tanti volontari e associati che stanno intervenendo a favore degli sfollati. In particolare, i volontari dellAssociazione Solidarietà Onlus di Sant‘Ilario d‘Enza (Re), stanno operando attraverso il loro banco alimentare per linvio di beni di prima necessità ai terremotati. Inoltre, in coordinamento con la protezione civile, lassociazione sta raccogliendo i fondi per i primi interventi che saranno da realizzare sul territorio. Lassociazione Rock no War, che ha sede a Formigine vicino Modena, sta organizzando attività di solidarietà nei territori circostanti, concordate con le realtà locali. In particolare, promuove interventi sociali, diretti principalmente allinfanzia. Dopo le nuove scosse che hanno sconvolto lEmilia, anche lassociazione I SantInnocenti è intervenuta in soccorso alla popolazione. I volontari che risiedono nelle zone colpite si sono registrati alla Protezione Civile e già messi allopera per poter intervenire, soprattutto a sostegno dellinfanzia. È stata aperta una raccolta fondi per inviare donazioni ed è attiva la raccolta di beni di prima necessità, che verranno portati dai volontari direttamente sul posto.
Per ottenere il successo a sorpresa di Ahmed Shafiq, continua Porte aperte, la Giunta militare, al potere dall11 febbraio 2011, ha lavorato dietro le quinte. I militari controllano unimpressionante fetta dell economia nazionale e, afferma lassociazione, secondo molti analisti non molleranno il potere tanto facilmente. Da qui le voci sul loro progetto segreto di controllo del Paese, che passerebbe per una vittoria non eccessiva di Shafiq al ballottaggio, una Costituzione con qualche minima concessione alla rivoluzione e un sostanziale mantenimento del loro potere. La partita in gioco per la presidenza del Paese è cruciale, continua leditoriale, che sottolinea come la vita per i cristiani in Egitto continua ad essere caratterizzata da profonde discriminazioni. A testimoniarlo la sentenza di ergastolo emessa, il 21 maggio, da un giudice contro 12 cristiani copti per aver preso parte alle manifestazioni violente avvenute nel villaggio di Abu-Qurgas (provincia di Minya), dove sono morti 2 musulmani e un cristiano. Dallaltra parte 8 musulmani accusati dello stesso reato sono stati sistematicamente prosciolti.
Dopo le elezioni presidenziali del 23 e 24 maggio che hanno portato a un inatteso ballottaggio tra Mohammed Mursi, candidato dei Fratelli Musulmani e rappresentante di una svolta islamico-radicale del Paese, e Ahmed Shafiq, ex premier del governo Mubarak e quindi legato al regime precedente e ai militari ora al potere, sembra davvero che a nulla sia servita la Rivoluzione dei gelsomini poiché questi due esponenti tutto rappresentano tranne la democrazia e il nuovo che avanza. È quanto sostiene Porte aperte, associazione presente in oltre 60 Paesi per sostenere i cristiani perseguitati, nelleditoriale dellultimo numero della sua newsletter. Per i cristiani - si legge - lorizzonte è oscuro. Nonostante Mursi, in una conferenza stampa abbia, infatti, annunciato pari diritti per i cristiani ipotizzando addirittura un vice-presidente cristiano, oltre che maggiori garanzie per donne e giovani, i cristiani temono la sua eventuale salita al potere e quindi degli islamisti più radicali e sono in molti, compresi i giovani rivoluzionari, a non credere alle sue parole e a ritenerle pura propaganda elettorale. (segue)
In occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie, in corso a Milano, il ministero del Turismo dIsraele ha fatto dono allarcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, di un ulivo proveniente da Nazareth, la città della Sacra Famiglia, il luogo che vide linfanzia di Gesù e lAnnunciazione fatta a Maria. Un gesto semplice, ma ricco di significato - si legge in un comunicato del ministero -, un dono per continuare a parlare insieme, per seguire la straordinaria tradizione del dialogo, per unire in un simbolico abbraccio il Nuovo e lAntico Testamento. La consegna avverrà domani da parte del consigliere per gli Affari turistici dellambasciata di Israele, Tzvi Lotan. Nella targa che accompagnerà il dono è riportato un passo del Salmo 52 (10), Ma io sono come un ulivo verdeggiante nella casa di Dio; io confido sempre nella benignità di Dio. Un gesto importante - prosegue il comunicato - anche per ricordare la Terra Santa visitata lo scorso autunno dal cardinale Scola. Il dono del ministero del Turismo a Sua Eminenza è un segno di grande affetto nella speranza di una sempre continua collaborazione nel nome del dialogo che vede nel pellegrinaggio un privilegiato mezzo di dialogo. La speranza del ministero israeliano è quella che il dono venga mostrato a Benedetto XVI in arrivo domani a Milano per lIncontro.
Per Thomas Hong-Soon Han, ambasciatore di Corea presso la Santa Sede, è necessario che la società intervenga con politiche adeguate a favore della promozione della famiglia e anche la famiglia stessa deve coinvolgersi per proteggere se stessa attraverso la partecipazione più attiva alla politica familiare. Questo perché lurbanizzazione e la globalizzazione stanno portando alla trasformazione radicale della struttura del lavoro e, al contempo, alla trasformazione della fisionomia della famiglia nella società urbana. Il diplomatico ha notato che la femminilizzazione della forza lavoro, in combinazione con linformatizzazione del lavoro, rendono le donne più autonome e i ruoli e le relazioni tra i sessi subiscono un notevole cambiamento e così anche il concetto di matrimonio: i casi di divorzio aumentano. Suor Alessandra Smerilli (economista) ha notato che leconomia moderna ha espulso la gratuità e si è sviluppata lidea che il contratto è un buon sostituto del dono e che riportare il femminile nei luoghi di lavoro li renderebbe più umani. Dagli studi emerge infatti come in media le donne sono più avverse al rischio, abilità fondamentale per evitare i fallimenti e si è visto che le donne sono più abili nel cooperare in gruppo per risolvere i problemi.
Nelle società del nostro tempo il valore della famiglia trova un riconoscimento indiscusso e universale. Lo ha dimostrato con i dati di alcune indagini Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia e direttore del dipartimento di statistica dellUniversità di Milano-Bicocca, intervenuto in una delle sessioni di lavoro del pomeriggio del Congresso teologico pastorale, allinterno del VII Incontro mondiale delle famiglie in corso a Milano. Il docente ha sostenuto che la famiglia, alla prova dei fatti, è costretta a cedere terreno nelle grandi scelte del ciclo di vita - come quella di sposarsi o far nascere un figlio - quasi sempre filtrate da valutazioni di ordine economico e lavorativo. La verità - ha aggiunto - è che i progetti di formazione e di sviluppo delle famiglie si scontrano con una realtà sociale che ha fortemente bisogno di capitale umano, ma fa ben poco per sostenere la ‘fabbrica in cui tale capitale viene prodotto e formato. Recuperare la centralità della famiglia è ormai, dunque, lunica strategia per restituire alle società urbane quella vitalità demografica da cui non può prescindere ogni progetto di sviluppo, doverosamente rispettoso del ruolo e del valore delluomo. (segue)
Uno spazio web (www2.azionecattolica.it/supportemilia) per segnalare le disponibilità di alloggi, luoghi aggregativi, luoghi di culto, nonché di persone disposte a unattività di servizio volontario alle popolazioni colpite dal terremoto. A promuoverlo la Presidenza nazionale dellAzione cattolica (Ac), in accordo con la delegazione regionale Ac dellEmilia Romagna, la Caritas italiana e la Protezione civile. I ragazzi, i giovani e gli adulti di Azione cattolica, insieme ai nostri assistenti, da ogni diocesi e parrocchia dItalia - ricorda una nota dellassociazione -, sono vicini alle popolazioni dellEmilia, per sostenerle in tutti i modi possibili, come peraltro fatto in analoghe, tristi circostanze che anche in un recente passato hanno interessato il nostro Paese. Tutti restiamo uniti nella preghiera e chiediamo al Signore di sollevare le sofferenze e di concedere un tempo migliore. Da domani mattina, annuncia lassociazione, il segretario nazionale, Gigi Borgiani, e lassistente nazionale del settore giovani,don Vito Piccinonna, si recheranno in Emilia per rappresentare la vicinanza e il concreto sostegno dellAzione cattolica alle popolazioni e per un primo confronto sulle disponibilità e le diverse forme di aiuto già arrivate, e che continuano ad arrivare, per dare il più efficacemente possibile risposta alle necessità che via via verranno segnalate dalle zone colpite dal sisma.
È con dispiacere, e solo dopo un lungo esercizio di analisi e discernimento durato alcuni anni, che i vescovi della Conferenza episcopale triveneto (Cet) hanno constatato limpossibilità di proseguire il sostegno alla ventennale esperienza di Telechiara. È quanto si legge in una nota della Cet, in cui i vescovi spiegano di aver accuratamente valutato lattuale situazione e le prospettive dellemittente in un contesto di ampie e oggettive difficoltà che attraversano lintero panorama editoriale nazionale. Venute meno alcune consistenti forme di contributo, che ne avevano sin qui garantito la sopravvivenza - spiega la Conferenza episcopale - si sarebbe ora reso necessario un notevole investimento quinquennale - dellordine di oltre un milione di euro allanno - totalmente a carico delle singole diocesi del Triveneto. Pur nella consapevolezza del valore attuale e del carattere decisivo dei media e nellimpegno di trovare e sviluppare insieme altre vie di comunicazione anche attraverso le nuove tecnologie, in questi tempi di crisi non è parso più sostenibile un così ingente investimento, argomentano i vescovi, che ringraziano quanti, nei vari anni, hanno contribuito a questesperienza televisiva e confidano che si trovi presto unadeguata soluzione professionale per il personale attualmente impegnato in Telechiara.
Il Papa ha nominato mons. Benedetto Tuzia, da 6 anni ausiliare della diocesi di Roma per il settore Ovest, alla guida della diocesi di Orvieto-Todi. La notizia è stata resa pubblica dal cardinale vicario Agostino Vallini questa mattina, alle 12, nel Palazzo del Vicariato. Il 30 giugno lingresso in diocesi. Nato a Subiaco il 22 dicembre 1944, mons. Tuzia è stato ordinato sacerdote del clero diocesano dellabbazia sublacense il 29 giugno 1969. Compiuti poi gli studi presso la Pontificia Università Lateranense, nel 1971 si è trasferito nella Capitale e dal 1° settembre 1980 è entrato a far parte del clero della diocesi di Roma, di cui nel 2006 è diventato vescovo ausiliare per il settore Ovest. Questa Chiesa - ha sottolineato mons. Tuzia - da 43 anni mi ha accolto con amore. E mi ha insegnato a essere prima prete e poi vescovo. Ora che me ne vado, la romanità rimane in me, innestandosi in unaltra esperienza. Accolgo con gioia ed entusiasmo linvito del Papa, ha aggiunto mons. Tuzia: Prego perché questo mio nuovo compito diventi un atto di amore anzitutto a Dio, pastore di tutto il gregge. Oggi sono chiamato a servire questa Chiesa che non conosco ma che già amo.
Saranno resi noti domani, nel corso di una conferenza stampa, i luoghi deputati ad accogliere gli eventi papali previsti nel programma della Giornata mondiale della gioventù che si svolgerà dal 23 al 28 luglio 2013, a Rio de Janeiro. Ad annunciarli, si legge in un comunicato dellarcidiocesi, sarà lo stesso arcivescovo della città ospitante, nonché presidente del Comitato organizzatore locale (Col), mons. Orani João Tempesta. La Giornata avrà inizio con la messa di apertura, il 23 luglio, presieduta da mons. Tempesta, mentre la cerimonia di accoglienza di Benedetto XVI è fissata per il 25. Il giorno dopo avrà luogo la Via Crucis cui faranno seguito, come tradizione, la veglia dei giovani il sabato pomeriggio e la messa finale la domenica mattina. In attesa di definire nei dettagli il programma della Giornata, prosegue la preparazione pastorale che vede il lancio, sempre domani, di un progetto di evangelizzazione che punta sulla formazione di piccoli team di alunni di scuole cattoliche che dovranno poi, ognuno nei propri ambiti di vita, far conoscere la Gmg, divulgarne i contenuti e finalità con lausilio di linguaggi vicini al mondo giovanile come musica, arte, video e testimonianze. Si tratta, fa sapere larcidiocesi di Rio, di un momento senza precedenti in cui studenti, genitori, insegnanti si riuniranno insieme in uno spazio di preghiera.
È la famiglia il primo laboratorio del sistema di alleanze che edificano la società, il bene comune, la vita buona. Andrea Olivero, presidente delle Acli, è intervenuto alla tavola rotonda sul tema Famiglia e impresa: la solidarietà per lo sviluppo, nellambito del Family 2012 di Milano. Limpresa familiare, al centro della riflessione, rappresenta - per Olivero - la sintesi di quello che per le Acli contraddistingue leconomia virtuosa. Nella famiglia come soggetto di intrapresa si mettono in comune tutte le risorse esistenti, relazionali e materiali. Al contempo il territorio entra da protagonista nelle strategie economiche con il patrimonio delle vocazioni ambientali e civili. Si ricompongono così gli interessi del mercato e della comunità, la logica dello scambio e quella del dono per cui il mutuo riconoscimento dei soggetti produce beni immateriali e materiali. Quella che chiamiamo economia civile - ha sottolineato Olivero - nellimpresa familiare si realizza a partire dai legami di prossimità, ma contaminando il contesto economico-sociale. Olivero si è quindi soffermato sul tema della conciliazione tra i tempi della famiglia e quelli del lavoro: Essa è per le imprese familiari una pratica funzionale, che dimostra la sua efficacia rispetto allo stesso profitto, non quale fine assolutizzato dellattività economica.
Per capire la portata del calo della natalità è sufficiente un dato presentato dal professor Giancarlo Blangiardo, curatore della ricerca insieme con Simona Marina Mirabelli: Nella stragrande maggioranza dei Paesi Ocse il numero di figli per donna è inferiore a due, ovvero inferiore alla soglia che garantisce il ricambio tra generazioni. Negli anni ‘70 erano quasi tutti al di sopra. Guardando allattenzione che i diversi Paesi europei dimostrano nei confronti di queste tematiche, il ricercatore ha evidenziato una realtà abbastanza diversificata. È però un dato assodato - ha proseguito Blangiardo - che nei Paesi in cui vi sono maggiori risorse pubbliche destinate al welfare e a politiche specifiche il livello di preoccupazione sia più basso. La ricetta - ha concluso il card. Bagnasco - non può essere quella che ci ha portato a un presente difficile: non è con più consumo e meno figli che risistemeremo leconomia, quanto con una revisione radicale delle priorità. Pertanto, è necessario che i cattolici sappiano valutare con senso critico la cultura dominante che ha messo in discussione valori come la vita umana, la persona nella sua struttura oggettiva, la libertà come responsabilità morale, la fedeltà, lamore e la famiglia. Levoluzione della popolazione del continente - ha concluso il vicepresidente del Ccee - è strettamente legata alla questione della famiglia.
La ragione del calo delle nascite non è soltanto di tipo politico-economico. Nasce anche da una povertà culturale e morale, che ha di molto preceduto lattuale crisi economico-finanziaria che attanaglia lEuropa. Lo ha dichiarato il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, presidente della Cei e vicepresidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), presentando oggi il volume I vescovi europei su demografia e famiglie in Europa nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie. Su questo decremento demografico - ha spiegato il card. Bagnasco - ha sicuramente un influsso il tipo di politiche familiari che i diversi Paesi stabiliscano, ma anche il clima culturale diffuso, che tende a relativizzare valori e istituzioni, e che incide non poco sui comportamenti personali e sociali. Quello dellinverno demografico è da tempo tra le priorità del Ccee che vi ha dedicato la 40° assemblea plenaria svoltasi a Zagabria nellottobre 2010. Il volume raccoglie il dibattito dellassemblea, corredato dai risultati di uninchiesta realizzata per quellincontro. Quella della Chiesa per la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, ha proseguito il cardinale, è unattenzione che nasce dalla consapevolezza del valore di questa ineguagliabile e spesso maltrattata struttura antropologica, lunica che ci consenta di proiettarci nel futuro. (segue)
Riflessione, fraternità, preghiera, cammino e servizio: sono alcuni ingredienti dellestate guanelliana, anche questanno ricca di proposte dal Nord al Sud per ragazzi e giovani. Il Centro guanelliano di pastorale giovanile di Como - si legge in una nota - propone due esperienze per preadolescenti a fine giugno e primi di luglio a Fraciscio di Campodolcino, per condividere - spiega il direttore, don Roberto Rossi - latmosfera in cui è cresciuto don Guanella, i valori di quel mondo ‘montanaro e, guidati da religiosi guanelliani e dagli animatori, vivere unesperienza di crescita nella fede. Per gli adolescenti, dal 9 al 15 luglio, un campo di servizio a Roveredo in Svizzera presso la Casa Immacolata che ospita anziani. Per i giovani, dai 18 anni in su, la Baita biblica in due turni: dal 6 al 12 agosto e dal 13 al 19 agosto. Momenti di lavoro, riflessione, preghiera e fraternità in una semplice struttura rustica a circa 1.800 metri di quota sopra Fraciscio, in uno splendido contesto naturale per fermarsi, ritrovare se stessi e Dio. Il Movimento giovanile guanelliano popone invece per giovani che abbiano compiuto 18 anni una settimana di spiritualità sulle orme del beato Giovanni Paolo II, nella casa guanelliana di Skawina, alle porte di Cracovia. Molti, inoltre, i campi estivi promossi poi dalle diverse parrocchie guanelliane al termine della scuola. Info: www.guanelliani.org.
Quella che migliaia di fedeli stanno vivendo in questi giorni al VII Incontro mondiale delle famiglie è un unesperienza che non può finire. Lo ha dichiarato questa mattina il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in visita al Convegno teologico pastorale. Come per altri incontri eccezionali, penso ad esempio alla Giornata mondiale della gioventù - ha spiegato il cardinale - quando uno li ha vissuti non può dimenticarli e li porta con sé nella vita quotidiana. Il cardinale ha rivolto un pensiero anche alla presenza di Benedetto XVI, atteso per il pomeriggio di domani allaeroporto di Linate. La presenza del Santo Padre - ha proseguito - è un grande dono per il mondo intero perché in questi giorni qui è rappresentato tutto il mondo. Un motivo di conferma e incoraggiamento nella fede nella famiglia come il Signore lha tramandata a noi. Un grande abbraccio di grazia e di gioia.
Domani sera il concerto del Teatro alla Scala, a cui prenderà parte il Santo Padre, che siederà in platea, sarà dedicato alle vittime del terremoto in Emilia. Lo ha comunicato stamattina Stéphane Lissner, sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala. Nel corso delle veglie di adorazione del VII Incontro mondiale delle famiglie che si svolgeranno, sempre domani sera, nel duomo di Milano e in altre chiese lombarde, saranno raccolte delle offerte per le popolazioni terremotate. Alla Veglia nel duomo di Milano, guidata dal card. Ennio Antonelli presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, parteciperanno i vescovi delle zone più colpite dal sisma: mons. Roberto Busti, (Mantova), mons. Antonio Lanfranchi (Modena-Nonantola), mons. Paolo Rabitti (Ferrara-Comacchio) e mons. Francesco Cavina (Carpi). Sul terremoto è intervenuto oggi anche il cardinal Angelo Bagnasco. È un fatto grave che tocca tutti, ha dichiarato il presidente della Cei. Il pensiero - ha proseguito - va alle vittime e ai loro familiari. Una tragedia che sarà ricordata da questa presenza di preghiera e gioia da parte delle famiglie di tutto il mondo. Il card. Bagnasco ha ricordato inoltre la colletta nazionale indetta dalla Cei per il 10 giugno. Nei giorni scorsi la Cei aveva destinato un milione di euro per lemergenza terremoto.
Per il vescovo oggi si deve fare la scelta della famiglia: se prima era il cammino ovvio oggi è sempre di più una scelta libera e cosciente che deve essere sostenuta da un impegno personale, comunitario e sociale. Andrea Olivero, presidente nazionali delle Acli, ha sottolineato che nella prospettiva della Caritas in veritate la famiglia non è solo oggetto di politiche e attenzioni ma diviene soggetto propulsore, e grande soggetto economico, pensiamo alle imprese familiari, che sono rilevanti per leconomia; la famiglia, insomma, può riumanizzare, civilizzare leconomia. Per Olivero la famiglia è una grandissima riserva di senso, perché solo la gratuità che essa esprime è una forza che può trasformare leconomia. Il presidente Acli ritiene che allIncontro abbiamo vissuto una delle grandi esperienze di Chiesa nella sua forma più festosa.
Sono stati 15.000, ieri, i visitatori alla struttura del Milano Congress che ospita il VII Incontro mondiale delle famiglie. Questi i numeri forniti dagli organizzatori alla conferenza stampa di metà mattinata. La giornata è stata aperta dal cardinale emerito di Milano, Dionigi Tettamanzi, per il quale, in questo evento si respira un clima che è di mondialità e unità ed è un vero miracolo se lincontro ci fa essere in tanti e una persona sola al cospetto di Dio. Per mons. João Carlos Petrini, vescovo di Bahia e presidente della Commissione Vita e famiglia della Conferenza nazionale dei vescovi brasiliani, questo è un momento in cui la famiglia cristiana diventa visibile. La famiglia cristiana - ha sottolineato - vive ed è piena di speranza, di vitalità e di proposte. Si delineano in Europa e in America Latina due orizzonti di vita. Nel primo luomo e la donna si fanno un dono sincero e reciproco di sé - ha aggiunto -, nel secondo i due privilegiano il benessere individuale, anche con il sacrificio di altri. Credo che lincontro presenta in modo affascinante il dono di sé, per il proprio bene e per il bene di altri. (segue)
Sappiamo come sulla speranza si giochi molto della nostra vita oggi, in questa morsa terribile di crisi economica, per noi calabresi ancora più drammatica perché già in crisi quando altri stavano meglio. È quanto scrivono i vescovi della Calabria in un messaggio rivolto ai giovani della regione incoraggiandoli ad amare la Chiesa e a incarnare tale amore, anzitutto vivendo la loro missione nella terra di Calabria. Fate della fede e della vostra solidarietà cristiana la forza con la quale irradiare speranza ai vostri coetanei. Dinanzi ai terribili mali della recessione economica, della mancanza di lavoro che spinge allemigrazione, del male dei mali per la Calabria, cioè la criminalità organizzata - scrivono i vescovi -, siate fieri di dare risposte cristiane non con una contestazione globale, non con un fatalismo senza senso, non lasciandovi corrompere dal denaro facile, ma proponendo i grandi valori cristiani, attinti dalla Dottrina sociale della Chiesa, che sono capaci di creare coscienze nuove per tempi nuovi. I vescovi ringraziano i giovani per la loro creatività pastorale nellandare là dove la missione è urgente, fuori dei canali della nostra azione pastorale invitandoli anche a lavorare in comunione con tutta la comunità ecclesiale anche se per certe iniziative e settori dovete assumervi il ruolo di esserne i trascinatori.
Trascorse quasi 20 anni in carcere perché ingiustamente accusato e poi quando fu finalmente liberato, fu ordinato vescovo alletà di ben 75 anni. Così scrisse per il suo 80º compleanno e 50º anniversario di ordinazione sacerdotale: Ho camminato per ottanta anni nei travagli. Al tramonto della vita sono stato nominato Pastore di Luan. Non ho più ambizioni nellintimo del cuore, Eccetto di avere la luce Divina come barca per il mio cammino. Questo era mons. Ermenegildo Li Yi, Vescovo di Changzhi (Luan) nella provincia di Shanxi (Cina Continentale) morto il 24 maggio scorso alletà di 88 anni. Il Presule era stato ricoverato in ospedale in condizioni precarie di salute, dalle quali non si è più ripreso. Classe 1923, mons. Li Yi decise di dedicarsi alla vita consacrata da ragazzo: nel 1943 entrò nellOrdine dei Frati Minori, emettendo i primi voti religiosi. Terminati gli studi, fu ordinato sacerdote il 6 febbraio 1949 ad Hankou. Allinizio della Rivoluzione Culturale nel 1966 fu ingiustamente condannato al carcere, dove rimase fino al 1985, quando gli fu permesso di riprendere il lavoro pastorale nelle chiese di An Yang e di Machang. Non ho nulla per ricambiare la grazia immensa ricevuta - scriveva il vescovo - Sono un debole anziano, ma pieno di coraggio, Con le mie forze, affronterò umiliazioni e dure prove. Sebbene inadatto, farò di tutto con cuore sincero.
Il lavoro porta inscritta in sé una dimensione di dono, in quanto è la risposta oggettiva che gli esseri umani danno al dono della vita e a tutti gli altri doni che ricevono dai loro antenati, dai loro genitori, dalle loro famiglie e dai loro maestri. In queste parole di Pedro Morandé Court si rileva una delle dimensioni costitutive del lavoro oggi. Una sottolineatura specifica riguarda la condizione lavorativa dei giovani, da tutelare come ulteriore segno di speranza per la famiglia e la società. Oggi bisogna ripensare il rapporto tra lavoro e famiglia, nellottica di un nuovo orizzonte culturale: Non si tratta soltanto di ottenere il reddito necessario per la sopravvivenza e lo sviluppo della famiglia ma anche di ripensare le relazioni tra i vari membri della famiglia anche attraverso lattività professionale, in modo da tutelare la specificità di ciascun membro di questo nucleo sociale fondamentale.
Il lavoro serve alla famiglia per creare il sostentamento materiale della vita, senza cui non ci può essere sviluppo umano. Ma esso ha anche la funzione di educare i bambini nella verità e nel bene. A proporre questa sottolineatura è stato il sociologo peruviano Pedro Morandé Court, intervenuto al Congresso teologico pastorale in corso al MiCo Fieramilanocity di Milano nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (30 maggio - 3 giugno). Morandé Court ha ricordato il senso del lavoro nella sua dimensione oggettiva, relativa alla produzione di beni, e anche soggettiva, costitutiva della persona che attraverso la sua creatività può trasformare il mondo per soddisfare le esigenze delle persone. I cambiamenti sociali in corso in questo periodo di crisi globale rappresentano nuove opportunità per la famiglia e la società, ma anche nuovi rischi di precarietà. Fra i segnali positivi, è da annoverare il sempre maggiore ingresso delle donne nel mondo del lavoro, mentre fra quelli negativi si registra la crescente fragilità del matrimonio, proprio in ragione delle difficoltà legate allattività professionale. (segue)
Un carissimo amico col quale avevo intrecciato un bellissimo rapporto. A parlare in questi termini di don Ivan Martini, il parroco di Santa Caterina a Rovereto sulla Secchia morto il 29 maggio nel crollo della sua chiesa, è mons. Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, ma originario della diocesi di Carpi sconvolta dal sisma di questi giorni. Con il cuore colmo di trepidazione e di apprensione, mons. Regattieri annuncia lindizione per domenica 10 giugno, secondo lindicazione della Cei, di una giornata di solidarietà per le zone terremotate in cui pregare per i morti, per i feriti e per le tante famiglie sfollate dalle loro case e accolte nelle diverse tendopoli disseminate su tutto il territorio. Dal presule linvito ai sacerdoti ad elevare al Signore preghiere e suppliche per questi fratelli così provati, specialmente durante le celebrazioni eucaristiche, ma anche un secondo impegno: raccogliere fondi da inviare alla nostra Caritas diocesana che li trasmetterà alla Caritas italiana nellattesa di altre indicazioni dalla Caritas regionale per attivare eventuali altre iniziative. Il 10 giugno la Chiesa celebra la festa del Corpus Domini, un ulteriore e forte motivo per intensificare la nostra condivisione, osserva mons. Regattieri auspicando che niente sia tralasciato di quanto è possibile fare per soccorrere tanti fratelli.
Circa 12 mila chiamate nel 2011 al Helpline support service, il servizio di consulenza telefonica e di terapia psicologica che la Chiesa cattolica in Irlanda ha avviato lo scorso anno a febbraio per le persone che hanno subito da piccoli abusi fisici, psicologici e sessuali da parte di personale religioso. Ad aggiornare i vescovi sul lavoro svolto dallorganizzazione Towards Healing, durante lultima assemblea plenaria che si è conclusa ieri a Maynooth, sono stati il presidente John Morgan e il direttore esecutivo Ian Elliott del servizio. Sono state 28 mila le sessioni di consulenza svolte e 1.300 le vittime di abusi che in un anno si sono rivolte al servizio. Nel comunicato i vescovi scrivono: lorganizzazione Towards Healing riflette limpegno della Chiesa cattolica in Irlanda di venire incontro alle esigenze di consulenza e di supporto espresse dalle vittime. Al servizio Towards Healing si può accedere tramite il sito web (www.towardshealing.ie) o telefonando ai numeri Verdi 1800 303416 (per la Repubblica di Irlanda) e 0800 0963315 (per lIrlanda del Nord). Il servizio è disponibile a prescindere dalla residenza attuale del sopravvissuto ed è gratuito. Ad offrire consulenza sono stati, nel 2011, 700 terapeuti e il servizio ha avuto un budget di 2 milioni di euro finanziati dalla Conferenza episcopale irlandese, la Conferenza dei religiosi in Irlanda e la Irish Missionary Union.
La diocesi di Córdoba si sta preparando con gioia immensa alla proclamazione di san Giovanni d‘Avila dottore della Chiesa universale, annunciata per il prossimo 7 ottobre, insieme a quella di santa Ildegarda di Bingen, da Benedetto XVI al Regina Caeli di domenica 27 maggio, solennità di Pentecoste. Per tutta la diocesi questo evento è una gioia immensa, afferma il vescovo, mons. Demetrio Fernandez. Proclamando dottore della Chiesa questo sacerdote di Córdoba, la Chiesa ne riconosce la santità, lesempio di vita cristiana, ma anche che la sua dottrina è eminente ed eccelle nel firmamento della Chiesa universale, ha osservato mons. Fernandez rammentando linflusso della figura di san Giovanni d‘Avila sullambito spirituale, della cultura e dellevangelizzazione. La proclamazione del dottorato coincide con l‘inizio dell‘Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi. In vista dellevento mons. Fernandez ha annunciato che tra giugno e luglio il Santuario di san Giovanni d‘Avila, antica Chiesa dell‘Incarnazione di Montilla, dove è sepolto il Santo, sarà dichiarato basilica pontificia minore, e dopo la proclamazione si aprirà a Montilla un anno giubilare che porterà migliaia di pellegrini. Intanto è stata annunciata anche lorganizzazione di un pellegrinaggio diocesano a Roma dal 5 al 8 ottobre, per partecipare agli eventi in programma: la veglia di preparazione, la cerimonia di proclamazione del dottorato di San Juan Avila e la Messa di ringraziamento.
La dimensione etica del lavoro - secondo il card. Tettamanzi - è legata al duplice e inscindibile aspetto di grazia e di responsabilità di cui sono segnate, secondo il disegno di Dio e le esigenze più profonde del cuore umano, le realtà della famiglia e del lavoro in se stesse e nella loro reciproca relazione. I fondamentali momenti etici nella relazione famiglia-lavoro sono due. Il primo è quello di favorire la cultura del lavoro, ladeguata conoscenza e il riconoscimento dei valori e delle esigenze, dei diritti e dei doveri implicati nel rapporto famiglia-lavoro. Il secondo è quello di una reale assunzione di libertà, unadeguata responsabilità nel vivere la realtà della famiglia e del lavoro e della loro reciproca implicazione. Il card. Tettamanzi ha voluto richiamare lattenzione sulla pari dignità di tutti i lavori: Forse il tempo, le forze fisiche e psichiche, le responsabilità dellultimo lavoratore valgono meno del tempo, delle forze e delle responsabilità di un alto dirigente di finanzia o di industria o di governo o di partito o di sport? Cè un dato elementare di valore di ogni lavoro che non può affatto essere eliminato e che va fortemente riconosciuto. Chiaro lauspicio conclusivo del card. Tettamanzi: È necessario vivere uno più spiccato senso sociale e rilanciare il valore della solidarietà nel mondo produttivo e nella società intera.
La Bibbia ci parla del lavoro fin dalle sue prime pagine, presentandoci Dio come il Creatore che plasma luomo a sua immagine e lo invita a lavorare la terra e a custodire il giardino dellEden in cui lo ha posto. Il card. Tettamanzi ha ricordato che il lavoro è un segno della benedizione di Dio e che nella Scrittura la gioia dellessere famiglia e la dimensione del lavoro sono talmente armonizzate tra loro da formare un tuttuno. Una seconda prospettiva biblica riguarda il comandamento del sabato, che dà senso anche al lavoro proprio in una linea familiare, nella logica dellalleanza tra Dio e il suo popolo. Per questo abbiamo bisogno, oggi ancora più di ieri, di un tempo di festa vissuto da tutta la famiglia nel suo insieme: esso è importante, anzi decisivo sotto diversi profili, da quello religioso a quello umano, sociale ed educativo. Nella dottrina sociale della Chiesa, si presenta unimmagine del lavoro lucidamente e decisamente imperniato sulla persona umana. Nella riflessione dellarcivescovo emerito di Milano al centro non vi è il lavoro, bensì luomo che lavora. Bisogna rifiutare una considerazione individualistica del lavoro, proprio perché è da intendersi nella sua centralità per la persona, la famiglia, la società tutta. (segue)
Nellattuale contesto socio-culturale, dobbiamo riscoprire e rilanciare con consapevolezza e forza rinnovate lessenziale dimensione familiare del lavoro umano. Questo il monito lanciato dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, che al Congresso internazionale teologico pastorale (clicca qui) in corso di svolgimento presso il MiCo Fieramilanocity nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie ha proposto una relazione su La famiglia e il lavoro oggi in una prospettiva di fede. Il card. Tettamanzi ha ricordato che il lavoro, oggi al centro di gravissime preoccupazioni, deve essere ripensato, interpretato e valorizzato a partire dal suo rapporto intrinseco non solo con la persona che lavora, ma anche e innanzitutto con lintero soggetto familiare. In questa direzione dobbiamo riconoscere, nella concretezza della nostra vita, che la famiglia, il lavoro e la festa ci rimandano a un fatto originario, cui nessuno può rinunciare: siamo stati pensati, voluti e creati anzitutto per amare e per questo anche il nostro lavorare e riposare deve entrare nella dinamica di una relazionalità di amore. Se non sinquadra il lavoro in questa prospettiva, si rischia di uscire al di fuori della ricerca di quel bene comune e reciproco che può sostenere efficacemente una relazione positiva. (segue)
Dal 10 al 17 giugno Dublino accoglierà 25 mila pellegrini per il 50° Congresso eucaristico internazionale. A fare il punto della situazione, riguardo agli eventi e alle note organizzative, sono i vescovi irlandesi nellassemblea plenaria che si è conclusa ieri con un briefing con i giornalisti. Il Congresso coinvolgerà 223 speaker e il programma prevede 160 workshop tra tavole rotonde, gruppi di riflessioni, concerti. Sono 7.000 i pellegrini che arriveranno a Dublino in rappresentanza di 123 Paesi del mondo: saranno presenti delegazioni dal Giappone alla Tanzania, ma anche da Emirati Arabi e Taiwan. Circa 80 mila persone sono invece attese per la Statio Orbis, la cerimonia conclusiva che si terrà domenica 17 giugno a Croke Park e sarà presieduta dal card. Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, nominato dal Papa come legato pontificio per la celebrazione del Congresso eucaristico. Sabato 2 giugno larcivescovo cattolico di Dublino, mons. Diarmuid Martin, e larcivescovo anglicano, Michael Jackson, guideranno nella città il pellegrinaggio Dublin camino che toccherà le 7 chiese più antiche della capitale. Il Congresso eucaristico sarà preceduto dal 6 al 9 giugno da un Simposio teologico internazionale, con 320 partecipanti attesi, e vedrà tra gli altri come relatori il card. Kurt Koch (Pontificio Consiglio unità dei cristiani) e card. Rodriguez Maradiaga (Honduras).
Con i new media dobbiamo imparare a decodificare le esigenze che si elevano dal cuore delluomo 2.0. Lo ha detto don Giacomo Ruggeri, esperto di catechesi e media, intervenendo ieri sera allultima diretta web del modulo primaverile del laboratorio online animatori cultura e comunicazione del Copercom, sul tema Media e minori: cosa cambia nelleducare alla fede?. Oggi - ha osservato - si cerca Dio sulle nuove piattaforme. Cambia anche il linguaggio. Spesso si sente dire ‘Ho incontrato Dio nella Rete. Magari in un link inviato da un amico. Ma il Web non va in profondità. Così nella ricerca di assoluto si rimane in superficie. Secondo don Ruggeri la preghiera in ‘Second life è difficile, perché cè bisogno di uno spazio e di una comunità. In questo mondo virtuale il rischio è che la preghiera diventi ciò che noi vogliamo che Dio dica. Gli stessi sacramenti, con i loro riti e gesti, hanno bisogno di una comunità. Non possiamo sostituire la persona con un monitor. Insomma nella Rete non avranno mai una loro validità. Il sacerdote ha sottolineato che i bambini e gli adolescenti passano molto tempo in Internet, quando poi vanno a catechismo e a messa si trovano dentro un linguaggio diverso. Facile allora lincomprensione. Di qui lesigenza di formare nuove figure di catechisti.
Impegnarsi per una nuova cultura della famiglia: è lesortazione di mons. Franz Peter Tebartz-van Elst, presidente della Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), a Milano per lIncontro mondiale delle famiglie. Il vescovo di Limburgo, alla manifestazione insieme allausiliario di Colonia mons. Heiner Koch e a quello di Fulda mons. Karlheinz Diez, ha auspicato un rafforzamento delle condizioni economiche che favoriscono la vita della famiglia: Laddove la famiglia è sottoposta alle leggi delleconomizzazione che si stanno sempre più diffondendo, di fatto si relativizza il significato della famiglia nella società. Secondo mons. Tebartz-van Elst, è fuor di dubbio che i processi lavorativi devono essere più a misura di famiglia. Ma non si possono ignorare le conseguenze della vita economica per le famiglie. Il lavoro non può ostacolare la vita familiare ma la deve favorire, ha ammonito il vescovo, che si è detto colpito di come lIncontro delle famiglie di Milano stia facendo emergere limportanza della cultura cristiana della famiglia nel mondo. Un aspetto su cui dobbiamo lavorare anche noi in Germania per trasmettere la fede, ha concluso mons. Tebartz-van Elst.
Affettuosa e devota vicinanza al Santo Padre nella convinzione che anche da questa prova la Chiesa uscirà purificata. Ad esprimerla è oggi la presidenza dellUnione giuristi cattolici italiani in una nota congiunta del presidente centrale Francesco DAgostino e del consulente ecclesiastico centrale, il card. Francesco Coccopalmerio. In relazione alle tristi e dure vicende che stanno scuotendo in questi giorni la Santa Sede - si legge nel documento -, la presidenza dellUnione giuristi cattolici italiani, in comunione col suo consulente ecclesiastico centrale, il cardinale Francesco Coccopalmerio, unisce la propria voce a quella di tutte le altre associazioni del laicato cattolico, ribadendo la propria affettuosa e devota vicinanza al Santo Padre, in queste ore così difficili e la propria piena convinzione che anche da questa prova la Chiesa uscirà purificata. In tale spirito, prosegue la nota, i giuristi cattolici, mentre confidano che le indagini in corso possano fare piena luce su quanto avvenuto e ridare serenità alla comunità cristiana, uniscono le loro preghiere a quelle che si elevano fiduciose da tutto il popolo di Dio.
La diocesi di Genova grazie al coinvolgimento e alla generosità di tanti ha raccolto 887 mila euro a favore di piccole imprese, artigiani e famiglie danneggiate dall‘alluvione che ha colpito il capoluogo ligure lo scorso 4 novembre. Il dato è stato pubblicato in un volantino distribuito in questi giorni nelle parrocchie genovesi. La somma è stata raccolta attraverso il sistema dei gemellaggi ha spiegato Franco Catani, condirettore della Caritas diocesana. Come Caritas - ha aggiunto - siamo intervenuti infatti su circa 130 situazioni di difficoltà ponendoci quale tramite e garanti tra coloro che hanno subito danni e quanti, enti, associazioni e privati, hanno offerto il proprio contributo per la ricostruzione. Più in dettaglio, 183 mila euro sono stati raccolti in occasione colletta effettuata nelle parrocchie domenica 6 novembre, mentre 700 mila euro sono stati stanziati dalla Cei da Caritas italiana e da Cor Unum, la Caritas del Vaticano. Siamo intervenuti anche in alcune scuole ed istituti dove alcuni locali erano stati alluvionati - ha proseguito il condirettore della Caritas - mentre con la Collaborazione della Fondazione Carige abbiamo dato aiuto ed alloggio ad alcune famiglie che hanno perso la casa. Gli interventi sono stati coordinati dai Centri di ascolto vicariali che hanno raccolto le richieste ed attivato le pratiche per i contributi.
La famiglia è il luogo dove il lavoro conserva le sue dimensioni, quella personale e quella sociale: solo un lavoro degno consente alla famiglia di avere la sicurezza necessaria perché ciascun membro della famiglia possa diventare sempre più protagonista della vita familiare, iscritta nel disegno divino del Creatore. Lo ha affermato mons. Jean Laffitte, segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia, introducendo gli interventi della seconda giornata del Congresso internazionale teologico pastorale presso il MiCo Fieramilanicity, allinterno del VII Incontro mondiale delle famiglie (30 maggio - 3 giugno). Ma qual è il senso sociale del lavoro oggi? Lantropologia cristiana - ha ricordato mons. Laffitte - rifugge la tentazione riduttrice dellantropologia contemporanea che pensa luomo solamente come individuo. È nella famiglia in quanto esperienza concreta che il lavoro riesce a conservare tutte le due dimensioni costitutive, quella personale e quella sociale. Soltanto un lavoro degno consente alla famiglia di avere la sicurezza necessaria perché ciascun membro possa diventare sempre più protagonista della vita familiare, iscritta nel disegno divino del creatore. Secondo mons. Laffitte lattività professionale ha unaltissima valenza sociale: Non esiste un lavoro che non include un orientamento verso gli altri.
Quale futuro per la lettura della Bibbia nella Chiesa e nellesperienza culturale della società contemporanea? A questo e ad altri quesiti hanno cercato di rispondere esperti di Scrittura, insieme a uomini e donne di cultura, nellambito del congresso internazionale voluto dalla Federazione biblica cattolica, subito dopo la pubblicazione dellesortazione postsinodale Verbum Domini. Gli interventi più significativi sono stati raccolti nel volume Ascoltare rispondere vivere - Atti del Congresso Internazionale La Sacra Scrittura nella vita e nella missione della Chiesa, a cura di Ernesto Borghi (ed. Terra Santa 2011). Il libro verrà presentato il 7 giugno a Milano (Libreria Claudiana - Via Francesco Sforza 12/a - ore 18). Allanteprima editoriale interverranno lo stesso Borghi, docente di esegesi del Nuovo Testamento presso lISSR Duns Scoto di Nola (Napoli); Elena Lea Bartolini de Angeli, docente di giudaismo ed ermeneutica ebraica presso la Facoltà Teologica dellItalia Settentrionale; Martin Ibarra, pastore battista, presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese di Milano; mons. Luigi Nason, responsabile per lApostolato biblico dellarcidiocesi di Milano. Tra gli autori del volume i cardinali Kurt Koch, Peter Kodwo Turkson, Gianfranco Ravasi; mons. Rino Fisichella e mons. Vincenzo Pagli; Armand Puig i Tàrrech; Thomas Söding;, Enzo Bianchi e Cesare Bissoli.
(Cavezzo, dallinviato Sir) - Staremo qui a tempo indeterminato, finché non finisce lemergenza. Antonio Ciallella è giunto ieri mattina a Cavezzo (clicca qui) con la colonna mobile della Protezione Civile dellAbruzzo e ora è intento a coordinare i lavori di allestimento del Campo Abruzzo. Avremo una quarantina di tende - illustra Ciallella -, ciascuna in grado di ospitare fino a dieci persone. Già questa notte era prevista una parziale apertura per circa 150 persone, ma così non è stato: oggi, però, finiranno i preparativi e, se arriva dal Comune la lista di quanti avranno diritto a entrarvi, la prossima notte il campo sarà operativo, pronto ad accogliere oltre 300 sfollati. La gente dellAbruzzo vuole contribuire, racconta al Sir Giacomino Di Carlo, uno dei volontari dellAssociazione nazionale Alpini (Ana) dellAbruzzo, che qui sta operando in stretto contatto con la Protezione Civile abruzzese, precisando che già la scorsa settimana sono giunti in Emilia prodotti alimentari abruzzesi per aiutare la popolazione terremotata. In qualche modo - prosegue - dovevamo restituire, almeno in parte, ciò che dagli emiliani abbiamo ricevuto. Speravamo di non doverlo fare in questi termini, ma è successo ed eccoci qua. Già ieri dal furgone-cucina degli Alpini sono usciti i primi pasti caldi per la gente sotto le tende: 530 quelli distribuiti a pranzo, circa altrettanti a cena.
Concentrando lattenzione sul tema del lavoro, intorno a cui si articolano le riflessioni della seconda giornata congressuale, il card. Bagnasco ha ricordato che lattività lavorativa fa registrare successi e delusioni. Luomo è chiamato a impegnarsi con serietà nel lavoro, senza però dimenticare che esistono limiti e obiettivi che sono fuori dalla portata umana. La perdita del senso del limite ha portato spesso luomo su strade sbagliate e dannose e bisogna vigilare per evitare un grave rischio: La competizione e il consumismo senza misura, prima o poi, si ritorcono contro luomo.
Una società che non si occupa della famiglia è una società che va contro se stessa. Lo ha ricordato stamattina il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, aprendo la seconda giornata del Congresso internazionale teologico pastorale (clicca qui), nellambito del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio - 3 giugno). Alla società il cardinale ha chiesto di farsi carico della famiglia a livello complessivo: Non bisogna soltanto garantire la stabilità ma anche una sana cultura della famiglia, dove la bellezza della famiglia naturale sia percepita come nucleo centrale del vivere insieme. Il presidente della Cei ha sottolineato che la famiglia fondata sul matrimonio come matrice profonda e vitale ha radici nel cuore uno e trino di Dio. Luomo porta in sé questa origine e la famiglia è la prima elementare forma della vita sociale. (segue)
(Sir Europa - Bratislava) - La conferenza storico-scientifica pan-ucraina su Radomyshl nella storia della Chiesa ucraina 1682-1840, che segnerà il 250° anniversario dellintronizzazione di Pylyp Volodkevych come metropolita di Kiev, Halyc e di tutta la Rus, si terrà l8 giugno nella città di Radomyshl (Ucraina). Interverranno alla conferenza diversi rappresentanti della Chiesa greco-cattolica ucraina, tra i quali Sua Beatitudine il card. Lubomyr Husar e Yosef Milian, vescovo ausiliare della arcieparchia di Kiev; Leonid Tymoshenko, decano del Dipartimento di storia e presidente della Facoltà di storia antica ucraina e discipline speciali dellUniversità pedagogica statale Ivan Franko di Drohobyc; Ihor Skochylas, dellIstituto di archeogeografia e studi delle fonti dellAccademia nazionale delle scienze dellUcraina; Nadiya Stokolos, del Dipartimento di filosofia e studi sociali dellIstituto di studi slavi di Rivne. Oltre a questi interventi, il programma prevede anche la presentazione di due pubblicazioni: Gli archivi della Chiesa ucraina di Mykhailo Dovbyschchenko e Il dramma della Chiesa di Nadiya Stokolos e Ruslan Sheretiuk.
La presentazione dell‘indagine sulla condizione di rom e sinti in Italia. Quattro gruppi di lavoro per approfondirne i temi con esperti e operatori sociali. La voce delle associazioni rom e sinte, una riflessione sulle buone pratiche d‘inclusione e un confronto con gli amministratori locali. Saranno questi i momenti centrali del convegno Rom e sinti, un‘indagine nazionale, organizzato dalla Casa della carità, l‘11 e il 12 giugno, al Teatro dell‘Arte della Triennale di Milano. L‘evento, sostenuto dall‘Unar e patrocinato dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano, dall‘Università degli studi di Milano e da quella di Milano Bicocca, è il momento conclusivo del progetto transazionale Eu Inclusive realizzato dalla Casa della carità in partnership con Fundación Segretariado Gitano, Open Society Institute Sofia e Soros Foundation Romania. Al centro della due giorni di lavori, ci sarà la presentazione della prima indagine di tipo quantitativo sulle condizioni di vita di rom e sinti in Italia. I temi del lavoro, dell‘inclusione sociale, della discriminazione e delle migrazioni sono stati toccati grazie a 1668 interviste realizzate in 60 insediamenti di dieci diverse regioni. L‘indagine è stata promossa in collaborazione con il Consorzio Aaster.
Papà, mamma, una bimba di otto mesi in carrozzina, un bimbo di tre anni che scorrazza per i padiglioni e una di quattro che gioca nellarea ludica. È questa la famiglia di Valter e Annalaura Camejo, venuti dallUruguay a Milano per lIncontro mondiale della famiglie. Sono loro, le famiglie, ma anche i tanti bambini, i protagonisti di questo evento che ha la cifra dellaccoglienza, della gioia e dello scambio. I Camejo sono delegati della pastorale familiare della loro diocesi, Maldonado Punta del Este, e sono qui proprio per questo, per scambiare esperienze, e poi - aggiungono sorridendo - la Chiesa è una famiglia di famiglie. I due lavorano entrambi e per la cura dei figli hanno fatto in modo di avere orari di lavoro che permettano loro di dividersi a metà il tempo da passare con i bimbi. Nelle attività parrocchiali li portiamo sempre con noi - raccontano -; il nostro impegno principale è animare incontri, fare catechesi pre-matrimoniali e familiari, o creare eventi di sensibilizzazione a favore della vita. Nel loro Paese, in questo momento, si sta discutendo della legalizzazione dellaborto, ed è stata approvata una legge sulle convivenze, per cui ci sono molti fronti aperti. Per questo il prossimo ottobre organizzeremo il 3° Incontro nazionale di pastorale familiare, dal titolo significativo ‘La famiglia patrimonio dellumanità.
In Europa stiamo attraversando un momento di passaggio e incertezza e in questa crisi la famiglia è uno dei pochi punti di riferimento. A sostenerlo ieri pomeriggio al Mico di Milano, dove si sta svolgendo il VII Incontro mondiale delle famiglie, è stato lo spagnolo Jaime Major Orejc. Il relatore è intervenuto al dibattito con alcuni politici di diversi Paesi, seguito alla presentazione della ricerca sociologica italiana, a cura di Pierpaolo Donati, ordinario di sociologia allUniversità di Bologna, su La famiglia risorsa della società. Per Orejc, la crisi che stiamo attraversando è in realtà una crisi di coscienza, una crisi del valore della verità nelleconomia e nella politica, dove abbiamo abbracciato la menzogna e abbiamo relativizzato tutto, mentre la famiglia è lambito primario di trasmissione della verità, in essa siamo ciò che siamo, e si oppone al relativismo. Secondo Jim Walsh, irlandese, i politici preferiscono gli interessi del proprio elettorato e si concentrano sul qui e ora mentre gli investimenti per il benessere della nazione richiedono tempi lunghi. La frammentazione familiare - ha aggiunto - costa molto allo Stato, e già largomento economico sarebbe importante per evitare tali rotture. Walsh è convinto che il governo dovrebbe appoggiare campagne a favore del matrimonio e fare politiche fiscali a favore della famiglie.