Il documento dellEuroassemblea sui Balcani denuncia il fatto che le donne restano sottorappresentate sul mercato del lavoro e nel processo decisionale economico e politico; constata che in alcuni Stati della regione le donne imprenditrici sono frequentemente discriminate quando cercano di ottenere prestiti o crediti per la loro attività; nota inoltre che il 30 per cento delle vittime della tratta transfrontaliera di esseri umani nellUe è costituito da cittadini di Paesi dellarea balcanica, e che donne e ragazze rappresentano la maggior parte delle vittime individuate. Ulteriori problemi riguardano, fra laltro, la violenza domestica e le discriminazioni verso le donne rom. Si tratta di indicazioni che dovranno essere tenute in considerazione nei negoziati per il processo di avvicinamento di questi Paesi (oltre alla Croazia, vicina alladesione, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Albania, Kosovo, Macedonia) allUnione europea.
(Sir Europa - Strasburgo) - Il Parlamento europeo ritiene che le donne svolgano un ruolo fondamentale per la stabilizzazione e la risoluzione dei conflitti, fattori essenziali per la riconciliazione dellintera regione balcanica; al contempo sottolinea limportanza dellaccesso alla giustizia per le donne vittime di crimini di guerra e in particolare di stupro. Sono due passaggi della risoluzione sui diritti delle donne nellarea dei Balcani stesa dalleurodeputata Marije Cornelissen, che andrà in discussione in emiciclo oggi in apertura di plenaria. Il documento mentre sottolinea il ruolo essenziale delle donne per il progresso di questi Paesi, suona come un duro atto di accusa verso la mancata garanzia di applicazione dei diritti individuali e sociali della popolazione femminile. Il testo si sofferma a descrivere le condizioni femminili in ogni singolo Stato e per ciascuno indica dei provvedimenti da assumere. Rileva con preoccupazione che nella maggior parte di questi Paesi la popolazione non è pienamente consapevole della legislazione e delle politiche volte a promuovere luguaglianza di genere e i diritti delle donne; sottolinea limportanza delle campagne di sensibilizzazione nella lotta contro gli stereotipi, la discriminazione (basata sul genere, la cultura o la religione) e la violenza domestica. (segue)
Sono quasi ventanni che in Val di Susa si protesta contro la Tav. Era infatti il marzo del 1995 quando a SantAmbrogio si scese per la prima volta in strada per dire no al cantiere che avrebbe ‘bucato la valle e compromesso da un punto di vista ambientale tutto il territorio della bassa valle. Lo ricorda in un editoriale del Sir (clicca qui) Ettore De Faveri, direttore de La Valsusa. Da allora la protesta è cresciuta, ma dentro a questa civilissima protesta, cè la violenza di tante azioni. Mentre si ripropone un no senza se e senza ma alla violenza, per questo continuiamo a dire che il movimento no tav deve espellere i violenti dalle sue file - prosegue De Faveri -, ci sembra indispensabile, e anche questo lo diciamo da anni, avviare un dialogo vero con il territorio, con chi vive là dove dovrà passare la tav. Cosa promessa e mai fatta. Il direttore racconta dello sfogo di un uomo, che ha realizzato la sua casa proprio là dove sorgerà il grande cantiere della stazione internazionale di Susa. Da buon cittadino - dice De Faveri - ha chiesto di essere ascoltato, di sentire le sue ragioni. Cosa gli hanno risposto? Per un po di anni lei vivrà come allinferno. Ecco: non è così che si dialoga con la gente. Dunque, conclude, no alla violenza, e tocca farlo ai no tav, ma sì a un ascolto costruttivo, e tocca farlo al Governo, alla Regione e ai Comuni.
La via della pace è difficile, richiede coraggio, pazienza, perseveranza, determinazione e sacrificio. Ma proprio per questo buddisti e cristiani uniscono le loro forze spirituali per cooperare per il bene dellumanità ribadendo che il dialogo è una priorità e un segno di speranza. Si deve continuare!. E quanto si legge nella Dichiarazione finale redatta al IV Colloquio buddista-cristiano che si è svolto a Roma il 6 maggio scorso per discutere sul tema Pace interiore, pace fra i popoli. La Dichiarazione è stata diffusa solo oggi dalla sala stampa vaticana. Il convegno era organizzato dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso con la collaborazione dellUfficio per il dialogo ecumenico ed interreligioso della Cei, ed aveva per tema Pace interiore, pace tra i popoli. Nella dichiarazione buddisti e cristiani ribadiscono quanto sia importante rafforzare il dialogo per affrontare le nuove sfide come la minaccia alla vita umana, la povertà, la fame, le malattie endemiche, violenza e guerra. Tutti fenomeni che sminuiscono la sacralità della vita umana e avvelenano la pace nella società umana. Ed aggiungono che i credenti hanno una responsabilità particolare per affrontare questi problemi. Il desiderio di cooperare per il bene dellumanità - concludono i partecipanti - deve emergere dal profondo delle rispettive esperienze spirituali.
Questo pomeriggio lassemblea generale della Church of Scotland, la Chiesa presbiteriana che rappresenta la religione scozzese più importante con mezzo milione di membri, voterà per dare il via alla ordinazione di pastori omosessuali. In un rapporto, preparato da una commissione teologica durante due anni di lavoro, la Chiesa di Scozia riafferma che lunica appropriata espressione di attività sessuale dovrebbe essere allinterno del matrimonio tra un uomo e una donna, ma rimanda allassemblea generale la decisione finale sullordinazione dei pastori gay. Il risultato del voto non è certo, ha spiegato a Sir Europa un portavoce della Chiesa di Scozia: Sono previste, in ogni caso, misure per garantire le congregazioni contrarie che potranno chiedere di essere seguite da sacerdoti eterosessuali. Due importanti congregazioni, quella di St. George Tron, a Glasgow e quella di Gilcomston, a Aberdeen, hanno lasciato la Chiesa di Scozia perché contrari ai pastori gay.
Cè stata unopposizione massiccia a questa legge a livello di gente comune perché il governo lha forzata nel parlamento senza un vero processo di consultazione e la gente si sta ribellando. Alla vigilia del voto finale sulla legge che dovrebbe dare il via ai matrimoni gay, domani, alla Camera dei comuni di Westminster, Andrea Minichiello Williams, portavoce di Christian Concern, unassociazione del movimento per la vita, esprime la frustrazione del mondo cristiano che ha tentato inutilmente di fermare il nuovo bill. Sia la Chiesa cattolica che quella anglicana hanno nei mesi scorsi difeso listituzione del matrimonio come unione permanente di un uomo e una donna aperta ai figli e la scorsa settimana il Primate cattolico Vincent Nichols e larcivescovo Peter Smith hanno invitato i parlamentari a ripensare le conseguenze della legge, scrivendo, in un comunicato che molte persone non pensano tocchi allo stato cercare di cambiare il significato fondamentale del matrimonio. Lassociazione Coalition for marriage, sostenuta dalla Chiesa cattolica e dalle altre chiese cristiane, ha raccolto 659mila firme contro la nuova legge. La normativa era è passata con una maggioranza di 225 voti quando è stata votata la prima volta dai comuni lo scorso febbraio, ma David Cameron ha dovuto ricorrere ai voti di liberaldemocratici e laburisti perché quasi metà dei Tories hanno votato contro.
Il Coe (Centro orientamento educativo) promuove a Lecco, in occasione del 50° dellAfrica Day, una settimana di riflessione sul Continente con particolare attenzione ai temi della sovranità alimentare. A partire da oggi ci saranno proposte educative per le scuole lecchesi, mentre sabato 25 si terrà una tavola rotonda. Entrambe le iniziative rientrano nellintervento di educazione alla cittadinanza mondiale sulla sicurezza alimentare nellambito del progetto Kicasobu - Kinshasa Catering Social Business di Aibi (Amici dei bambini), Coe e Fct (Forum cooperazione e tecnologia) e nel mese delleducazione alla cittadinanza mondiale di Colomba (Cooperazione Lombardia). Da sempre il Coe accosta ai propri progetti di cooperazione e sviluppo nei Paesi del Sud del mondo interventi formativi di sensibilizzazione, con particolare attenzione al settore scolastico - sottolinea Rosa Scandella, presidente Coe -. La sovranità alimentare costituisce uno dei temi prioritari per lo sviluppo. Il progetto Kicasobu prevede la creazione di unimpresa sociale di ristorazione e catering - Cocò, gestita da un gruppo di giovani in situazione di vulnerabilità sociale e la rivitalizzazione di filiere di colture ortofrutticole e di prodotti animali della cintura verde di Ndjili pe la sicurezza alimentare della città di Kinshasa.
In una terra in cui, per alcuni, essere nella storia vuol dire farsi largo fra gli altri anche con la prepotenza e la violenza, ci siamo sforzati di vivere come testimoni della misericordia e della giustizia. Così monsignor Pino Demasi parla dellassociazione Il Samaritano di Polistena da lui fondata nel maggio di 25 anni fa. Nel maggio 1988 - spiega - incoraggiati da due lettere pastorali del vescovo di allora, monsignor Benigno Luigi Papa, iniziava la sua avventura lassociazione e accoglievamo a Polistena, nella nostra parrocchia, le Suore della Divina Volontà. Sono passati 25 anni da quel giorno: 25 anni entusiasmanti a fianco di chi vive situazioni di disagio e sofferenza, con la voglia di ascoltare, capire, condividere la fatica di tanta gente e di ricercare insieme soluzioni possibili; 25 anni di impegno di antimafia sociale, con leducazione alla legalità dei nostri ragazzi, con iniziative importanti, quali la Marcia della Pace di Capodanno ed il contributo per la nascita della Cooperativa Valle del Marro. Le celebrazioni si concluderanno questa sera nel duomo della città calabrese con un incontro-dibattito sul tema Chiesa di Cristo, Chiesa degli ultimi con la partecipazione di don Luigi Ciotti.
Tra giugno e luglio è prevista linaugurazione di altri quattro centri: il 2 giugno a Calto nella diocesi di Adria-Rovigo, il 16 giugno a Vigarano Mainarda, diocesi di Ferrara-Comacchio, il 30 giugno a San Felice sul Panaro, arcidiocesi di Modena-Nonantola e il 7 luglio a Mirandola, diocesi di Carpi. Fin dai primi giorni le Caritas diocesane dell‘Emilia Romagna hanno ricevuto moltissime offerte di disponibilità a svolgere periodi di volontariato nelle zone terremotate da parte di persone di ogni età e professione. Volontari provenienti da tutta l‘Italia si sono alternati nei turni organizzati dal Coordinamento regionale della delegazione delle Caritas diocesane dell‘Emilia Romagna. Inoltre Caritas italiana ha avviato sul territorio i gemellaggi tra le Regioni ecclesiastiche italiane e le diocesi colpite dal sisma, coinvolgendo 185 parrocchie e 17 zone pastorali. Ogni delegazione regionale ha fatto varie visite nelle zone gemellate, per definire un percorso che durerà nel tempo. Si prevede anche la progettazione di strutture per servizi sociali e caritativi, servizi in risposta alle vecchie e nuove povertà, e fondamentale sarà anche la progettazione sociale per la ripresa socio-economica del territorio.
Ricordiamo nella preghiera le popolazioni dellEmilia Romagna che il 20 maggio dellanno scorso furono colpite dal terremoto. Così Papa Francesco ha fatto memoria del sisma che nel maggio 2012 ha messo a dura prova la popolazione dell‘Emilia Romagna e ha fatto sentire i suoi effetti anche in Lombardia e Veneto. Molte le iniziative organizzate in occasione di questo anniversario dalle Caritas diocesane di Carpi, Modena-Nonantola, Ferrara-Comacchio, Bologna e Reggio Emilia-Guastalla. La delegazione regionale dellEmilia Romagna ha infatti invitato le parrocchie e/o Caritas parrocchiali a organizzare in modo semplice piccoli ritrovi per condividere un pasto e una preghiera in prossimità del 20 e 29 maggio, per ricordare i momenti nei quali, le persone erano costrette a rimanere fuori dalle proprie case e strutture di ritrovo. A seguito della raccolta in tutte le parrocchie del 10 giugno 2012, sono pervenute a Caritas italiana 10,7 milioni di euro per le attività di ricostruzione e di sostegno alle popolazioni colpite, ai quali vanno aggiunti i 3 milioni di euro subito stanziati dalla Cei in fase di emergenza. Per garantire risposte adeguate sul lungo periodo alle singole realtà su un territorio così ampio, è stata avviata la realizzazione in alcuni dei comuni maggiormente colpiti di 17 centri di comunità, (per attività, liturgiche, sociali e ricreative). Nove sono stati già realizzati. (segue)
Una Settimana diocesana dedicata agli anziani: è quella che promuove da oggi al 25 maggio la Chiesa di Napoli. Sarà un tempo di particolare riflessione e riscoperta della fede con le parole del beato Giovanni Paolo II: ‘Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta, spiega nel suo messaggio per la Settimana larcivescovo di Napoli, cardinal Crescenzio Sepe. La fede e l‘amore di Cristo - è lauspicio del porporato - si concretizzino nell‘attenzione e nella cura pastorale degli anziani che vivono in famiglia, con i figli, in casa propria da soli o con badante, in case di riposo. Il tema proposto per la Settimana ci porta fin dentro l‘Anno della Fede, voluto da Benedetto XVI, come invito pressante ad un‘autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo. Il cammino di fede e di conversione si renda visibile con un più convinto impegno ecclesiale e con un ritrovato entusiasmo nel comunicare la fede con il cuore, con la bocca e con la testimonianza dell‘amore verso i fratelli che vivono in disagio. Il cardinale conclude il messaggio assicurando la vicinanza di tutta la Chiesa di Napoli, il suo sostegno nella preghiera e lincoraggiamento ad essere portatori dei valori eterni del Vangelo, seminatori di speranza, testimoni di Gesù Cristo.
Considero i politici libanesi responsabili davanti alla storia e alla coscienza nazionale. Se non riescono a approntare una legge elettorale degna del nostro Paese, provocheranno la delusione del popolo. Al termine della sua visita pastorale alle comunità maronite dellAmerica Latina, il Patriarca maronita, cardinale Boutros Bechara Rai, ha rivolto un richiamo ai politici libanesi incapaci, a suo dire, di trovare un accordo per una nuova legge elettorale. Il Libano - riferisce lagenzia Fides che riporta le parole del porporato - ha bisogno di facce nuove che possano governarlo. Parole forti sono state espresse del Patriarca maronita anche sullatteggiamento delle forze libanesi in merito al conflitto siriano: La guerra in Siria ha diviso i libanesi in due fazioni, una a favore dellopposizione e laltra schierata con Assad. Ma io affermo a alta voce che non dobbiamo interferire negli affari interni di nessun Paese. Dico ai politici e ai responsabili libanesi: pensate a costruire il vostro paese malridotto, invece di prendere parte alla guerra in Siria. Smettetela di giocare col destino del nostro Paese che ha dato tanto al mondo. Riguardo alla legge elettorale - su cui soprattutto le formazioni politiche dei cristiani appaiono divise - il Patriarca ha ribadito che non si può rimanere senza governo in un frangente storico così delicato e pieno di insidie.
Un anno è passato. Il 20 maggio la prima forte scossa, il 29 maggio, quando già lintraprendenza dei più aveva alimentato lo slancio di unimmediata ripresa, il giorno terribile che ha seminato lutto e disperazione. A ricordare in un editoriale del Sir (clicca qui) il terremoto che un anno fa ha sconvolto lEmilia Romagna è Luigi Lamma, direttore del settimanale diocesano di Carpi, Notizie. Il sisma non ha risparmiato chiese e canoniche abbattute o inagibili. È stato un anno dove le celebrazioni delle domeniche e delle feste solenni sono state ospitate nei più disparati luoghi di fortuna: tendoni, tensostrutture, cinema, saloni, fabbriche dismesse…, ha rammentato Lamma. Ma pian piano riprende la vita: Le prime parrocchie, due per la precisione su una trentina senza chiesa, hanno ricevuto in dono dalla Caritas e della Cei i centri di comunità, altri sono già avanti come realizzazione. La gratitudine - sostiene il direttore - è immensa per tutto il bene ricevuto in questo anno. Con la consapevolezza che non è dalle pietre che sgorga la speranza ma piuttosto nel ritrovarsi ogni domenica attorno alleucaristia, nel celebrare battesimi, prime comunioni o cresime, quei gesti di fede vissuti con fedeltà ammirevole alla propria comunità e alla propria terra, tanto che anche una tenda può rivelarsi bella come una cattedrale.
Un percorso culturale flessibile, metodologicamente rigoroso e suddiviso in tre distinti momenti distribuito nella Città Vecchia di Gerusalemme e, in futuro, esteso ad altre sedi in Terra Santa. Sarà un unico complesso espositivo di oltre duemila metri quadrati, composto da tre musei (Archeologico, Multimediale e Storico), il Terra Sancta Museum che sarà presentato domani a Milano (ore 18, Sala Convegni Intesa San Paolo, piazza Belgiojoso, 1). Voluto dalla Custodia di Terra Santa, sarà lunico museo al mondo che, attraverso lesposizione di reperti archeologici e opere di straordinaria importanza storico-artistica, illustrerà le radici del Cristianesimo e la conservazione dei luoghi della Terra Santa. Tre le sezioni: archeologica, storica e uninstallazione multimediale. La prima si concentra sui luoghi evangelici mediante i reperti archeologici e le raccolte di antichità orientali, la seconda sulla storia francescana in Terra Santa da San Francesco ad oggi mentre linstallazione verte sullo sviluppo urbanistico della città Santa e del Santo Sepolcro. Le opere esposte sono quelle raccolte dagli archeologi e dai docenti dellIstituto Biblico durante lunghi anni di ricerca. Linaugurazione è prevista nel 2015. Maggiori informazioni sul sito: www.terrasanctamuseum.org.
Sarà un dono particolare quello che monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo della diocesi di Agrigento, presenterà a Papa Francesco durante la visita ad limina del prossimo 20 maggio. In quella data, infatti, mons. Montenegro oltre a presentare al Santo Padre lo stato attuale dellarcidiocesi di Agrigento, porterà in dono una croce pettorale realizzata dal falegname lampedusano Franco Puccio, con il legno delle barche dei migranti approdate a Lampedusa. La diocesi ha voluto fare questo dono al Santo Padre, sollecitati anche dalla comunità ecclesiale lampedusana - spiega don Carmelo Petrone, dell‘Ufficio comunicazioni della diocesi di Agrigento - per ricordare al Santo Padre tutti i nostri fratelli che giungono sulle coste di Lampedusa ma soprattutto quelli che hanno perso la vita durante il viaggio che li avrebbe portati nella terra in cui credevano che le loro speranze ed i loro sogni avrebbero potuto realizzarsi.
Converte il Papa Francesco, attira le folle e pungola, spinge tutta la Chiesa, ma più in generale tutti verso Cristo. Lo scrive Francesco Bonini in un editoriale del Sir (clicca qui). Il Signore sempre ci primerea, ricorda Bonini, ha detto il Papa parlando con passione a braccio ad una folla immensa alla veglia di Pentecoste, nel terzo grande raduno dei movimenti e delle associazioni, quindici anni dopo la convocazione di Giovanni Paolo II del 1998, riproposta da Benedetto XVI nel 2006. Centocinquanta sigle, segno di una vitalità sempre nuova, che deve sempre essere meglio articolata. Per questo ha indicato, nellomelia di Pentecoste, tre parole-chiave: novità, armonia, missione. Indicazioni aperte e stringenti, che sono esortazione, esame di coscienza, programma, osserva leditorialista. A proposito di associazioni e movimenti sembra lontano - afferma - il tempo di conflitti, che restano una tentazione. Oggi con tutta evidenza è il tempo dellevangelizzazione, per cui la varietà diventa una risorsa, vissuta nella comunione. E ricordando il Papa che il Signore sta alla porta, ha rivolto linvito: Allora dobbiamo aprirle le porte, quelle del nostro cuore come quelle delle nostre chiese. Insomma, evidenzia Bonini, Papa Francesco parla con franchezza e mette tutti in cammino. Dando lesempio. Anche per questo è molto difficile obiettargli alcunché. E restare fermi.
(Sir Europa - Strasburgo) - Politica fiscale e lotta allevasione, questioni energetiche, Unione economica e monetaria. Sono i tre temi principali inscritti allordine del giorno del Consiglio europeo del 22 maggio, momento-clou della settimana europea. I leader dei 27 Paesi aderenti si ritrovano a Bruxelles per mettere a punto una strategia comune sul fisco, nella prospettiva di una maggiore equità ma anche nella direzione di una migliore ripartizione del carico fiscale che risulta uno dei freni per la ripresa economica. Sullenergia tornano i nodi di sempre: differenziazione delle fonti, energie rinnovabili, politiche energetiche comuni nei confronti dei Paesi terzi fornitori, investimenti nelle infrastrutture. Di Uem, e di unione bancaria, si parlerà in vista del successivo summit di giugno, nel quale tornerà centrale il tema del sostegno alle riforme e agli investimenti per la crescita. I temi del summit di questa settimana sono discussi anche dallEuroparlamento, che da oggi è in sessione plenaria nella sede di Strasburgo. Gli eurodeputati solleciteranno gli Stati membri a intensificare la lotta contro i paradisi fiscali e a migliorare la riscossione delle imposte. In plenaria giungeranno diversi altri argomenti: il pacchetto sulla supervisione bancaria, le priorità per i negoziati commerciali con gli Stati Uniti, la libertà dei mezzi di comunicazione, la protezione a livello europeo per le vittime di stalking.
Cristiani discriminati non solo nei paesi dove ci sono movimenti fondamentalisti come nel mondo islamico o indiano ma anche nelle nostre avanzate democrazie occidentali dove vengono discriminate le persone che vogliono esprimere la propria fede o le proprie convinzioni. È quanto hanno denunciato nei giorni scorsi le Chiese cattolica e ortodosse ad un seminario di studio promosso ad Istanbul sulla libertà religiosa. E in unintervista conclusiva al Sir (clicca qui) monsignor Roland Minnerath, arcivescovo di Dijon che ha partecipato ai lavori, spiega: Io non metterei in contrapposizione la laicità e la libertà religiosa, perché la Chiesa è per la laicità. È per una laicità positiva che è distinzione dei compiti tra religione e politica. È unesigenza stessa della Chiesa: siamo noi a chiedere la separazione dei due ambiti, politico e religioso. Ma - aggiunge - non possiamo fare leggi qualsiasi. Se si fa una legge qualsiasi che non rispetta la dignità della persona, non è libertà. La libertà viene protetta dal nostro riferimento alla legge naturale, cioè ad una normativa che non è iscritta nei testi giuridici ma nellessere umano e alla quale i testi giuridici devono ispirarsi. E questo è il lavoro dellintelligenza umana, del dibattito, della ragione, della cultura. La legge naturale sorge dal confronto tra le idee quando sono espresse in modo obiettivo e chiaro.
Lumanizzazione della pena e la promozione dei diritti umani dei detenuti sono i principali obiettivi dellAssociazione di protezione e assistenza ai condannati (Apac), unorganizzazione della società civile senza scopo di lucro nata in Brasile nel 1972, il cui metodo viene valorizzato nel progetto Além dos Muros (Oltre il Muro) di Avsi nello stato del Minas Gerais, Brasile. Il metodo utilizzato in Brasile è diventato un punto di riferimento a livello internazionale tanto da vincere il premio Experiences from the Field, nella categoria Most Promising Approach, indetto dalla World Bank, che viene consegnato oggi presso la sede della Banca mondiale a Washington. La metodologia utilizzata nelle Apac è focalizzata sulla risocializzazione reale dei condannati, per evitare che dopo aver espiato la pena, ritornino a commettere crimini. Le Apac non sono solo un modello di recupero dei carcerati, ma unalternativa di espiazione della pena che è scontata in centri di reintegrazione sociale, senza il coinvolgimento della polizia penitenziaria: sono gli stessi condannati che diventano responsabili della sicurezza e delle fughe. Le Apac nascono 40 anni fa per opera di un volontario della Pastorale Carceraria a San Paolo, Ottoboni. Oggi è riconosciuta dalla legge brasiliana e praticata dai Tribunali di 17 Stati brasiliani.
Una rinnovata Pentecoste che ha trasformato piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto: così, ieri mattina, Papa Francesco, prima dintrodurre il Regina Cæli, al termine della Messa in piazza San Pietro, celebrata per i membri dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali di tutto il mondo, ha definito la festa della fede, iniziata sabato pomeriggio con la veglia di Pentecoste e culminata ieri mattina nellEucaristia. Abbiamo rivissuto lesperienza della Chiesa nascente, concorde in preghiera con Maria, la madre di Gesù. Anche noi nella varietà dei carismi - ha sottolineato il Pontefice - abbiamo sperimentato la bellezza dellunità, di essere una cosa sola. E questo è opera dello Spirito Santo che crea sempre nuovamente lunità nella Chiesa. Il Santo Padre ha voluto, quindi, ringraziare tutti i movimenti, le associazioni, le comunità, le aggregazioni ecclesiali. Siete un dono e una ricchezza nella Chiesa - ha sostenuto -. Questo siete voi.
Vincere la paura, rinunciare a schemi e sicurezze, per aprirsi agli orizzonti di Dio. E dire no a particolarismi e cammini paralleli che portano divisioni. È linvito che ieri mattina (Pentecoste) Papa Francesco ha rivolto nella Messa in piazza San Pietro celebrata per i membri dei movimenti, delle nuove comunità, delle associazioni e delle aggregazioni laicali di tutto il mondo, giunti a Roma in occasione dellAnno della fede. La novità ci fa sempre un po di paura, perché ci sentiamo più sicuri se abbiamo tutto sotto controllo, perciò abbiamo paura che Dio ci faccia percorrere strade nuove, ci faccia uscire dal nostro orizzonte spesso limitato, chiuso, egoista, per aprirci ai suoi orizzonti. Ma in tutta la storia della salvezza, quando Dio si rivela porta sempre novità, trasforma e chiede di fidarsi totalmente di Lui. Nella Chiesa - ha proseguito - larmonia la fa lo Spirito Santo, suscitando la diversità e allo stesso tempo operando lunità. Dunque, il camminare insieme nella Chiesa, guidati dai Pastori, è segno dellazione dello Spirito; lecclesialità è una caratteristica fondamentale per ogni cristiano, per ogni comunità, per ogni movimento. Attenzione, quindi, ai cammini paralleli che sono tanto pericolosi!. Lo Spirito Santo, poi, è lanima della missione, che ci fa vedere lorizzonte e ci spinge fino alle periferie esistenziali per annunciare la vita di Gesù Cristo.