Levoluzione è qualcosa che sta dentro la creazione, non al posto di essa. A precisarlo è stato Evandro Agazzi, docente emerito di filosofia teoretica allUniversità di Genova, relatore dellincontro odierno promosso a Roma dalla Fondazione Ut Vitam Habeant, presieduta dal card. Elio Sgreccia. La creazione - ha precisato il filosofo - è la dipendenza di quanto esiste da Dio, ed è altra cosa rispetto alle teorie scientifiche sullevoluzione e sulla creazione, così come sono nate nella seconda metà dellOttocento in poi: due teorie che, comunque, non hanno mai escluso, negato o messo in discussione lidea della creazione divina, attestata dal pensiero dello stesso Darwin, che parla di creazione solo in una terminologia scientifica, distinguendola dalla creazione con la C maiuscola. Nessuno pensava di negare la creazione in nome dellevoluzione, ha puntualizzato il relatore. Questo perché, ha concluso Agazzi, nessun discorso scientifico può concepire lidea di qualcosa che abbia in sé stessa le regole della propria esistenza. Neanche la filosofia, che pure aiuta a procedere oltre, può arrivare al Creatore, che infatti viene indicato solo come un predicato: per dare allautore della vita un nome proprio, devi incontrarlo.
Contrapporre evoluzionismo e creazionismo è unassurdità, perché da una parte le prove scientifiche della creazione sono una realtà che dobbiamo vedere, ma dallaltra la teoria dellevoluzione non risponde a molte questioni, e soprattutto alla questione da dove viene il tutto, e come il tutto prende un cammino che porta finalmente alluomo. Lo ha detto il card. Elio Sgreccia, presidente della Fondazione Ut Vitam Habeant e già presidente della Pontificia Accademia per la Vita, in un incontro su Evoluzione e creazione, tenutosi questa sera a Roma dalla stessa Fondazione. Citando un dialogo tra Benedetto XVI e alcuni sacerdoti, durante le sue vacanze in Cadore, il cardinale ha ricordato che se Dio non cè, e non è il Creatore anche della mia vita, allora la vita è un semplice pezzo dellevoluzione, che non ha senso per se stessa. In Germania e negli Stati Uniti - ha proseguito il porporato - si è sviluppato un dibattito, in questi ultimi anni, tra evoluzione e creazione, o meglio tra evoluzionismo e creazionismo, come se fossero due termini che si escludono. Dire, invece, che chi crede nellevoluzione non può credere nella creazione, e che chi crede nella creazione non può credere nellevoluzione, è unassurdità, ha commentato il cardinale, lasciando la parola al filosofo Evandro Agazzi.
La possibilità di sopprimere il neonato, come lembrione o il feto con laborto prenatale, viene teorizzata da Giubilini e Minerva col fatto che il neonato sarebbe una non-persona, in quanto incapace di avere propositi e di percepire il danno della perdita della propria vita. Pessina replica che in tal caso linfanticidio crea un danno oggettivo e irreversibile, così come la distruzione di un giardino è un danno ambientale anche se il giardino o la pianta non sanno di essere danneggiati. Pessina argomenta inoltre che, piuttosto che arrivare alla soppressione del neonato, ladozione si presenta come una soluzione doverosa alla pretesa distruttiva di chi considera un peso lesistenza di altri. Inoltre che è interesse della società sviluppare nelle persone morali la consapevolezza che la morte di un essere umano non persona sia comunque differente dalla distruzione di un vivente non persona e di una cosa non persona. Infine, replica agli autori che, oltre ai diritti che le persone hanno nei confronti delle non-persone vanno considerati anche i doveri...in primo luogo nei confronti di quegli esseri umani che sono persone in potenza.
Aborto dopo la nascita? Confutazione di una tesi filosofica che equipara aborto a infanticidio: è questo il titolo dello scritto del filosofo Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore, che - come lautore mette in premessa - intende analizzare e confutare alcune tesi proposte nellarticolo di A. Giubilini e F. Minerva, dal titolo ‘After-birth abortion: why should the baby live? (J. Med. Ethics, 2012). Il testo appare nel sito centridiateneo.unicatt.it e si occupa dapprima delle specificità delle situazioni, contestando agli opponenti che aborto e infanticidio in realtà non sono paragonabili. Nel primo caso - scrive Pessina - lesistenza dellembrione e del feto è strettamente legata allesistenza della madre; mentre nel secondo no, così che se la madre muore dopo la nascita il neonato non muore. Tra madre ed embrione può sorgere un conflitto di interessi per cui la madre, per svariate ragioni, non vuole portare a termine la gravidanza. Ma tale conflitto può riguardare anche altre persone: il padre, i familiari, i medici, la società come persona giuridica. Pessina si occupa poi dellasserzione secondo cui laborto post-parto sia da preferire anche rispetto alla possibilità di dare in adozione il neonato. (segue)
La notizia relativa alle morti senza senso dei 26 bambini siriani ci lascia sgomenti e indignati. È arrivato il momento di fermare questo eccidio: molti bambini hanno perso la vita e tanti altri vivono quotidianamente sotto la minaccia della violenza, chiusi in casa, tremendamente impauriti da quello che stanno vivendo, e bisognosi di aiuti immediati. Lo ha dichiarato oggi Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. Molte famiglie che hanno lasciato il paese per rifugiarsi in Libano hanno riferito ai membri dello staff di Save the Children, che sta portando loro assistenza al confine, che ormai la popolazione è allo stremo, senza cibo, acqua e medicine. Il nostro staff al confine, ci riporta quotidianamente il terrore che questi bambini scampati dicono di aver provato, esposti ai bombardamenti e alle sparatorie, molti dei quali sono stati separati dai propri cari o hanno perso i genitori nei combattimenti. Inoltre i bambini hanno dovuto compiere un viaggio pericoloso e ne erano molto impauriti e sono preoccupati per tutti i parenti che ancora sono nel Paese, ha aggiunto Neri. La settimana scorsa Save the Children ha lanciato una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione volta a fermare le violenze e per assicurare che i bambini in Siria abbiano accesso agli aiuti umanitari.
Un ponte tra Forlì e Ramallah che unisce, in un ideale abbraccio di pace, la città romagnola e i cristiani di Palestina. Va in questa direzione liniziativa della Pastorale giovanile della diocesi di Forlì-Bertinoro che, dopo lesperienza in Terra Santa del 2010, propone, per la prossima estate, uno scambio tra i giovani forlivesi e i coetanei della parrocchia di Ramallah, nei Territori Palestinesi. I destinatari sono ragazzi dai 17 anni in su. La proposta comprende laccoglienza di ragazzi palestinesi nella comunità forlivese (due settimane a cavallo tra giugno e luglio) e unesperienza di servizio per adolescenti e giovani in Palestina (due settimane da metà a fine luglio). A parlarne al Sir (clicca qui) una delle responsabili del progetto, Elena Annuiti: Abbiamo fatto nostre le parole di Giovanni Paolo II, allAngelus del 16 novembre 2003, quando ammonì che la Terra Santa ha bisogno di ponti e non di muri. Così due anni fa, allinterno di un pellegrinaggio diocesano in Terra Santa, sei giovani forlivesi fecero una visita di una settimana ai loro coetanei della parrocchia di Ramallah. I nostri amici palestinesi ci hanno chiesto di non abbandonarli. Abbiamo aperto una pagina su Facebook, promosso una raccolta fondi in diocesi, ci siamo incontrati nella Gmg di Madrid, fino alla proposta di scambio della prossima estate.
(Sir Europa - Strasburgo) - Sul nucleare le posizioni sono diverse in Europa; daltronde lUe dipende per il 30% dallenergia atomica. A un anno dal disastro di Fukushima il dibattito in Europa deve proseguire e comunque occorre assumere maggiori iniziative per garantire la sicurezza dei cittadini. Martin Schulz, presidente dellEuroparlamento, ha aperto la sessione plenaria del 12-15 marzo con tre dichiarazioni: una sulla situazione in Siria, una sulla lotta al terrorismo e la terza a un anno dalla triplice catastrofe che ha colpito il Giappone un anno fa, l11 marzo: prima il terremoto, quindi lo tsunami e infine lesplosione di tre reattori della centrale nucleare di Fukushima. Schulz ha ricordato le 19mila vittime della tragedia, le decine di migliaia di feriti, le 340mila persone rimaste senza casa. Abbiamo ammirato la dignità e il coraggio con la quale il popolo giapponese ha affrontato tali eventi e quegli eroi senza nome che sono entrati nella centrale per evitare il peggio. Il presidente dellemiciclo ha quindi soffermato lattenzione sul controverso dibattito sviluppatosi in Europa; ha segnalato che in questi mesi sono stati realizzati stress test su 143 centrali nel territorio dellUnione e che la Commissione presenterà una relazione finale nel prossimo giugno. Quelle centrali che non hanno superato i test - ha aggiunto Martin Schulz - dovrebbero essere chiuse.
La Fondazione Milano famiglie 2012 indice il concorso Giovani talenti per il Papa, per reclutare animatori e cantanti in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie (Milano, 30 maggio-3 giugno). I vincitori si esibiranno sabato 2 giugno in occasione della Festa della testimonianza, una giornata di musica, spettacolo, preghiera e racconti dal vivo di famiglie dallItalia e dal mondo, che culminerà in serata con larrivo di Benedetto XVI. Fino al 10 aprile è possibile partecipare per una delle due categorie proposte, animatori o cantanti, inviando proposte artistiche che abbiano come tema La famiglia: il lavoro e la festa. I gruppi selezionati parteciperanno a un laboratorio artistico di perfezionamento per approfondire insieme il tema dellIncontro mondiale. I candidati devono provenire dalla Lombardia, avere unetà tra i 18 e i 32 anni e non essere artisti professionisti. Info: www.family2012.com
Sono preoccupato per il modo in cui le persone private della libertà sono trattate in Ucraina e in modo particolare per la salute di Yulia Tymoshenko, che si sta aggravando. Lo ha dichiarato oggi a Strasburgo il segretario generale del Consiglio dEuropa, Thorbjørn Jagland, dopo aver preso visione del rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura e delle pene degradanti (Cpt) pubblicato in data odierna. So - prosegue Jagland - che la Corte europea dei diritti delluomo applicherà di procedimento durgenza allistanza presentata dellex primo ministro. E spero che le autorità ucraine mantengano limpegno di rispettare la sentenza che la Corte emetterà e di eseguirne le indicazioni. Nel frattempo mi auguro che alla Tymoshenko sia riservato il trattamento umano previsto dalla Convenzione del Consiglio dEuropa di cui il Paese è membro. I controlli della delegazione del Cpt, che nel novembre 2011 ha ispezionato stazioni di polizia e luoghi di detenzione ucraini, evidenziano gravi carenze nelle condizioni dei detenuti, e lunghi tempi di attesa perché sia loro riconosciuta la necessità di ricorrere ad un medico. In questo momento in Ucraina, oltre allex primo ministro Yulia Tymoshenko, sono detenuti anche gli ex ministri Valery Ivachenko e Yury Lutsenko.
I sacerdoti appartengono alla categoria psicologica degli introversi, in una percentuale significativamente più alta rispetto alla media della popolazione maschile. Sono i risultati degli studi effettuati da Leslie Francis, anglicano e docente allUniversità di Warwick (Regno Unito), presentati nel corso del convegno Preti sul lettino. Agio e disagio nel lavoro pastorale (clicca qui) che si è svolto questo pomeriggio, per iniziativa dellIstituto di psicologia della Università pontificia salesiana. In Italia - ha detto Alberto Oliverio, psicobiologo - cè stata una lunga diffidenza e larvata conflittualità tra le figure dello psicoterapeuta e del prete, ma a partire dagli anni Settanta la situazione è cambiata: Il mondo dellinconscio ha trovato una maggiore accettazione, un crescente numero di preti ha seguito corsi di laurea in psicologia. Quando la persona avverte il peso delle proprie inconsistenze - ha osservato padre Giuseppe Crea, missionario comboniano, psicoterapeuta - deve imparare a individuare i tanti segnali di un malessere che si sta accumulando dentro di sé, senza negare le problematiche ma al contrario riconoscendole come parte della propria storia. Decidere di prendere sul serio la sofferenza psichica di chi opera nella pastorale, allora, non può più essere un optional, ma deve essere parte di una responsabilità comune che coinvolge anche i laici.
Il concerto prevede anche l‘assegnazione di un premio del pubblico e della critica, affiancati a quello della Giuria internazionale presieduta dal compositore Giya Kancheli. "Il Concorso - spiega il card. Ravasi - intende perseguire l‘incontro tra musica contemporanea, con la sua nuova grammatica, e il sacro, che ha canoni, testi e temi propri, dunque promuovere questa sinergia. Ed è in questottica che, per la prima edizione del Concorso, ho suggerito come testo su cui i musicisti si confronteranno, il Simbolo degli Apostoli, uno dei testi cardine della tradizione cristiana. Le opere presentate diventeranno anche un significativo tassello del mosaico di iniziative che arricchiranno lAnno della Fede, annunciato da Benedetto XVI, e che si aprirà in ottobre". Per informazioni: Fondazione Perugia Musica Classica Onlus, +39 075 5722271, info@perugiamusicaclassica.com; Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Lello Iacobone, 39 06 69893811, arte@cultura.va.
È fissata per il 20 luglio la scadenza dell‘invio della partitura per partecipare al Concorso internazionale di composizione per un‘opera di musica sacra Premio "Francesco Siciliani", promosso da Fondazione Perugia Musica Classica, la Sagra Musicale Umbra e dal Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto dal card. Gianfranco Ravasi. Levento, presentato lo scorso 9 marzo, si colloca allinterno del dialogo tra la Chiesa e la musica contemporanea: per la prima volta, infatti, un Dicastero della Santa Sede partecipa all‘organizzazione di un concorso di musica sacra. I tre finalisti si esibiranno venerdì 14 settembre a Perugia - con replica il giorno successivo nel Duomo di Firenze - nell‘ambito della 67ª Sagra Musicale Umbra dedicata al tema "Angeli e Demoni". (segue)
Franco non è la sola vittima. Lascia nel cuore di chi lo ha amato e conosciuto il testamento della sua bontà e ricchezza, della sua umanità e professionalità. Con queste parole larcivescovo di Vercelli, mons. Enrico Masseroni, ha ricordato questo pomeriggio a Gattinara Franco Lamolinara, lingegnere rapito in Niger e ucciso giovedì scorso. A dare lultimo saluto a Lamolinara, nella chiesa di San Pietro, oltre duemila persone in un clima composto e di profonda partecipazione; tra i presenti anche il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di SantAgata. A concelebrare, don Renzo Del Corno, parroco di San Bernardo, parrocchia alla quale appartiene la famiglia del defunto. Siamo ancora una volta di fronte al mistero della morte e del male che ha umiliato la giustizia, ma sapremo andare avanti, ha detto nellomelia il vescovo, evidenziando che tre giorni prima del ritorno a casa di Lamolinara, previsto il 15 maggio dello scorso anno, si è aperto il suo calvario. Quindi, rivolgendosi direttamente allingegnere scomparso, mons. Masseroni ha aggiunto: Hai vissuto una vita intensa. Eri noto per la tua bontà e disponibilità e - ha concluso - hai sempre saputo coltivare lamicizia.
Domani, dalle ore 9 alle ore 10, tutti i parroci di Quarto faranno suonare le campane delle chiese per esprimere il loro no alla discarica nella cava del Castagnaro. Il vescovo, mons. Gennaro Pascarella, e tutta la diocesi di Pozzuoli attraverso il vicario della forania di Quarto don Gennaro Guardascione, ribadisce il proprio no alla discarica per i gravi danni che questa scelta certamente provocherebbe allintero territorio già gravemente in crisi e soprattutto alla salute degli abitanti. Tra laltro, come già precisato in più occasioni, i parroci lanciano un forte appello affinché la zona individuata sia utilizzata per ben altri scopi, in quanto lobiettivo dei cittadini è di far avviare nellarea una coltivazione programmata di prodotti agricoli. Nella convinzione che lunica strada per risolvere i problemi gravi e annosi dei nostri territori sia il dialogo - si legge nella nota della diocesi di Pozzuoli -, si auspica che le istituzioni competenti e i cittadini, sedendosi ad un unico tavolo, riescano a giungere ad una soluzione che possa salvaguardare il bene comune.
(Sir Europa - Bruxelles) - Confisca estesa, confisca nei confronti di terzi, confisca limitata non basata sulla condanna, congelamento precauzionale, gestione dei beni: sono alcuni dei provvedimenti che la Commissione Ue suggerisce agli Stati membri e a livello comunitario per unazione più ampia ed efficace contro la criminalità organizzata. Lintento è quello di colpire le bande criminali e le mafie sul piano finanziario, contrastando la penetrazione del crimine nelleconomia europea. Dobbiamo colpire la criminalità là dove sono i suoi maggiori interessi, dando la caccia al denaro, e dobbiamo riportare i suoi profitti nel circuito delleconomia lecita, spiega Cecilia Malmström, commissaria per gli affari interni. Le autorità di polizia e giudiziarie devono avere a disposizione strumenti migliori per seguire le tracce del denaro e maggiori mezzi con cui poter recuperare una parte più consistente dei proventi di reato. La proposta, che passa ora al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo, è accompagnata da dati economici che dimostrano come il crimine reinvesta nei settori produttivi e commerciali i guadagni derivanti dal traffico di droga, da quello delle armi, dalla tratta degli esseri umani, dal lavoro nero. Il congelamento o la confisca dei beni derivati dal crimine dovrebbero appunto avere un effetto diretto sulle attività illecite diffuse in Europa.
Le contraddizioni di Lampedusa sono, talvolta, le contraddizioni delle nostre comunità cristiane, incerte nella lettura di un fenomeno che sempre più cresce e investe i luoghi quotidiani della nostra vita, quale è la mobilità delle persone: dal Sud al Nord dell‘Italia, dall‘Est all‘Ovest dell‘Europa, dal Sud al Nord del mondo. Leggere in questi numeri dell‘immigrazione che crescono non solo un dato statistico nuovo, ma un nuovo Esodo di persone che cercano pace, reclamano diritti, fuggono dalla fame e dalla sete, fratelli in cammino, significa interpretare la storia con gli occhi della fede e costruire le nostre comunità come case, tende in cui ognuno possa trovare ospitalità. Durante i lavori i vescovi della Cemi si sono soffermati, tra laltro, sulle recenti modifiche apportate allo statuto della Migrantes, approvato dal Consiglio permanente della Cei di gennaio scorso. Il nuovo statuto, scrivono nella nota finale, vuole ridare alla Migrantes, che compie quest‘anno 25 anni di vita, un ruolo importante a livello nazionale, regionale e diocesano per aiutare a leggere un fenomeno, qual è quello della mobilità e in esso della fragilità e della minoranza.
Ad un anno di distanza non sono meno presenti alla nostra memoria le immagini di quei numerosi barconi carichi di uomini, donne e bambini, i numerosi cadaveri nella stiva di un barcone o trascinati dalle onde del mare sulla costa. Così come non possiamo dimenticare la solidarietà, la generosità di tanti volontari, il lavoro di tanti marittimi, l‘accoglienza di Lampedusa e di molte parrocchie e diocesi italiane, unite a momenti di insofferenza e di paura. È quanto si legge in una nota diffusa al termine dell‘incontro odierno della Commissione Cei per le migrazioni (Cemi), in cui si ricorda il primo anniversario della rivoluzione del Nord Africa e dell‘inizio di numerosi sbarchi che hanno posto al centro dell‘attenzione in Italia e in Europa l‘isola di Lampedusa. I vescovi della Cemi, durante lincontro hanno voluto ricordare il cammino di speranza che ha portato, attraverso la rivoluzione che ha investito il Nord Africa, oltre 62.000 persone a sbarcare in Italia nel 2011, 52.000 dei quali avendo come primo approdo l‘isola di Lampedusa. Lampedusa è stata un segno di contraddizione, ribadiscono i presuli, di un‘Italia e di un Europa che ha una ricchezza straordinaria di cultura, una profonda consapevolezza dei diritti, una ricca tradizione cristiana e che, in questa circostanza, ha rischiato di rinchiudersi, di respingere, di sollevare paure anziché accompagnare nuove e disperate storie di persone e famiglie. (segue)
La testimonianza è vitale per la Chiesa nello svolgimento della sua missione nel mondo, anzi è la prima via che deve percorrere quando ricerca gli strumenti più coerenti oggi per levangelizzazione. Ne è convinto mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, che è intervenuto questo pomeriggio al XV Convegno della Facoltà di teologia della Pontificia Università della Santa Croce. Secondo il presidente del dicastero pontificio, la testimonianza è la via maestra per la nuova evangelizzazione: In un contesto di estesa indifferenza che porta inevitabilmente verso forme di agnosticismo e mancanza di fede, i testimoni hanno il grave compito di provocare lassunzione di stili di vita che sanno parlare di vero amore, di genuina libertà e di gioia reale. Sarà la globalità dellesistenza a dover essere testimoniata al mondo doggi più che la frammentarietà di esperienze che rischiano di far perdere di vista lessenziale, ha ammonito il relatore, soffermandosi sulla responsabilità per il cristiano di saper creare nuovi segni che permettano di verificare e convincere quanto il Vangelo sia realmente unancora in grado di radicare il senso dellesistenza e la sua reale possibilità per essere recepito e vissuto anche ai nostri giorni.
Intensificare il servizio alla diocesi ed alle altre realtà del territorio in particolare all‘Azione cattolica; valorizzare le competenze presenti, offrendo formazione e servizi di consulenza fiscale e amministrativa; collaborare con gli altri comitati Csi della Liguria per offrire maggiori opportunità di crescita mettendo a disposizione nuovi spazi dove praticare sport, organizzando attività e campionati in logica polisportiva e di promozione dello sport di base. Sono gli obiettivi che il nuovo presidente del Csi di Genova, Enrico Carmagnani, ha indicato quale progetto del mandato quadriennale appena ricevuto. Sono impegni concreti, di sviluppo sportivo e sociale - ha affermato Carmagnani - che prenderanno forma già dalle prossime settimane con manifestazioni a favore dei detenuti delle carceri liguri e per lo sport unificato (disabili/normo), promossi in collaborazione con le principali associazioni di volontariato della diocesi. Ma che si estenderanno anche nei prossimi quattro anni con lampliamento dei servizi a sostegno delle società sportive del territorio con lorganizzazione di nuovi campionati ‘accessibili e attività formative, a favore di un nuovo sport, quello vero. Enrico Carmagnani, quarant‘anni, opera a vario titolo nel mondo dello sport marketing da circa vent‘anni, durante i quali ha lavorato per diverse realtà.
Si è svolto ieri ad Acquapendente il convegno Il sacello della cattedrale di Acquapendente: tra Canterbury e Roma la copia più antica del Santo Sepolcro. Liniziativa, voluta, tra gli altri, dal Comune locale e dalla diocesi di Viterbo, ha visto lintervento di Mordechay Lewy, ambasciatore dIsraele presso la Santa Sede, anche lui tra i promotori dellincontro. Per il diplomatico il sacello di Acquapedente sembra essere la più antica imitazione del Santo Sepolcro in Europa, parte di una costruzione del 993 sponsorizzata dal potente e pio conte Ugo di Toscana, tra i primi sovrani su territorio italiano ad aver fondato un ostello per i pellegrini, sulla via di Gerusalemme. Nella sua relazione Lewy ha ricostruito la storia del sacello che dal 1326 vide insediarvi al suo interno dei canonici regolari, profughi della Terra Santa. Il convegno ha riaperto il confronto sullo studio della singolare chiesa aquesiana alla luce dei più recenti studi. Tra le altre relazioni quella di Dan Bahat (Usmc University of Toronto), e di Caterina Zannella e Cristina Crisari, della Regione Lazio, rispettivamente sulle Rotonde del Santo Sepolcro ed Un progetto europeo per il Santo Sepolcro.
Garantire tutela a chi è giunto dalla Libia vuol dire in moltissimi casi riconoscere protezione a vittime di guerre e persecuzioni, in fuga da altri Paesi africani, che si trovavano lì in attesa di giungere in Europa. È necessario trovare forme di tutela adeguate per garantire a tutti il diritto alla protezione. Così P. Giovanni La Manna (presidente Centro Astalli) commenta il documento del Tavolo Nazionale Asilo, diffuso oggi dallUnhcr, a cui ha aderito, oltre al Centro Astalli, un gruppo di enti privati e pubblici. Il documento, frutto di un intenso lavoro del Tavolo, pone questioni urgenti riguardo il riconoscimento della protezione umanitaria nei confronti di chi è scappato dalla Libia a seguito della caduta del regime di Gheddafi. Al governo si chiede di valutare forme alternative di protezione che permetterebbero di tutelare chi è fuggito dallemergenza umanitaria libica e non è ancora in grado di far ritorno in sicurezza nel proprio Paese. LItalia - avverte padre La Manna - si trova a un bivio: ha la possibilità di gestire la situazione con senso di civiltà o, come in passato, fare come se nulla fosse condannando e consegnando migliaia di persone allillegalità. Al Governo italiano si chiede di dare un segno di forte cambiamento, tutelando vittime incolpevoli di tragedie umanitarie.
Delegazioni delle città benedettine di Norcia, Cassino, Subiaco e Roiate saranno in piazza san Pietro mercoledì 14 marzo, giorno delludienza papale, per la benedizione della Fiaccola Benedettina da parte di Benedetto XVI. Le delegazioni saranno guidate dai sindaci, che lo scorso 4 marzo hanno partecipato, a Malta, allaccensione della Fiaccola che come ha ricordato larcivescovo di La Valletta, mons. Paul Cremona è segno di fraternità, speranza e concordia. Essa ci riporta indietro nel tempo, quando san Benedetto percorse lEuropa; ma ci proietta anche verso il futuro della nostra Europa, per la quale siamo chiamati ad un maggiore impegno di pace. Da Malta è giunto anche il messaggio di pace dei sindaci che hanno ricordato come la civiltà europea, terra comune di condivisione e progresso, nacque dallo Speco di Subiaco e da quella regola che Benedetto, nato a Norcia, maturò a Subiaco e trascrisse a Cassino. Dopo la benedizione la Fiaccola, portata da tedofori raggiungerà i comuni coinvolti dove sono previste celebrazioni civili e religiose. A Norcia, il 21 marzo, è atteso il card. Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, a Subiaco dom Bruno Marin, abate presidente della Congregazione sublacense ed il vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, a Montecassino il card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
Nel clima culturale attuale, caratterizzato dal rifiuto dellidea di verità, domina una declinazione debole e decisamente scadente della categoria della testimonianza, tollerata solo come racconto della propria esperienza. A lanciare la provocazione è stato mons. Giuseppe Angelini, della Facoltà teologica dellItalia Settentrionale, intervenendo oggi al XV Convegno di teologia della Pontificia Università della Santa Croce, in corso fino a domani a Roma sul tema: Parola e testimonianza nella comunicazione della fede. Una rilettura di un binomio critico alla luce del Concilio Vaticano II. La testimonianza - ha esordito il relatore - è categoria assolutamente irrinunciabile per dire la qualità della parola cristiana, ma è insieme anche la categoria alla quale le forme correnti del pensiero appaiono oggi decisamente refrattarie, sulla base del principio dellestraneità reciproca delle coscienze. Per tutto ciò che si riferisce ai significati ultimi del vivere - ha detto il teologo sintetizzando la cultura oggi dominante - la libertà di coscienza esigerebbe in linea di principio la sottrazione ad ogni dipendenza dai rapporti effettivi, e dunque esclude che il rapporto umano praticato nella società civile comporti qualcosa come la testimonianza.
Dare inizio a relazioni e percorsi nuovi, creare istituzioni nuove e inedite negli ambiti del servizio e della cura: queste sono le attuali sfide educative secondo Ivo Lizzola, preside della facoltà di scienze della formazione allUniversità di Bergamo, intervenuto oggi a Roma al seminario nazionale Educare i giovani alla giustizia e alla pace, promosso dal Tavolo ecclesiale sul servizio civile, un coordinamento di organismi della Chiesa italiana (tra cui Caritas, Migrantes, Ac, Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile) impegnati nella promozione del servizio civile. Questo è il tempo della consumazione, del finire, dellincertezza - ha osservato Lizzola -. E necessaria una nuova alleanza tra generazioni, provando a disegnare insieme il nuovo. Bisogna far provare ai giovani il gusto della scelta - ha proseguito -, per cui lobiezione diventa un ‘dare inizio, scegliere. Leducazione deve quindi diventare fortemente esperienziale, per permettere ai giovani di leggere sé stessi in modo nuovo.
I giovani chiedono a gran voce il rifinanziamento del servizio civile, colpito da ulteriori tagli governativi (dai 299 milioni stanziati per il 2008 si passa ai 68 milioni previsti per il 2012, un taglio, in 4 anni, di oltre il 400%) e la riforma della legge n. 64 del 6 marzo 2001. E si mettono a fianco dei giovani stranieri nella battaglia per il riconoscimento della cittadinanza secondo il principio dello ius soli (chi è nato in Italia è italiano). Lo ha ribadito oggi a Roma Silvia Conforti, rappresentante dei giovani nellambito del Tavolo ecclesiale sul servizio civile, durante il seminario su Educare i giovani alla giustizia e alla pace. Bisogna continuare a comunicare il grande valore del servizio civile - ha detto Conforti -. E anche se oggi rappresenta una scelta e non più unobiezione di coscienza, non vogliamo dimenticare le radici che hanno portato alla nascita di un servizio così importante nella promozione dei valori della giustizia e della pace. I giovani chiedono, tra laltro, un riconoscimento vero dello status di volontario in servizio civile allestero.
"Stiamo lavorando insieme per il Regno, stiamo pregando insieme. Certo, abbiamo un ordine del giorno istituzionale impegnativo e non abbiamo idea di come risolverlo. Nel frattempo però andiamo avanti, a lavorare e a pregare con grande affetto. Così larcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha riassunto le relazioni generali tra la Chiesa cattolica e la Comunione anglicana al termine della sua visita di due giorni a Roma e in partenza oggi per lAbbazia di Montecassino dove parteciperà anche qui alla celebrazione dei vespri e terrà una conferenza dal titolo Monaci e missione: una prospettiva dallInghilterra. La dichiarazione dellarcivescovo è contenuta in un comunicato diffuso oggi dallAnglican Communion News che a sua volta rilancia un servizio della visita romana dellarcivescovo pubblicato dalla Episcopal news service (Ens) in cui si fa il punto del dialogo ecumenico tra cattolici e anglicani. Lagenzia ha ascoltato il parere del vescovo Pierre Whalon delle Chiese episcopali in Europa secondo il quale lincontro a Roma dellarcivescovo con il Papa dimostra che il movimento ecumenico non è morto. Per alcuni anni è rimasto congelato in quanto i partner hanno dovuto affrontare questioni molto serie allinterno delle loro chiese. Ma questi incontri dimostrano che le cose sono cambiate ora e che non torneremo indietro.
Larcivescovo ha citato esempi di giovani che si sono organizzati e che portano avanti le loro istanze per un mondo di giustizia e di pace: gli indignati (a parte le derive violente); i giovani coraggiosi impegnati nelle cooperative nei luoghi confiscati alle mafie; le forme pacifiche di protesta ai vari G8 e G20. Mons. Ricchiuti ha invitato a denunciare con coraggio il commercio di armi, con un riferimento allattualità: A volte - ha fatto notare - sembra che lItalia sia orgogliosa di aver vinto commesse per la produzione di carri armati, aerei militari, ecc. Tutti dicono che il settore è fonte di occupazione e lavoro. In realtà non si vogliono cambiare determinate logiche. Contro la rassegnazione e il pessimismo che ha pervaso il mondo pacifista, ha concluso, come cristiani dobbiamo tornare a scuotere le coscienze e proclamare con forza la beatitudine della pace. Sono quindi necessari percorsi di formazione alla giustizia e alla pace, alla non violenza, al servizio, alla cittadinanza responsabile e al bene comune.
Il mondo giovanile chiede cambiamenti e coinvolgimento da parte degli adulti per non smettere di coltivare insieme il sogno della pace e della giustizia: lo ha detto oggi a Roma mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Acerenza e segretario della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, nella sua relazione al seminario nazionale Educare i giovani alla giustizia e alla pace, promosso dal Tavolo ecclesiale sul servizio civile, un coordinamento di organismi della Chiesa italiana (tra cui Caritas, Migrantes, Ac, ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese, ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro e il Servizio nazionale per la pastorale giovanile) impegnati dal 2003 nella promozione del servizio civile. Mons. Ricchiuti ha osservato nei giovani un disagio profondo. Anche se numerose indagini sociologiche li descrivono con molti luoghi comuni e stereotipi, ad esempio incapaci di ascoltare e generalmente tendenti al disimpegno, la Chiesa, ha sottolineato larcivescovo di Acerenza, guarda ai giovani con fiducia e speranza. Sono convinto - ha detto - che i giovani siano anche sconcertati dal presente e pessimisti sul futuro. Ma se incontreranno adulti cristiani capaci di educarli alla pace e alla giustizia secondo percorsi non omologati, potranno tessere relazioni e incamminarsi insieme. (segue)
L‘attuale aumento del numero dei richiedenti asilo in Lussemburgo esige procedure eque ed efficaci e una risposta umana. Ad affermarlo è oggi il commissario per i diritti umani del Consiglio d‘Europa, Thomas Hammarberg, al termine di una visita di due giorni nel Paese. Nel 2011, quasi 2.200 persone hanno chiesto asilo in Lussemburgo, a fronte di poco più di 500 nel 2009. A fare la differenza persone provenienti dai Balcani occidentali, in particolare rom. Secondo il commissario, le autorità hanno migliorato le condizioni materiali delle strutture di accoglienza, ma occorre migliorare il rispetto della privacy delle famiglie e l‘accesso al sostegno psicologico per le persone vulnerabili. Da Hammarberg lauspicio che nella valutazione della domanda di asilo dei rom venga considerata la diffusa discriminazione che molti subiscono nei loro Paesi d‘origine. Il commissario si è occupato anche di giustizia minorile. Commentando la ripresa della costruzione di un complesso per la detenzione dei minori, a lungo sospesa, e la prossima apertura di ununità di sicurezza nel centro socio-educativo di Dreiborn, Hammarberg sottolinea che nessun minore dovrebbe stare in un carcere per adulti e ricorda che la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo prevede che la detenzione di un minore sia utilizzata solo come misura estrema e per il più breve tempo possibile.
"Il massacro di Kandahar è un triste episodio che non possiamo ignorare. Vogliamo garanzie che non ne accadano mai più. La società afgana ha vissuto una giornata di profondo lutto per quel crimine contro l‘umanità. Chiederemo che il colpevole sia condotto davanti alla giustizia": lo annuncia a Fides Aziz Rafiee, direttore della Afghan Civil Society Forum Organization (Acsfo), piattaforma della società civile afgana, dopo l‘eccidio di ieri in cui un soldato americano, in un raptus omicida, ha ucciso 16 civili, fra cui nove bambini, in due villaggi nei pressi di Kandahar. "La paura è che il crimine di uno solo venga additato come crimine degli Usa e della comunità internazionale - spiega Rafiee - così dicono i telebani, e di questo siamo preoccupati. Auspichiamo che gli Usa possano provare che non è così". "Nell‘opinione pubblica c‘è ira e sconcerto", aggiunge a Fides, un funzionario afgano che lavora in un ospedale di Kabul, chiedendo l‘anonimato per motivi di sicurezza. "Purtroppo l‘odio verso gli americani cresce: episodi come questo fanno il gioco dei talebani, che ne approfittano per la loro propaganda. Il funzionario dice di comprendere le ragioni che possono produrre tali "gesti di follia", dato che "i militari vivono in allerta per 24 ore su 24 e soffrono di forte stress" ma chiede che l‘amministrazione Usa tenga aperto "un dialogo sincero con gli afgani, evitando atteggiamenti arroganti".
Lauspicio per una migliore gestione dellacqua da parte delle autorità pubbliche, degli operatori privati e della società civile e linvito affinché agiscano con responsabilità, sobrietà e solidarietà alla luce dei principi di giustizia e di sussidiarietà: è quanto chiede la Santa Sede in un documento che verrà presentato al Sesto Forum Mondiale dellAcqua che si apre oggi (fino al 17) a Marsiglia. Il contributo, elaborato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, ha per titolo Acqua, un elemento essenziale per la vita; Impostare soluzioni efficaci, e verrà presentato dalla delegazione pontificia nel corso dei lavori. Il testo, riferisce la Sala Stampa vaticana, ricorda come, nonostante alcuni progressi, un accesso adeguato allacqua potabile non sia ancora garantito a buona parte della popolazione mondiale. Da qui lauspicio di una migliore gestione dellacqua da parte delle autorità pubbliche, dei privati e della società civile. Il documento del Pontificio Consiglio presenta, fra laltro, un breve excursus storico della formulazione e del riconoscimento del diritto allacqua potabile da parte della comunità internazionale, fornisce lanalisi della situazione attuale per quanto concerne laccesso allacqua potabile e ai servizi igienici e formula alcune proposte di soluzione per far fronte alle sfide, non ancora risolte e correlate con tale risorsa.
È stata lanciata ieri, in Brasile, la Campagna per il reclutamento dei volontari della Giornata mondiale della Gioventù che si svolgerà a Rio de Janeiro dal 23 al 28 luglio 2013. I volontari - spiega padre Ramon Nascimento, responsabile del settore Volontariato del comitato organizzatore Gmg - sono lanima della Giornata, sono coloro che assistono in ogni cosa i pellegrini in arrivo e che permettono loro di vivere levento di fede. Il nostro motto è ‘non importa chi tu sia, dentro ogni persona vive un giovane. Coloro che intendono prestare la loro opera come volontari, afferma il sacerdote, devono essere maggiorenni e disponibili a ricoprire le più diverse funzioni, dallassistenza allaeroporto, alla sicurezza, dalla distribuzione dellacqua, alla preparazione dei vari appuntamenti. Al momento i volontari che hanno assicurato la loro presenza sono 9000, ma il Comitato punta ad averne 60 mila, di questi 45 mila provenienti dalla diocesi di Rio de Janeiro, e da quelle vicine di Niterói, Nova Iguaçu e Duque de Caxias. I restanti 15 mila saranno divisi in due gruppi da 7500, uno formato da volontari internazionali e laltro da quelli nazionali. A tutti verrà garantito un periodo di formazione a seconda del compito assegnato. Il Comitato organizzatore provvederà, infine, a fornire a tutti il vitto e il trasporto, lalloggio per coloro che provengono fuori dalla zona di Rio.
Oggi a Casal di Principe (Ce) viene inaugurata la Casa Lorena, centro di accoglienza per donne vittime di violenza promosso da Agrorinasce e gestita dalla cooperativa sociale Eva onlus, un progetto di recupero ad uso sociale di un bene confiscato alla camorra. Il centro è dotato di una cucina industriale per attività di catering e produzione di alimenti. Si tratta evidentemente di un progetto di alto valore sociale - ha affermato Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce - che permetterà a giovani donne, spesso con minori, di essere accolte e di avere allo stesso tempo una possibilità di reinserimento lavorativo. Il tutto in un bene confiscato alla camorra a Casal di Principe, un ulteriore segnale che è possibile sperare in un futuro migliore. La cooperativa sociale Eva onlus è una realtà tutta femminile che opera sul territorio della Provincia di Caserta sin dal 1999, gestendo centri antiviolenza per le donne a S. Maria Capua Vetere e Maddaloni. Alla cerimonia saranno presenti, tra gli altri, mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa; Immacolata Fedele, presidente di Agrorinasce; Raffaella Palladino, presidente della cooperativa sociale Eva onlus.
www.santosepolcro.custodia.org: é lindirizzo del nuovo sito della basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme e a lanciarlo, oggi, è la Custodia di Terra Santa. In quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo, francese) il sito presenta una grafica rinnovata, contenuti aggiornati e una ricca galleria di immagini della basilica, grazie al virtual tour fotografico accompagnato da brevi testi esplicativi. Il player in Home Page consente di seguire la Pasqua 2012 a Gerusalemme grazie ai contributi video realizzati dal Franciscan Media Center. Inoltre attraverso il box di notizie è possibile rimanere informati sulle ultime news dalla Custodia e dalla Terra Santa. Il sito presenta le sezioni Storia della basilica, Visita, Spiritualità che ripercorre i fatti evangelici che portano alla Resurrezione e alla scoperta delle memorie cristiane custodite allinterno della Basilica ed infine Testimonianze ovvero una raccolta di passi scelti tra le opere di pellegrini antichi e moderni. Luscita del sito del Santo Sepolcro è la prima tappa di un più ampio progetto di rinnovamento dei siti internet dei Santuari, iniziativa pensata e dedicata ai pellegrini in visita alla Terra Santa che desiderano trovare informazioni sui Santuari. Nel prossimo trimestre, infatti, verranno lanciati i siti dei santuari di Cafarnao, Getsemani, Natività ed Annunciazione.
LOccidente ricordi sempre di non fare agli altri quello che non vorrebbe sia fatto a se stesso: con questo rimando biblico, mons. Giuseppe Nazzaro vicario apostolico di Aleppo dei Latini, commenta a Fides l‘attuale situazione in Siria, all‘indomani della visita di Kofi Annan. Secondo gli osservatori, l‘inviato Onu ha lasciato la Siria senza passi avanti per fermare il conflitto. Né governo né opposizione hanno accettato le proposte di cessate il fuoco o di dialogo", nota il Vicario. "Che l‘opposizione sia guidata e manipolata fin dall‘inizio, i timori sono fondati: vi sono in gioco altre sponde", afferma il Vicario riferendosi a notizie riportate dai mass-media secondo cui il conflitto sarebbe alimentato anche da settori islamisti della società siriana. Per mons. Nazzaro "l‘Occidente, se vuole interessarsi del Medio Oriente, deve abbracciare l‘area che va dal Mediterraneo fino al Golfo Persico. Per attuare cambiamenti culturali e sociali ci vogliono secoli: non si possono pretendere immediati risultati, non si può ragionare con un metro di pensiero occidentale. Perché - si chiede il presule - il rispetto dei diritti umani si applica solo alla Siria? Forse per ragioni politiche o commerciali? In Medio Oriente avvengono abusi peggiori nel generale silenzio. Intanto gli stati che perpetrano tali abusi votano risoluzioni all‘Onu contro la Siria. Dove sta la morale?.
(Sir Europa - Bratislava) - Si svolgerà oggi una conferenza sul tema LOlocausto dei rom: perché abbiamo dimenticato? presso la sede del Parlamento della Repubblica Ceca, a Praga. Levento, organizzato dalla Comunità di SantEgidio, inizierà nel pomeriggio ed il suo scopo è quello di attirare lattenzione sul fatto che 5.500 rom furono deportati dal Protettorato di Boemia e Moravia ma soltanto 500 di loro tornarono a casa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Di fronte agli attuali atteggiamenti anti-rom, non soltanto nella società ceca ma anche in altri luoghi dEuropa, la conferenza intende richiamare la storia del popolo rom e provocare un serio dibattito sullargomento della coabitazione con questo gruppo etnico, ha spiegato uno dei coordinatori, Kristina Koldinska. Saranno presenti allevento anche il ministro per gli Affari esteri, Karel Schwarzenberg, e il membro della Conferenza episcopale della Repubblica Ceca, mons. Ladislav Hucko.
Porre a confronto la proposta cristiana con le visioni provenienti dalle religioni storiche e i nuovi culti. È questo lobiettivo del convegno annuale promosso il 15 marzo, presso labbazia di Casamari, dalla Commissione per lecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale del Lazio (Cel), presieduta da mons. Giuseppe Petrocchi. Il titolo dellassise - Fine del mondo o Avvento del Regno? - è di per se stesso esplicativo, spiega mons. Marco Gnavi, incaricato regionale della Commissione promotrice del convegno: Innanzi a ripetuti annunci apocalittici e allincertezza diffusa del nostro tempo, si vuole offrire una riflessione serena e profonda sulla verità e la bellezza della fede che orienta la storia verso la salvezza. Durante lappuntamento mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, spiegherà ciò che la Chiesa chiede nella preghiera del Padre Nostro, Venga il tuo Regno. Michael Fuss (Pontificia università gregoriana), parlerà di cosa le religioni orientali, segnatamente induismo e buddismo, intendono per escatologia. Vincenzo Pace (Università di Padova) intercetterà le risposte offerte dai nuovi culti. Prevista, inoltre, una tavola rotonda su Le profezie sulla fine con interventi di Fuss, Adolfo Morganti (Gris), Claudio Siniscalchi (Lumsa), Alessandro Olivieri Pennesi (Issr Ecclesia Mater).
Si terrà dal 14 al 16 marzo, a Caserta, il Convegno nazionale del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica che sarà aperto da mons. Pietro Farina, vescovo di Caserta e presidente del Comitato per il sostegno economico alla Chiesa cattolica. Il tema dellincontro, Sovvenire: solidarietà frutto di comunione ecclesiale, sarà poi sviluppato da don Erio Castellucci, parroco, vicario episcopale per la pastorale giovanile, scolastica e universitaria della diocesi di Forlì-Bertinoro e docente all‘Issr della Romagna. Durante il meeting, è prevista la premiazione dei 6 vincitori della seconda edizione del premio giornalistico 8xmille senza frontiere. Verso la Terra Santa alle radici della cristianità, ideato in collaborazione con la Federazione italiana settimanali cattolici (Fisc): per il Nord, Virginia Panzani (Notizie, Carpi) e Susanna Peraldo (Il Biellese, Biella); per il Centro, Pietro Pompei (LAncora, San Benedetto del Tronto) e Luca Capannolo (Vola LAquila, LAquila); per il Sud e le Isole, Sabina Leonetti (Comunione, Trani) e Viviana Casu (LArborense, Oristano). Oltre al premio in denaro, che verrà consegnato il 15 marzo da Matteo Calabresi, responsabile del citato Servizio Cei, e da Francesco Zanotti, presidente Fisc, i sei finalisti vincono un viaggio in Terra Santa alla fine di marzo.
Assumersi la responsabilità verso il creato: è lappello di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), in un comunicato diffuso in occasione dellanniversario della catastrofe di Fukushima, in Giappone, dove persero la vita oltre 15.000 persone a causa di un terremoto che provocò anche lo tsunami e la distruzione di una centrale nucleare con la fuoriuscita di una nube radioattiva. La responsabilità cristiana verso il creato ci chiama ad adoperarci per conservare la terra donataci da Dio per tutte le creature come ‘casa di vita sostenibile per il futuro. Agire in modo sostenibile richiede la solidarietà verso le generazioni attuali e future, la disponibilità a ripensare e a comportarsi tenendo conto delle persone e dellambiente, ha affermato mons. Zollitsch. Larcivescovo ha inoltre sottolineato la necessità urgente di un cambiamento nella politica energetica: Occorre ridurre il consumo di energia, migliorarne lutilizzo e portare avanti la ricerca di energie alternative. La catastrofe in Giappone, ha concluso, ci ha insegnato a guardare con maggiore attenzione alla creazione. Questa responsabilità è di tutti.
Limportanza della domenica come momento imprescindibile per la trasmissione della fede, che deve continuare ad essere giorno di riposo. Lo ha ribadito l‘arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, presiedendo ieri la liturgia della dedicazione della chiesa e consacrazione dellaltare della parrocchia Immacolata Concezione a Milano, zona Giambellino, nel 50° della edificazione della chiesa e nel 25° anniversario della fondazione della parrocchia. Pensiamo anche al senso del lavoro, alla fatica di questi tempi, allimportanza del riposo festivo. È giusto conservare questo spazio - ha detto il card. Scola - che è spazio di comunione, così come la festa è un luogo sociale. Se in una famiglia il papà fa riposo un giorno, la mamma un altro, il figlio un altro ancora non si attinge il riposo in senso forte. Secondo larcivescovo di Milano, dentro le condizioni della vita, come ci ricorderà il VII Incontro mondiale della Famiglie, noi dobbiamo portare la forma eucaristica, cioè il dono di noi stessi alle persone che ci sono vicine secondo la legge della prossimità, arrivando a condividere i bisogni più radicali di quanti sono nella prova sia materiale che spirituale, a partire dagli ultimi.
(Sir Europa - Strasburgo) - I risultati truccati delle partite rischiano di degenerare, trascinando il calcio a livelli di moralità ancora più bassi: Michel Platini, indimenticato campione sportivo e attuale presidente della Uefa, interverrà il 15 marzo alla riunione dei ministri dello sport del Consiglio dEuropa, a Belgrado, dedicata ai problemi di corruzione nello sport e in particolare nel calcio. Partite truccate, violenza e razzismo negli stadi, sicurezza degli spettatori e degrado morale saranno i temi principali di dibattito alla conferenza europea dei ministri dello sport, spiega una nota del Consiglio dEuropa. Platini era già intervenuto alla conferenza di Atene, nel 2008, lanciando lallarme su corruzione e violenza negli stadi, fenomeni dilaganti nei 47 paesi membri del CdE. Si tratta di problemi che non riguardano solo lo sport ma lintera società. Platini suggerirà di rafforzare i meccanismi di controllo previsti dalla Convenzione europea sulla violenza e sicurezza negli stadi, elaborata nel 1985 dopo la tragedia dello stadio belga dellHeysel. Per il Consiglio dEuropa interverranno la vice segretaria generale Maud de Boer Buquicchio e il presidente del Congresso dei poteri locali e regionali Keith Whitmore.
Il mio pensiero va anzitutto alle care popolazioni del Madagascar, che recentemente sono state colpite da violente calamità naturali, con gravi danni alle persone, alle strutture e alle coltivazioni. Lo ha detto, ieri mattina, Benedetto XVI, dopo la recita dellAngelus in piazza San Pietro. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le famiglie maggiormente provate - ha aggiunto il Papa -, auspico e incoraggio il generoso soccorso della comunità internazionale.
La cacciata dei venditori dal tempio è stata ieri mattina al centro della riflessione di Benedetto XVI allAngelus (clicca qui). Quellazione è stata anche interpretata - ha osservato il Papa - in senso politico-rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, ‘zelanti per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. In realtà, ha chiarito il Pontefice, è impossibile interpretare Gesù come un violento: la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dellanticristo. La violenza non serve mai allumanità, ma la disumanizza. Piuttosto, Gesù compì quel gesto per zelo verso Dio: Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dellamore che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti, il ‘segno che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. ‘Distruggete questo tempio - disse - e in tre giorni lo farò risorgere. E san Giovanni annota: ‘Egli parlava del tempio del suo corpo. Con la Pasqua di Gesù, ha sostenuto il Pontefice, inizia un nuovo culto, il culto dellamore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale ogni credente può adorare Dio Padre ‘in spirito e verità.