La ratifica del Senato della Convenzione di Istanbul è un atto di primaria importanza per il Consiglio dEuropa, data la sensibilità dellargomento e la tremenda attualità degli episodi di violenza sulle donne in Italia, ha dichiarato oggi a Strasburgo la vice segretario generale del Consiglio dEuropa, Gabriella Battaini Dragoni. Questo pomeriggio a Roma lAssemblea di Palazzo Madama ha infatti votato allunanimità il disegno di legge di ratifica ed esecuzione della Convenzione del CdE sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, già avallato dalla Camera. Allinizio di luglio il ministro delle Pari opportunità, Josefa Idem, sarà a Strasburgo per la cerimonia ufficiale di ratifica. LItalia è il quinto Paese del Consiglio dEuropa a ratificare la Convenzione, firmata a Strasburgo il 27 settembre 2012 dallallora ministro con delega alle Pari opportunità, Elsa Fornero. Albania, Montenegro, Portogallo e Turchia hanno già proceduto alla ratifica, mentre sono 30 i Paesi che hanno sottoscritto questo trattato internazionale che ha lobiettivo di tolleranza zero verso questo genere di violazione dei diritti umani. Prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire penalmente gli aggressori sono i cardini della Convenzione.
Uno Di Noi fa scuola anche in Argentina: sintitolo così il comunicato stampa odierno del Comitato italiano per la raccolta firme Uno Di Noi sulla tutela dellembrione umano da ogni tipo di manipolazione. Nel testo sinforma che la Conferenza episcopale argentina si oppone allennesimo ‘strappo etico del Paese sudamericano con un documento dal titolo Lembrione è uno di noi, un diretto richiamo alla campagna in corso nei 27 Paesi europei. I vescovi argentini contestano la nuova legge sulla fecondazione artificiale che ne garantisce laccesso gratuito a tutti, senza limiti di età, di orientamento sessuale, di stato civile, ricordando che la trasmissione della vita umana gode di una dignità tale che non può essere sottoposta a dei parametri tecnici. Il documento ribadisce inoltre che è necessaria unesplicita proibizione di qualsiasi tipo di distruzione degli embrioni, o del loro uso per fini commerciali, industriali e di sperimentazione. Il Comitato italiano parla di buone pratiche che non hanno confini e che arrivano anche al di là delloceano. Da ultimo fa riferimento al richiamo forte di Papa Francesco alla dignità dellembrione e a Uno Di Noi, che non poteva non trovare un seguito anche in quellArgentina che è patria del Pontefice e che sta attraversando un momento di animata discussione pubblica in campo etico.
È stato costituito a Padova, ad experimentum fino al 31 dicembre 2014, il Comitato di gestione del Fondo economico per il sostegno delle scuole paritarie cattoliche. Ne fanno parte il vescovo, monsignor Antonio Mattiazzo; don Lorenzo Celi, presidente CdA impresa sociale Insieme per educare; Virginia Kaladich, segretaria generale Fondazione Bortignon; Giuseppe Moro, commercialista e revisore contabile; Giorgio Stoppato, imprenditore. Sarà loro compito, si legge in una nota, esaminare e approvare le richieste di elargizione che le scuole paritarie cattoliche potranno presentare per sostenere la formazione degli insegnanti sul piano pedagogico e cristiano; garantire la finalità proprie di una scuola cattolica; sostenere progetti di innovazione e riorganizzazione economica e gestionale delle scuole paritarie cattoliche; supportare piani di riduzione o esenzione di retta operati dalle singole scuole a favore di famiglie che versano in forti difficoltà economiche. Il fondo - spiega Kaladich - permetterà di sostenere iniziative in grado di favorire la proposta educativa della scuola cattolica e salvaguardarne il carattere di scuola aperta a tutti.
È stato reso pubblico oggi il rinnovo del mandato di padre François-Xavier Dumortier, come rettore della Pontificia Università Gregoriana per un ulteriore triennio. Nella lettera del 30 maggio scorso, il cardinale Zenon Grocholewski, prefetto della Congregazione per leducazione cattolica e gran cancelliere della Gregoriana, aveva scritto al preposito generale, padre Adolfo Nicolás, comunicando la nomina da parte del Santo Padre Francesco. Durante tre anni - ha scritto padre Dumortier, in una lettera inviata a tutto il corpo docente - ho potuto misurare le difficoltà di una missione che esige un impegno senza tregua. Ho anche ricevuto la commovente testimonianza della dedizione di tanti di voi e un sostegno nella mia responsabilità che mi è stato molto prezioso. Desidero esprimervi insieme la mia profonda riconoscenza e la mia disponibilità per questa missione senzaltro appassionante al servizio della Chiesa e della nostra comunità universitaria. La comunità universitaria della Gregoriana, grata per il prezioso compito finora svolto dal suo rettore, ha rivolto a padre Dumortier i più fervidi auguri per un rinnovato e proficuo servizio.
Sulla lotta alla disoccupazione Becchetti pensa che le strategie più efficaci siano quelle di Stati Uniti e Giappone, che hanno adottato politiche monetarie e fiscali molto coraggiose ed espansive, pensando prima alla riduzione della disoccupazione e poi allequilibrio dei conti. Le politiche che stiamo usando noi - osserva Becchetti -, dove lequilibrio dei conti viene prima, sono molto meno efficaci, anche perché lItalia ha una serie di vincoli, da allUe più di quanto riceve e sta faticando moltissimo per ottenere un anticipo di 400 milioni di euro dei fondi per il programma sulloccupazione giovanile europea, aspira ai fondi della Bei (Banca europea investimenti), che è stata ricapitalizzata. Al momento lItalia vorrebbe ridurre le tasse per rilanciare la domanda ma ci siamo arenati. Non sappiamo nemmeno se ci saranno le risorse per non aumentare lIva. Da una parte cè entusiasmo per un futuro di là da venire, e dallaltra cè la realtà dei fatti.
Laccordo sulla lotta allevasione fiscale è stato importante. Ma oggi cè anche bisogno di un coordinamento delle politiche di cambio e delle politiche macroeconomiche. Perché alcuni Paesi del G8 stanno attuando politiche molto aggressive di svalutazione del cambio che penalizzano lUe. Avrei voluto vedere maggiori decisioni in termini di coordinamento delle politiche macroeconomiche, delle scelte sui cambi e sulle politiche fiscali. È una delle valutazioni espresse al Sir da Leonardo Becchetti, docente di economia allUniversità di Tor Vergata a Roma, che commenta in una intervista (clicca qui) le conclusioni del summit dei G8 che si è svolto nei giorni scorsi a Lough Erne, vicino Belfast, in Irlanda del nord. Un punto importante emerso dagli accordi dei G8 è la lotta ai paradisi fiscali, perché gli Stati - osserva leconomista -, avendo molte più esigenze di bilancio, sono diventati molto più severi nei confronti dellevasione. Il problema fondamentale è che levasione è nel cuore del sistema, allinterno dei grandi Paesi industrializzati: Bisogna vedere se questi intenti si trasformeranno in azione vera e propria. Sarebbe importantissimo perché oggi le grandi aziende, spostando i loro utili in sedi dove non si pagano tasse, pagano molto meno delle piccole e medie imprese. (segue)
Soffiava un vento forte, venerdì 8 aprile 2005, su Piazza San Pietro, mentre la Chiesa offriva a Dio la vita e la missione di Giovanni Paolo II, la cui anima era salita al cielo la sera di sabato 2 aprile, mentre nel mondo milioni di persone pregavano per lui, ma quel vento non ha mai cessato di soffiare sulla Chiesa di Dio, portandone avanti la storia nel susseguirsi dei pontificati e degli eventi. Aveva chiuso il libro della vita di Karol Wojtyla, quel vento, ma allo stesso tempo, ha continuato a soffiare sulla Chiesa spingendola a rimeditare sempre la missione di quel grande Pontefice, il suo insegnamento, la sua testimonianza. Lo scrive Vincenzo Rini, editorialista Sir, in una nota (clicca qui) commentando la notizia dellapprovazione da parte della commissione dei teologi della Congregazione per le cause dei santi di un nuovo miracolo di Giovanni Paolo II. La vicenda di Giovanni Paolo II - osserva Rini - è tutta da leggere alla luce di quel vento, che lo ha portato dalla nativa Polonia al soglio di Pietro, primo Papa non italiano dopo oltre quattro secoli, per scompigliare la tranquilla operosità di una Chiesa bisognosa di una pastorale impetuosa e sconvolgente. Quel vento che lo ha spinto, quasi a volo duccello, su tutti i lidi del mondo, senza sosta, ad annunciare che Cristo è risorto e che Lui, Lui solo, è la guida sicura e veritiera della storia.
A dodici medici volontari del Policlinico Universitario A. Gemelli di otto specialità (cardiologia, oculistica, otorinolaringoiatria, pediatria, medicina interna e del lavoro, ematologia, malattie infettive, microbiologia) impegnati dal 2010 al 2013 nelle missioni internazionali promosse dal Centro di Ateneo per la solidarietà internazionale-CeSi in due strutture sanitarie africane, il Baobab Medical Centre in Ghana e il Benedict Medical Centre in Uganda, sarà assegnato il riconoscimento dellUniversità Cattolica nellambito della festa patronale del Sacro Cuore. La cerimonia si svolgerà domani, alle ore 17, a Roma, nellAuditorium dellAteneo presieduta dal rettore dellUniversità Cattolica Franco Anelli. Interverranno lassistente ecclesiastico generale dellUniversità Cattolica monsignor Claudio Giuliodori, il direttore amministrativo della Cattolica Marco Elefanti, il preside della facoltà di Medicina e chirurgia Rocco Bellantone e il direttore del Policlinico Agostino Gemelli Maurizio Guizzardi. Alle ore 19, presso la chiesa centrale, la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giuliodori. Nelloccasione saranno consegnate le targhe di benemerenza al personale non docente della facoltà di Medicina e chirurgia e del Policlinico Gemelli con 20 anni di servizio e premiate le squadre vincitrici delle Collegiadi 2013.
Il recente dibattito parlamentare sulla legge 194 puntava nominalmente ‘allintegrale applicazione della legge. Lobiettivo vero era ed è invece leliminazione dellobiezione di coscienza. È quanto afferma oggi in una nota Francesco Belletti, presidente del Forum famiglie, per il quale si tratta di un obiettivo puramente ideologico, anche se mascherato dietro la necessità di rendere più efficienti i reparti che praticano Ivg (interruzione volontaria della gravidanza), come dimostra il documento elaborato dalle commissioni Welfare e Vita del Forum. Già oggi il 60% delle donne che abortiscono lo possono fare entro le due settimane previste dalla legge e un altro 24,3% subisce ritardi di pochi giorni. Nulla che una riorganizzazione dei reparti non possa risolvere. Per Belletti, il vero nodo è la presenza di personale obiettore nei Consultori familiari. Tanto che in qualche Regione si è già scatenata unautentica ‘caccia allobiettore e si tenta in tutti i modi di allontanarli dai Consultori. Ma, conclude Belletti, la magistratura si è già pronunciata sul rapporto tra medici obiettori e Consultori. Il Tar della Puglia nel 2010 ha affermato che lallontanamento degli obiettori (oltre che illegittimo, essendo lobiezione un diritto custodito dalla stessa legge 194), non può in nessun caso riguardare il Consultorio familiare, in quanto non è in esso che avviene materialmente laborto.
Sul Comitato media e minori cè un colpevole silenzio delle Istituzioni. A denunciarlo è Luca Borgomeo, presidente dellAiart (Associazione italiana ascoltatori radio e televisione), nelleditoriale pubblicato sul Telespettatore. Il Comitato è scaduto nel dicembre 2011 e, dopo diciotto mesi, è ancora sospeso. La responsabilità è dellAgcom e del ministero dello Sviluppo economico, dipartimento della Comunicazione. Questo non è un giudizio: è la mera constatazione dei fatti. Per Borgomeo il blocco della sua attività non giova agli utenti. Alle emittenti (Mediaset e Rai in particolare) non dispiace certo che il Comitato non funzioni. Se il Governo non provvede, non sollevano certo il problema. Alle istituzioni (Governo, Parlamento e Agcom), sempre attente (per usare un eufemismo) alle esigenze delle emittenti, la sospensione dellattività del Comitato non è motivo di preoccupazione. E così passa il tempo e del Comitato non parla più nessuno. Salvo lAiart, altre associazioni e il Cnu. A Palazzo Chigi, conclude Borgomeo, cè un nuovo Governo. Ma è difficile che la musica cambi. Sui temi della comunicazione, da oltre un decennio, non si muove foglia se il monopolio Mediaset-Rai non voglia. E a farne le spese sono non solo i telespettatori, ma tutta la comunità nazionale costretta a subire le conseguenze del disastrato sistema televisivo italiano
Linvito che vi rivolgo, nella luce della fede in Cristo Redentore, è di scoprire anche in questa vacanza le radici della vostra fede, visitando le numerose e antiche testimonianze artistiche create dalla fede dei padri, e di ri-orientare responsabilmente il vostro cammino, mettendo in atto scelte, gesti e stili di vita nuova, intessuti di carità fraterna, sobrietà, condivisione, ferma speranza. Esordisce così monsignore Michele Castoro, arcivescovo di Manfredonia, Vieste e San Giovanni Rotondo, nel suo messaggio di benvenuto ai turisti in vacanza nel Gargano. Vi attendo - prosegue - assieme a tutte le comunità cristiane del Gargano, nel giorno del Signore, la domenica, per condividere il pane e il vino che nella Messa offriamo a Dio, perché diventino per noi il Corpo e il Sangue del suo amatissimo Figlio, il quale arricchisce i nostri cuori con la sua povertà, ci dona tesori inestimabili e ci trasforma da infelici in beati. Lamore per il nostro Gargano, ove siete giunti per un rinfrancante riposo estivo, corrobori il vostro corpo e rinfranchi il vostro spirito - laugurio del presule - attraverso comportamenti rinnovati, ispirati da sapienza evangelica e sorretti da discernimento e modi di agire giusti e autenticamente umani, che facciano di ognuno degli autentici custodi della natura ma anche degli uomini veri.
Il coraggio dei santi Cirillo e Metodio può infondere coraggio a noi tutti, ha affermato larcivescovo di Praga, card. Dominik Duka iniziando lomelia della Messa per lEuropa a Strasburgo. La missione affidata agli apostoli slavi non solo non era facile, ma si è svolta anche in un contesto che sembrava sfavorevole, ha spiegato il cardinale, perché limpero bizantino era minacciato da ogni parte, Costantinopoli assediata: Mentre lunità del cristianesimo era gravemente minacciata, si combatteva anziché cercare gli interessi comuni e aiuto reciproco. E i due fratelli sono andati a nord, per far nascere una nuova civilizzazione, simbolizzata dalla cattedrale e dalluniversità. Queste due cattedre, della fede ragionata con lintelligenza e della ragione interrogata dalla rivelazione divina, sono i tratti distintivi della cultura europea. Tuttavia, da quando lEuropa ha cominciato a rifiutare questi due principi, la cultura della morte e dellegoismo è nata nel suo seno. Da qui il monito del cardinale: Lanniversario dei santi Cirillo e Metodio è un richiamo grave, in una società in cui molti sono disgustati dalla situazione attuale o sono pronti a cantarne il Requiem. Eppure da Velehrad, luogo simbolo dellopera dei patroni dEuropa, sale il Te Deum, canto di lode e libertà, che non è solo dei cattolici, perché la libertà è indivisibile, ha concluso il cardinale.
(Sir Europa - Strasburgo) - La partecipazione a questo evento ci fa sperimentare che il cielo è aperto sopra lEuropa e rinvigorisce la nostra fiducia in unEuropa moderna, capace di respirare con i due polmoni dellOriente e dellOccidente, valorizzando le ricchezze culturali e spirituali di queste grandi tradizioni: così commenta mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio dEuropa, la celebrazione eucaristica per lEuropa, che si è svolta ieri sera nella cattedrale di Strasburgo. La Messa, organizzata insieme alla Rappresentanza permanente della Repubblica Ceca e della Slovacchia, intendeva ricordare i 1150 anni dallarrivo dei santi Cirillo e Metodio nella Grande Moravia. Il vescovo di Strasburgo Jean-Pierre Grallet, il cardinale di Praga Dominik Duka e mons. Aldo Giordano, hanno concelebrato lEucaristia. Questa è unoccasione preziosa per rinnovare il nostro impegno per lEuropa come casa comune, si afferma nel messaggio letto dalle delegazioni della Repubblica ceca e Slovacca presenti. Ci impegniamo per unEuropa solidale con le altre regioni del mondo, soprattutto con le persone ferite dalla violenza, la fame e lingiustizia, per unEuropa capace di dire sì alla dignità inviolabile della persona umana e a costruire unEuropa dei diritti e dei doveri, libertà e responsabilità, fedeli al progetto di pace e di armonia che era in origine il progetto di unificazione. (segue)
La Giornata mondiale del rifugiato deve farci riflettere sul fatto che ogni donna, uomo e bambino che ha abbandonato la propria casa, la famiglia, il lavoro, la scuola e la vita precedente in cerca di sicurezza e salvezza ha bisogno della nostra attenzione e, soprattutto, della nostra assistenza. Lo ha detto oggi Ertharin Cousin, direttore Esecutivo del World food program, il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani, 20 giugno. Cousin ricorda la drammatica guerra civile in Siria che da due anni sta provocando spostamenti di milioni di siriani spinti ad abbandonare le proprie case in fuga dalla violenza e in cerca di salvezza. Entro la fine dellanno, ha affermato, il Wfp prevede di fornire assistenza alimentare a sette milioni di persone, in gran parte sfollati o rifugiati nei Paesi vicini. Come i siriani, altri milioni di rifugiati sono in Mali, Niger, in Rwanda, in Bangladesh, in Ecuador, in Kenia, eccetera. Nel 2012, il Wfp ha fornito assistenza alimentare a quasi 10 milioni di rifugiati e sfollati. Come comunità internazionale - ha ribadito Cousin - dobbiamo continuare a far sentire la voce degli sfollati e dei rifugiati ovunque. Che siano in fuga da conflitti, da disastri naturali o dalla fame, non dobbiamo mai dimenticarci di loro.
Aprire dei corridoi umanitari e creare in via sperimentale un Centro europeo di prima accoglienza a Lampedusa: è la richiesta che viene dai promotori della veglia di preghiera in memoria delle vittime dei viaggi verso lEuropa, che si svolgerà domani sera a Roma nella chiesa di S. Maria in Trastevere (ore 18) in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. La veglia, presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, è promossa da Comunità di SantEgidio, Centro Astalli, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Acli. Ancora oggi molti uomini, donne, bambini, lasciano la propria terra nella speranza di fuggire guerra, persecuzioni, carestie, cercando di raggiungere un luogo dove costruire il proprio futuro. Moltissimi non ce la fanno, affermano gli organizzatori. Dal 1988 ad oggi sono morte nel Mediterraneo quasi 19 mila persone. LItalia nel 2012 ha registrato 13.245 sbarchi, quasi 5.000 nei primi mesi del 2013. Con larrivo della buona stagione sono ripresi i viaggi della speranza, che per molti si trasformano in tragedia. La veglia di preghiera è promossa per non dimenticare la speranza e la sofferenza di tante persone. I promotori chiedono ai governi, ai legislatori e alla Ue di porre in essere ogni sforzo per proteggere i profughi e salvaguardare la vita e la dignità dei migranti.
Cè chi andrà a Taipei e chi a Santiago del Cile, chi a Vienna e chi a Mosca, e chi resterà a Roma. Tutti andranno comunque in missione e vivranno in una casa con altri sacerdoti, perché questi sono i due pilastri della Fraternità San Carlo: missione e vita comune. Sabato 22 giugno, alle 15,30 nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, monsignor Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia - Guastalla, fondatore e già superiore della Fraternità fino al 2012, ordinerà otto sacerdoti e un diacono. Il più giovane ha 25 anni; il più anziano 35. Tra le loro professioni passate anche quella di sassofonista, chirurgo, chef. Quasi tutti sono entrati in seminario dopo la laurea; tutti si sono formati nella Casa di formazione della San Carlo in via Boccea a Roma. Molti erano già in missione da un anno o più nei luoghi dove ora torneranno da sacerdoti. Nella stessa celebrazione sarà ordinato anche un diacono, destinato a Washington (Usa). La Fraternità San Carlo, nata nel 1985 su ispirazione di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, è oggi presente con 25 case in 17 Paesi del mondo. Ha 119 preti e 40 seminaristi.
Le scuole della Regione attendono ogni anno con fiducia questo evento che, sia pure ridotto nellentità, puntualmente arriva in giugno a sollecitare e sostenere limpegno progettuale dei vari istituti scolastici, che vi accedono in numero e misura crescenti di anno in anno: lo dice in un servizio di Sir Regione (clicca qui) Francesca Vuaran, vice presidente regionale dellAssociazione italiana maestri cattolici, commentando i due bandi emessi dalla regione Friuli Venezia Giulia per il potenziamento del Piano per lofferta formativa (Pof) e per i progetti speciali, entrambi indirizzati alle istituzioni scolastiche statali e paritarie aventi sede legale o didattica sul territorio regionale. Come specificato nelle finalità dei bandi - evidenzia Vuaran -, essi promuovono lintegrazione tra le istituzioni scolastiche attraverso la costruzione di reti, per valorizzare e ottimizzare le risorse interne: questo fatto già di per sé favorisce lo sviluppo di quella cultura cooperativa richiamata come finalità; svolgono inoltre unazione compensativa degli interventi statali che, come si è avvertito con maggior gravità in questanno scolastico, arrivano ridotti e in ritardo.
La ricerca di originalità a tutti i costi per smentire le fughe di notizie gioca talvolta scherzi pesanti a chi ha il delicato compito di scegliere le prove scritte. Lo afferma in un editoriale del Sir (clicca qui) Marco Testi, commentando la scelta di un brano di Claudio Magris come traccia per la prova odierna di analisi del testo allesame di maturità. Magris, osserva Testi, non poteva essere divinato da nessuna umana mente che tenesse fermi i motivi-base del programma scolastico che arriva a stento a Tozzi e Moravia. Molto più razionale e costruttiva - secondo leditorialista - la traccia di argomento generale sulla vita vista non solo come competizione, ma come cooperazione e creatività, mentre larticolo di giornale e il saggio breve hanno presentato un argomento possibile a quanti hanno affrontato il tema novecentesco della società di massa. Più intrigante il tema sugli omicidi politici del saggio (o articolo) storico; inattesa la traccia sulle ricerche sul cervello. Certo che - è la considerazione conclusiva di Testi - argomenti maggiormente legati al programma inviterebbero i ragazzi ad applicarsi, perché la non rispondenza tra i programmi stessi e le tracce potrebbero instaurare una pericolosa sfiducia verso lo studio frontale.
È in corso presso il santuario mariano di Mariazell lassemblea plenaria della Conferenza episcopale austriaca. Dal 17 al 20 giugno, i vescovi austriaci, guidati dal presidente cardinale Christoph Schönborn, affrontano la situazione della Chiesa in Austria e le questioni di politica sociale. Secondo quanto riportato dal segretario generale della Conferenza episcopale, Peter Schipka, allagenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, questa plenaria durerà un giorno in più poiché la consueta plenaria primaverile, prevista inizialmente per il marzo scorso, è stata annullata per via del Conclave che ha portato allelezione di Papa Francesco. Tra gli altri temi in discussione: lAnno della fede, i preparativi per il congresso austriaco dei consigli parrocchiali e un incontro con i vertici dellAzione cattolica austriaca per pianificare un Forum sul futuro della Chiesa. Linizio della plenaria è stato segnato da una preghiera inaugurale svoltasi il 17 presso la Basilica di Mariazell, mentre oggi è stata celebrata una messa solenne aperta a tutti i fedeli. Al termine della plenaria, il 21, si terrà la tradizionale conferenza stampa presieduta dal card. Schönborn.
Farsi carico degli ultimi - accoglienza e formazione: è il progetto per aiutare i bambini con problemi nella Striscia di Gaza che prenderà il via nelle prossime settimane per iniziativa di Ats pro Terra Sancta, long della Custodia di Terra Santa, dellAssociazione Italiana Francesco Realmonte e della Università Cattolica di Milano. Il progetto, in appoggio alla parrocchia locale della Sacra Famiglia, offrirà un corso intensivo di formazione per insegnanti, educatori, religiosi e persone che hanno a che fare con i bambini vittime di trauma. A Gaza, affermano da Ats, si consuma il dramma dei bambini con traumi e problemi comportamentali, nati dalla situazione di conflitto nella quale sono cresciuti. Sono bambini che hanno bisogno di sviluppare dentro di loro delle risorse che gli permettano di reagire in modo positivo alle difficoltà che hanno vissuto e che vivono quotidianamente. Per aiutarli sono state elaborate tecniche e programmi dintervento speciali definiti di resilienza assistita, utilizzati in diversi contesti traumatici, dove si registrano violenze, conflitti e instabilità cronica, e dove la tempestività e ladeguatezza dellintervento rappresentano delle priorità. Il corso, della durata di due settimane, sarà tenuto da due esperte provenienti dal Master in Relazione daiuto in contesti di vulnerabilità e povertà nazionali e internazionali dellUniversità Cattolica di Milano.
LItalia che conoscevamo fino a ieri rischia la deindustrializzazione. Le multinazionali straniere si stanno ritirando, preferendo magari investire in Turchia o Slovacchia; di nuove non ne arrivano: i giapponesi vanno a produrre auto in Gran Bretagna e non da noi, e non stiamo nemmeno a spiegare perché. Molte piccole aziende, per sopravvivere, hanno spostato i siti produttivi in Romania, Serbia, Cina. Lo scrive in un editoriale del Sir (clicca qui) Nicola Salvagnin, per il quale non si può più perdere tempo e occorre rendere questo Paese più ‘friendly, più amichevole per chi voglia investire - italiano o straniero che sia. Il che significa una burocrazia che non esiste per autoalimentarsi; poche leggi ma rispettate; meno fiscalità su imprese e dipendenti; una giustizia civile che faccia gli interessi degli italiani e non degli avvocati. Siamo tra i primi al mondo per produzione industriale pro capite e valore aggiunto manifatturiero, ma in tempi di globalizzazione la nostra forza, quella delle medio-piccole aziende, diventa una debolezza e le grandi aziende sono pressoché assenti. Per Salvagnin, lItalia non deve lasciarsi sfuggire le occasioni del domani: informatica, nanotecnologie, farmaceutica, elettronica applicata, materiali innovativi, e ricordarsi di essere lavamposto dellEuropa nel Mediterraneo.
La drammatica situazione dei rifugiati siriani si aggrava di giorno in giorno e ha raggiunto un inaudito grado di sofferenza. Un milione e mezzo di siriani sono fuggiti dal proprio Paese: si tratta di una vera e propria catastrofe umanitaria!. A lanciare lallarme alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno), è il presidente dellAssemblea parlamentare del Consiglio dEuropa, Jean-Claude Mignon. In mancanza di un accordo politico per risolvere questa situazione, che si protrae ormai da troppo tempo - afferma in una dichiarazione -, la crisi umanitaria rimarrà stagnante e renderà il trauma dei rifugiati ancora più grave e profondo. Alcuni gruppi di rifugiati sono per loro natura più vulnerabili di altri. Più di mezzo milione di bambini, sradicati dalle proprie origini, disorientati, non istruiti, a volte separati dalle proprie famiglie, pagano il prezzo più alto per il conflitto. Molto spesso fuggono solo con le madri, le zie o le nonne che rappresentano a loro volta, in quanto donne, un gruppo vulnerabile, specialmente se incinte. I generosi aiuti umanitari offerti dagli Stati confinanti e dallUnhcr alla Siria si stanno esaurendo - avverte Mignon -. Essi devono avere più risorse e sostegno per continuare a svolgere la loro missione in modo efficace. Di qui lappello alla solidarietà dellEuropa, come questione della massima urgenza.
(Sir Europa - Bruxelles) - Occupazione giovanile e finanziamento delle piccole e medie imprese: sono questi i due temi trattati in mattinata durante la riunione del Collegio dei commissari, secondo quanto riferisce il portavoce Olivier Bailly. In vista del Consiglio europeo del 27-28 giugno, la Commissione fa il punto sulle iniziative, le proposte e le azioni operate in sede Ue per favorire formazione e lavoro per i giovani. Il messaggio principale della Commissione - spiega il portavoce - è che gli strumenti ci sono, mezzi finanziari a disposizione non mancano e quindi è tempo che gli Stati membri agiscano di conseguenza. Bailly ricorda fra laltro i 6 miliardi di investimenti specifici per loccupazione dei giovani, che però devono essere confermati in sede di negoziato sul bilancio pluriennale Ue 2014-2020. Noi insistiamo affinché questi fondi siano investiti tutti nei prossimi due anni. Sempre lEsecutivo ricorda la Garanzia per i giovani cui si sono impegnati gli Stati europei, secondo la quale a ogni giovane dovrebbe essere assicurato, entro quattro mesi dal termine degli studi, unoccasione formativa, occupazionale oppure uno stage in azienda. La Commissione dovrebbe poi firmare a breve un accordo con la Banca europea degli investimenti per agevolare il credito alle Pmi. Resta infine il nodo del Patto per la crescita per il quale i 27 avevano promesso un anno fa 120 miliardi di fondi, ma che fatica a decollare.
(Sir Europa - Bratislava) - Il 10% dei fondi raccolti per lorganizzazione della Marcia nazionale per la vita a Kosice saranno donati al progetto Salviamo la vita promosso dal Forum per la vita, la più grande piattaforma di istituzioni pro-life in Slovacchia. Levento, lanciato dalla Conferenza episcopale slovacca, si terrà dal 21 al 22 settembre. Il programma prevede, oltre alla marcia, rappresentazioni culturali, workshop, presentazione di argomenti pro-vita e messe celebrate da vescovi cattolici provenienti da diverse diocesi slovacche. Si può inviare unofferta attraverso il sito internet www.pochodzazivot.sk e il 10% del totale dei fondi raccolti sarà devoluto a sostegno del progetto Salviamo la vita come segno della volontà degli organizzatori di dare un aiuto concreto alle donne in gravidanza e ai loro bambini che si trovano in situazioni difficili. Liniziativa è stata lanciata 6 anni fa e da allora ha aiutato più di 70 donne bisognose di aiuto. Grazie al progetto 61 bambini, le cui madri avevano deciso di ricorrere allaborto a causa di situazioni familiari o materiali difficili, sono potuti nascere. I problemi economici sono spesso usati come scusa per ricorrere allaborto. Attraverso questo progetto vogliamo aiutare i membri più vulnerabili della nostra società offrendo loro la possibilità di nascere, spiega Marek Michalcík, vice-presidente del Forum per la vita.
Ma la sostenibilità agricola e alimentare sarà più efficace se collegata ad una piena partecipazione delle popolazioni rurali nella elaborazione di piani dazione e di strategie. La Santa Sede chiede inoltre coerenza e fedeltà alle regole della Fao per quanto riguarda luso delle risorse agro-alimentari, prodotte a livello mondiale in quantità nettamente superiore al reale fabbisogno dellattuale popolazione, ma che non riescono a eliminare o almeno a ridurre drasticamente il numero degli affamati. Servono anche linee-guida in materia di diritto allalimentazione, accesso alla terra, regimi fondiari e compatibilità ambientale. La preservazione del patrimonio genetico domanda, poi, la responsabilità di vigilare sulle attività che producono danni, spesso irreparabili, riducendo la molteplicità delle specie. Con riferimento al commercio, monsignor Travaglino avverte: oltre a favorire un aumento della produttività o prevedere un accesso il più ampio possibile al mercato degli alimenti, occorre rivedere le politiche di sostegno pensate solo per garantire zone o interessi particolari e che nella pratica si trasformano in forme di protezione più o meno palesi. Urgente approntare misure che consentano a tutti i Paesi - in particolare a quelli in via di sviluppo - di disporre degli alimenti necessari e di collocare la propria produzione sul mercato internazionale.
Una prospettiva essenzialmente etica, allinterno della quale ogni decisione e conseguente azione è frutto del principio di solidarietà, base di una convivenza giusta e pacifica tra le nazioni. A richiamarla è oggi, nel suo intervento alla 38ª sessione della Conferenza della Fao, monsignor Luigi Travaglino, nunzio apostolico capo della delegazione della Santa Sede. Solo così, assicura, si potrà promuovere in concreto leffettivo sviluppo di tutti e di ciascuno. Lattività agricola, afferma il presule con riferimento alla programmazione per il prossimo biennio, rappresenta un fattore essenziale per determinare la generale capacità produttiva di un Paese. Di qui lauspicio che siano ampliate le forme di sostegno alle attività e pratiche artigianali dei Paesi in via di sviluppo, valorizzando in particolare lagricoltura su piccola scala, specialmente dallimpresa agricola familiare, al cui interno spiccano la trasmissione di valori fondamentali, la custodia del sapere tradizionale, il rapporto tra le generazioni e il ruolo insostituibile della donna. Proprio alla famiglia rurale la Fao dedicherà il 2014. Per Travaglino occorre impostare le politiche di sviluppo agricolo combinandole con lazione internazionale di cooperazione e di assistenza per assicurare un adeguato livello di sicurezza alimentare alle popolazioni e abolire eccessi e sprechi. (segue)
Nella Chiesa cattolica - ricorda ancora la Congregazione pontificia - i fedeli hanno sempre manifestato ininterrotta devozione per San Giuseppe e ne hanno onorato solennemente e costantemente la memoria di Sposo castissimo della Madre di Dio e Patrono celeste di tutta la Chiesa, al punto che già il Beato Giovanni XXIII, durante il Sa¬crosanto Concilio Ecumenico Vaticano II, decretò che ne fosse aggiunto il nome nellantichissimo Canone Romano. Una decisione, quella comunicata oggi, che già Benedetto XVI ha voluto accogliere e benevolmente ap-provare, visto i devotissimi auspici giunti per iscritto da molteplici luoghi, e che ora Papa Fran¬cesco ha confermato, considerando la pienezza della comunione dei Santi che, un tempo pel¬legrini insieme a noi nel mondo, ci conducono a Cristo e a lui ci uniscono.
Come avviene già nel Canone Romano, anche nelle preghiere eucaristiche II, III e IV della terza edizione tipica del Messale Romano, dopo la Beata Vergine Maria si farà menzione del nome di San Giuseppe, Suo Sposo. A stabilirlo è un decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana. Mediante la cura paterna di Gesù - si legge nel decreto - San Giuseppe di Nazareth, posto a capo della Fami¬glia del Signore, adempì copiosamente la missione ricevuta dalla grazia nelleconomia della sal¬vezza e, aderendo pienamente agli inizi dei misteri dellumana salvezza, è divenuto modello esem¬plare di quel¬la generosa umiltà che il cristianesimo solleva a grandi destini e testimone di quelle virtù comuni, umane e semplici, necessarie perché gli uomini siano onesti e autentici seguaci di Cristo. Giuseppe, il Giusto, che si è preso amorevole cura della Madre di Dio e si è dedicato con gio¬ioso impegno alleducazione di Gesù Cristo, è divenuto così il custode dei più preziosi tesori di Dio Padre ed è stato incessantemente venerato nei secoli dal popolo di Dio quale sostegno di quel corpo mistico che è la Chiesa. (segue)
Scienziato di fama internazionale, ha saputo coniugare con passione e raffinatezza il rigore del sapere medico con la sapienza della sua fede cristiana". Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale di Scienza & Vita, ricorda con commozione e gratitudine, a nome di tutta l‘associazione, la figura di Adriano Bompiani, scomparso ieri. Socio fondatore, pensatore acuto e finissimo delle problematiche bioetiche, scienziato di fama internazionale su questioni legate all‘inizio della vita umana, operatore sanitario della maternità nel Policlinico Gemelli, educatore di generazioni di medici nell‘Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma", lo definisce Ricci. Già senatore della Repubblica e ministro per gli Affari sociali, anima del Comitato nazionale di bioetica, sempre presente e disponibile ad offrire il suo contributo scientifico e intellettuale alle grandi questioni etiche che attraversano il nostro Paese, prosegue la presidente di Scienza & Vita, Bompiani lascia uneredità che continueremo a sviluppare e a trasmettere. Certi, come lo era lui, che la vita non è tolta, ma solo mutata e illuminata nella prospettiva dell‘Eterno.
Figli dello stesso mondo. Con questo spirito verrà inaugurata a Pescara, domani, alle 16.30, la Cittadella dellaccoglienza, frutto di carità cristiana e solidarietà civile, uno strumento - spiega don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana - che permetterà alla nostra Chiesa di continuare a rispondere alla chiamata a vivere il Vangelo della carità dei più bisognosi. La struttura, situata in via Alento 39, è la realizzazione di un progetto che, già da tempo, era nel cuore della Chiesa locale per offrire ai poveri della città sostegno e conforto attraverso il dormitorio, la mensa, la lavanderia, ma soprattutto - continua don Marco - attraverso un rinnovato e più intenso impegno da parte di ciascuno. Per la celebrazione di apertura della Cittadella, intitolata a Giovanni Paolo II, interverranno il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana; monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne; Vincenzo DAntuono, prefetto di Pescara; Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo; Guerino Testa, presidente della Provincia di Pescara; Luigi Albore Mascia, sindaco di Pescara; Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione Pescarabruzzo. Le conclusioni saranno affidate a don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne.
Misure - aggiunge - che creano un continuo spostamento delle persone da un Paese allaltro facendo aumentare il disagio sociale. Il Sistema europeo comune di asilo, approvato dal Parlamento europeo e che entrerà in vigore nel 2015, sarà una cartina di tornasole per misurare il volto sociale dellEuropa, la capacità del nostro Continente di trovare risposte nuove per la tutela dei diritti dei rifugiati, ma anche per costruire una nuova, più efficace rete sociale: una rete europea che guardi veramente al valore della cooperazione internazionale come strumento non solo economico, ma anche sociale. Protezione e cooperazione sono le parole che dovrebbero sostituire espulsione e reclusione nella politica migratoria europea verso i rifugiati e richiedenti asilo. La Migrantes si augura che anche questa annuale Giornata mondiale del rifugiato possa diventare occasione per allargare la conoscenza del mondo dei rifugiati e richiedenti asilo nelle nostre comunità, così da far crescere il numero degli ‘operatori di pace che hanno - come si legge nel recente documento ‘Accogliere Cristo nei rifugiati e nelle persone forzatamente sradicate - riconosciuto il volto di Gesù Cristo in quello di migliaia di persone forzatamente sradicate …dando loro i mezzi per perseverare e confermare la loro dignità.
La situazione dei rifugiati in Italia, già difficile per il nostro Paese, che comunque ha una rete di accoglienza, diventa drammatica nei Paesi segnati dalla guerra o per i Paesi confinanti: penso in particolare alla Siria e al Libano, alla Giordania o ai campi del Nord-Centro Africa o della Somalia ed Eritrea. È quanto afferma monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Migrantes, parlando della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani. Una giornata che coincide con giorni drammatici che hanno coinvolto molte persone in fuga: mille persone arrivate sulle coste siciliane in pochi giorni, la morte di migranti aggrappati a una rete per la pesca del tonno, che allungano la schiera dei 20.000 morti nel Mediterraneo, il ritorno dellemergenza a Lampedusa. Per la Migrantes, ogni anno cresce il numero di rifugiati e richiedenti asilo e cresce anche la consapevolezza di nuovi e allargati strumenti di protezione internazionale che sappiano rispondere a una situazione sempre più complessa. Misure di sola repressione e reclusione o solo emergenziali, soprattutto nel contesto europeo dove oltre 330.000 persone nel 2012 sono rifugiate, non bastano. Misure - spiega mons. Perego - solo attente alle persone e non alle famiglie risultano insufficienti e inefficaci. (segue)
Intellettuali senza talento, eticisti senza bontà, portatori di bellezze da museo. Questi sono gli ipocriti, che portano il popolo di Dio su una strada senza uscita. Ne ha parlato il Papa, nellomelia di stamattina a Santa Marta, spiegando che il cristianesimo non è una casistica di precetti. Gesù definisce i farisei ipocriti della casistica, intellettuali senza talento che non hanno lintelligenza di trovare Dio. Sono eticisti senza bontà, non sanno cosa sia la bontà. Nel Vangelo di oggi, il Signore parla del digiuno, della preghiera, dellelemosina: i tre pilastri della pietà cristiana. Anche su questa strada ci sono gli ipocriti, che si pavoneggiano nel fare il digiuno, nel dare lelemosina, nel pregare. Pensiamo allipocrisia nella Chiesa: quanto male ci fa a tutti, ha detto Papa Francesco, che ha indicato invece come esempio il pubblicano che con umile semplicità prega dicendo: Abbi pietà di me, Signore, che sono un peccatore. Questa - afferma il Papa - è la preghiera che dobbiamo fare tutti i giorni. Ipocrisia, dunque come tentazione che tutti abbiamo, ma tutti noi abbiamo pure la grazia, la grazia che viene da Gesù Cristo: la grazia della gioia; la grazia della magnanimità, della larghezza. Lipocrita non sa cosa sia gioia, non sa cosa sia larghezza, non sa cosa sia magnanimità.
Qual è la situazione delle minoranze etniche e dei gruppi religiosi in Iraq?: di questo tema si discuterà nel corso dellaudizione del 20 giugno al Parlamento europeo, promossa dalla delegazione per le relazioni con lIraq dellUnpo, lOrganizzazione delle nazioni e dei popoli non rappresentati. Tra i relatori che prenderanno parte allincontro anche due membri dellintergruppo per le minoranze del Consiglio iracheno, Kamel Zozo, presidente dellOrganizzazione cristiana per diritti umani della comunità Assira in Iraq e Delavar Ajgeiy, capo della missione del governo regionale del Kurdistan per lUnione europea. LUnpo si prefigge di proteggere i diritti umani e culturali dei propri membri, conservare i loro ambienti naturali, e di raggiungere soluzioni non violente ai conflitti che li vedono coinvolti. I membri dell‘Unpo generalmente non sono rappresentati diplomaticamente o solo con uno status minore, come ad esempio osservatori, nelle maggiori istituzioni internazionali. Per questo motivo la loro possibilità di partecipare alla comunità internazionale e di veder presi in considerazione i propri interessi presso gli organismi preposti a difendere i diritti umani è limitata. Con questa audizione lintento è di porre lattenzione sulle problematiche delle minoranze etniche e dei gruppi religiosi in Iraq e di indicare soluzioni urgenti e risolutive per le popolazioni coinvolte.
Cinema e fede. In concomitanza con lAnno della fede si tiene questanno il Congresso Cinema e Nuova Evangelizzazione, che gode dell‘alto patronato dei Pontifici Consigli della cultura e per la nuova evangelizzazione e si articola in una serie di appuntamenti in programma in 10 città del mondo. Dopo Roma e Barcellona, le prossime tappe del Congresso saranno Rio de Janeiro in contemporanea con la Giornata mondiale della gioventù, poi Bruxelles e Los Angeles. A Rio de Janeiro il Congresso assumerà una forma del tutto particolare: durante la Gmg saranno installati due cinema mobili in due favelas della città brasiliana, aperti a tutti e che proietteranno film cattolici 24 ore su 24. Il 1° ottobre il Congresso farà tappa in Belgio, nella capitale Bruxelles; e a fine ottobre sarà a Los Angeles, ove sarà anche celebrata una messa in rito tridentino alla quale saranno invitati attori di Hollywood, agenti e produttori cinematografici.
Poi il riferimento alla Giornata dellEvangelium vitae: Domenica scorsa, nellAnno della fede - ha detto il Papa a proposito dellappuntamento che ha radunato in piazza San Pietro migliaia di persone - abbiamo celebrato Dio che è Vita e fonte della vita, Cristo che ci dona la vita divina, lo Spirito Santo che ci mantiene nella relazione vitale di veri figli di Dio. Vorrei rivolgere ancora una volta linvito a tutti ad accogliere e testimoniare il Vangelo della vita, a promuovere e a difendere la vita in tutte le sue dimensioni e in tutte le sue fasi, lappello del Papa, che ha ricordato che il cristiano è colui che dice sì alla vita, che dice sì a Dio, il Vivente.
Un doppio appello: ad aiutare le famiglie rifugiate e a difendere la vita in tutte le sue dimensioni e in tutte le sue fasi. A lanciarlo è stato il Papa, prima del saluto ai fedeli di lingua italiana che come di consueto conclude lappuntamento del mercoledì con i fedeli in piazza San Pietro. Riferendosi al tema della Giornata mondiale del rifugiato che si celebrerà domani, Papa Francesco ha ricordato che questanno siamo invitati a considerare specialmente la situazione delle famiglie rifugiate, costrette spesso a lasciare in fretta la loro casa e la loro patria e a perdere ogni bene e sicurezza per fuggire da violenze, persecuzioni, o gravi discriminazioni a motivo della religione professata, dellappartenenza ad un gruppo etnico, delle loro idee politiche. Oltre ai pericoli del viaggio - ha fatto notare il Papa - spesso queste famiglie si trovano a rischio di disgregazione e, nel Paese che le accoglie, devono confrontarsi con culture e società diverse dalla propria. Non possiamo essere insensibili verso le famiglie e verso tutti i nostri fratelli e sorelle rifugiati, lappello di Papa Francesco: Siamo chiamati ad aiutarli, aprendoci alla comprensione e allospitalità. Non manchino in tutto il mondo persone e istituzioni che li assistano: nel loro volto, è impresso il volto di Cristo!, le parole del Papa. (segue)
Questo - dichiara a Fides p. Faysal - creerà problemi di gestione alle nostre scuole: dovremo trovare nuovi spazi, assumere nuovo personale. Al di là dell‘aspetto logistico, il provvedimento impressiona per la chiusura mentale che esprime: Noi - fa notare il responsabile - lavoriamo per arricchire Gaza, aprendo alla varietà delle culture. La gente manda i figli alle nostre scuole proprio perché possano assimilare questa apertura di sguardo. Il responsabile delle scuole del Patriarcato smentisce invece le indiscrezioni secondo cui il governo di Hamas vuole impedire agli studenti musulmani di frequentare le scuole cristiane. Lappello di padre Hijazin giunge dopo quello analogo, lanciato dal Sir il 30 maggio scorso, del vescovo ausiliare di Gerusalemme e vicario patriarcale per la Palestina, monsignor William Shomali.
È giunto il momento che i Parlamenti, le istituzioni educative e tutto il mondo dell‘istruzione alzino la voce su quello che potrebbe accadere presto a Gaza, facendosi ascoltare anche dai leader politici palestinesi: le nostre scuole sarebbero messe in crisi dalle nuove misure disposte da chi esercita il potere politico nella Striscia. Così padre Faysal Hijazin, responsabile delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme chiama alla mobilitazione internazionale il mondo dell‘istruzione a difesa delle 5 scuole cristiane operanti nella Striscia di Gaza, che rischiano di essere pesantemente penalizzate da recenti provvedimenti del governo egemonizzato dagli islamisti di Hamas. Una legge emanata lo scorso aprile dal locale Ministero per l‘istruzione - e destinata a entrare in vigore a settembre - stabilisce che d‘ora in poi le classi di tutte le scuole di ogni ordine e grado dovranno obbligatoriamente essere divise in base al sesso, mentre gli insegnanti - uomini e donne - non potranno impartire lezioni a allievi dell‘altro sesso con età superiore ai 9 anni. (segue)
Dal 29 luglio al 2 agosto, la città di Caserta, con associazioni, imprenditori locali e cittadini, ospiterà Legalità - Protagonisti della nostra terra, quattro giorni di workshop con spazi dedicati al dialogo e al confronto sui molteplici comportamenti che esige una cultura della legalità, con tempi di lavoro manuale nelle terre e aziende confiscate alla camorra, nella pulizia di parchi e luoghi pubblici, in centri di accoglienza a persone che vivono diverse forme di disagio sociale. Nel programma momenti di sport e di festa che coinvolgeranno la cittadinanza. Un vero e proprio meeting, dove si affronteranno tre temi di estrema attualità: accoglienza, ambiente e lavoro. Su di essi si confronteranno oltre 600 giovani del Sud e del Nord dellItalia. Una quattro giorni con un articolato programma che avrà nodo centrale il PalaVignola di Caserta. A promuovere levento, insieme al Movimento internazionale Giovani per un Mondo Unito dei Focolari, sono associazioni e movimenti coinvolti in prima linea nella promozione e sensibilizzazione di un agire legale, quali Libera, Legambiente, FareAmbiente, Forum nazionale dei giovani, Comitato don Peppe Diana, Fondazione le quattro stelle, Snc Libero Pensiero. Collaborano nellorganizzazione l Associazione Mondo Unito Giovani di Puglia, Molise, Campania e Basilicata e lAssociazione Focus Focolari.
Dobbiamo pregare fra noi cattolici, fra i cristiani, dobbiamo pregare perché il Signore ci dia lunità. Lo ha detto il Papa, che nella parte finale della catechesi, ha rivelato ai fedeli: Oggi, prima di uscire da casa, sono stato con un pastore, e abbiamo pregato insieme per lunità. Quindi linvito esplicito a pregare per lunità fra i cristiani, seguito subito dopo da una domanda: Come facciamo a pregare per lunità fai cristiani, se non siamo capaci di averla tra noi cattolici, di averla in famiglia?, si è chiesto il Papa citando le divisioni presenti in molti nuclei familiari. Lunità - ha ricordato - è una grazia che dobbiamo chiedere al Signore perché ci liberi dalle tentazioni della divisione, delle lotte tra noi, degli egoismi. Quanto danno arrecano alla Chiesa le divisioni tra i cristiani, lessere di parte, gli interessi meschini, ha esclamato il Papa. Quanto male fanno le chiacchiere, ha osservato: Male, chiacchierare degli altri. Altro atteggiamento stigmatizzato dal Papa, le divisioni tra noi, ma anche le divisioni tra le comunità religiose: cristiani ed evangelici, cristiani e ortodossi, cristiani e cattolici…. Di qui la necessità di pregare per lunità: Chiediamo a Dio: aiutaci ad essere membra del Corpo della Chiesa sempre profondamente unite a Cristo; aiutaci a non far soffrire il Corpo della Chiesa con i nostri conflitti, le nostre divisioni, i nostri egoismi.
Giunto alla quarta edizione, torna a Roma dal 24 al 26 giugno l‘International Catholic Film Festival - Mirabile Dictu, Festival indipendente che mira a far conoscere la cinematografia cattolica internazionale e che questanno sarà dedicato a santa Kateri Tekakwitha, la prima santa pellerossa dAmerica. La manifestazione, in programma allAuditorium Conciliazione di Roma, è stata ideata dalla regista, produttrice e editrice Liana Marabini. Questo Festival è per me una forma di evangelizzazione - ha spiegato la presidente del Festival -. Il film è una forma darte facilmente accessibile a tutti e pensiamo che il cinema sia un mezzo potente per portare il Verbo anche nei cuori che non ce lhanno. Quasi duemila i film pervenuti da tutto il mondo, tra i quali la commissione ha selezionato le terne per le cinque categorie di concorso: miglior film, miglior regista, miglior attore/ attrice protagonista, miglior documentario, miglior cortometraggio. Il premio alla carriera di quest‘edizione sarà tributato alla celebre attrice francese Marie-Christine Barrault. A questi, si aggiunge il Premio della Capax Dei Foundation, che verrà accordato al film In Her Footsteps: The Story of Kateri Tekakwitha di Matt Gallagher, prodotto da Salt & Light TV. La consegna dei premi avverrà il 26 giugno nel corso della cena di gala che si svolgerà presso lAuditorium Conciliazione.
Tutti uniti, con le nostre debolezze, ma uniti sempre!. Con queste parole, pronunciate a braccio e salutate da un applauso della folla, Papa Francesco, nella catechesi delludienza generale di oggi, ha spiegato come nella Chiesa lunità è superiore ai conflitti. Nella Chiesa, ha spiegato, cè una varietà, una diversità di compiti e di funzioni, non cè la piatta uniformità, ma la ricchezza dei doni che distribuisce lo Spirito Santo. Però cè la comunione e lunità: tutti sono in relazione gli uni con gli altri e tutti concorrono a formare un unico corpo vitale, profondamente legato a Cristo. Ricordiamolo bene, ha esclamato il Papa: Essere parte della Chiesa vuol dire essere uniti a Cristo e ricevere da Lui la vita divina che ci fa vivere come cristiani, vuol dire rimanere uniti al Papa e ai vescovi che sono strumenti di unità e di comunione, e vuol dire anche imparare a superare personalismi e divisioni, a comprendersi maggiormente, ad armonizzare le varietà e le ricchezze di ciascuno. In una parola, a voler più bene a Dio e alle persone che ci sono accanto, in famiglia, in parrocchia, nelle associazioni. Corpo e membra per vivere devono essere uniti, ha ammonito il Papa, perché lunità è superiore ai conflitti.
La Chiesa non è unassociazione assistenziale, culturale o politica, ma è un corpo vivente, che cammina e agisce nella storia. E questo corpo ha un capo, Gesù, che lo guida, lo nutre e lo sorregge. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi delludienza generale di oggi si è soffermato sulla Chiesa come corpo di Cristo, a partire dalla Lumen Gentium e dallesperienza di San Paolo, uno dei più grandi evangelizzatori che prima della conversione sulla via di Damasco è stato un persecutore dei cristiani. Se si separa il capo dal resto del corpo, lintera persona non può sopravvivere, ha detto il Papa: Così è nella Chiesa: dobbiamo rimanere legati in modo sempre più intenso a Gesù. Ma non solo questo ha proseguito Papa Francesco: Come in un corpo è importante che passi la linfa vitale perché viva, così dobbiamo permettere che Gesù operi in noi, che la sua Parola ci guidi, che la sua presenza eucaristica ci nutra, ci animi, che il suo amore dia forza al nostro amare il prossimo. E questo sempre, sempre, sempre!, ha esclamato il Papa, che ai fedeli ha raccomandato: Rimaniamo uniti a Gesù, fidiamoci di lui, orientiamo la nostra vita secondo il suo Vangelo, alimentiamoci con la preghiera quotidiana, lascolto della Parola di Dio, la partecipazione ai Sacramenti.
Visitare le città darte da oggi è più facile grazie al progetto A Ruota Libera, per un turismo a misura di disabili, della Fondazione Cesare Serono. Le città italiane non possono esser considerate a misura di disabile, con scale, marciapiedi sconnessi, mezzi pubblici non sempre dotati delle strutture idonee perché tutti possano accedervi, stazioni senza ascensori o ascensori che non sempre funzionano. Partendo da queste considerazioni è nato il progetto ‘A Ruota Libera, afferma Gianfranco Conti, direttore generale della Fondazione Cesare Serono, promotrice e finanziatrice del progetto che da anni si occupa di disabili, dei loro diritti e della loro qualità di vita. Il progetto si prefigge essenzialmente tre obiettivi: fare in modo che le istituzioni si occupino del problema della barriere architettoniche, importare il know how da quei paesi che rispetto allItalia sono almeno un passo avanti, mettere a punto e pubblicare delle guide che suggeriranno per le città darte italiane degli itinerari a misura di disabile. Le guide con i percorsi a dimensione di disabile sono il primo tassello del progetto. Sono stati identificati due itinerari che percorsi a piedi non presentano ostacoli. Complessivamente congiungono 22 tra i maggiori punti dinteresse storico, artistico e culturale di Firenze.
La difficile situazione che sta vivendo la città di Terni e il suo comprensorio a livello economico e occupazionale, che rende incerto il futuro di tante persone, coinvolge direttamente lintera comunità diocesana. La chiesa diocesana, su espresso invito del vescovo amministratore apostolico Ernesto Vecchi, promuove questa sera alle 21 nel santuario di SantAntonio di Padova a Terni una veglia di preghiera per la tutela del lavoro, che sarà presieduta dallo stesso monsignor Vecchi. Una veglia che, si legge in una nota, coinvolgerà in un corale segno di comunione e solidarietà i sacerdoti, fedeli delle parrocchie, associazioni, movimenti, lavoratori e istituzioni per invocare laiuto di Dio per i lavoratori che rischiano il posto di lavoro, per le fabbriche in crisi, perché la città possa rinascere nellamore, nella solidarietà e nella giustizia. Di qui la sottolineatura di monsignor Francesco De Santis, provicario generale della diocesi: Di fronte ai grandi problemi della società la Chiesa non ha soluzioni tecniche o politiche da proporre, se non ricordare il valore primario della persona umana e della famiglia e offrire il sostegno della preghiera al Signore, perché illumini e sostenga quelli che hanno responsabilità politiche e sociali a ricercare prima di tutto e sopra a tutto il bene comune".
In occasione degli esami di maturità che coinvolgeranno da oggi oltre 47mila studenti laziali, nei tre Punto Famiglia delle Acli di Roma, in via di Grottaperfetta 610 (zona Tor Carbone), di via dei Sardi 60 (San Lorenzo) e di via Paolo Stoppa 10 (Malafede) le Acli di Roma hanno predisposto un servizio di assistenza e sostegno psicologico per i ragazzi che devono affrontare la maturità. Il servizio, del tutto gratuito e svolto da psicologi, verrà effettuato dal lunedì al venerdì, su appuntamento. Ci si può rivolgere ai numeri Acli famiglia: 0692080198 (dalle ore 9 alle 13); 3738103409 (dalle 9 alle 18), tutti i giorni lavorativi. Ogni incontro sarà rigorosamente riservato. L‘esame di maturità è il primo vero scoglio che un ragazzo trova sulla sua strada - spiega Cecilia Cecconi, presidente delle Acli Roma -; spesso obbliga chi lo affronta a leggersi dentro, magari per la prima volta. Ecco, con le Acli di Roma volevamo accompagnare almeno un po‘ questo momento.
La jeep bianca con a bordo il Papa ha solcato oggi i sanpietrini della piazza circa cinquanta minuti prima dellorario di inizio delludienza, come da tradizione fissato per le dieci e trenta. Protagonisti dei saluti e delle carezze del Papa, come al solito, i bambini, per niente infastiditi dal solleone che stamattina regna sovrano su Roma. Tra gli oltre 50mila fedeli presenti in piazza, stando ai dati della Prefettura della Casa Pontificia, circa 4mila provengono dalla diocesi di Pozzuoli, guidati dal vescovo Gennaro Pascarella, e 1.500 dalla diocesi di Lecce, in pellegrinaggio con larcivescovo Domenico Umberto DAmbrosio. Tra i gruppi ci sono anche gli atleti della Federazione italiana pallacanestro in carrozzina e gli artisti del Musical Forza venite gente, con il vescovo di Palestrina, Domenico Sigalini. Circa 60 sono i ragazzi della scuola calcio Firenze sud, e oltre 50 i rappresentanti de gruppo folk Weddel, da Cagliari.
Oggi la comunità monastica di Camaldoli celebra la solennità di San Romualdo con un ospite speciale. Sarà, infatti, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, a presiedere la messa alle 11 allEremo nel cuore delle foreste casentinesi. San Romualdo (952 ca - 1027) lungo il corso della sua vita attuò pienamente lo spirito della Regola Benedettina e ne interpretò saggiamente i contenuti, accentuando la solitudine delleremo. Qui volle maggiore semplicità, più penitenza e più intensa contemplazione, correggendo e adattando liberamente alcune strutture della vita cenobitica e dellanacoretismo a lui presenti, per rispondere alle esigenze delle anime e alle sollecitazioni della voce dello Spirito. Morì il 19 giugno 1027 in una cella dellabbazia di Val di Castro, fondata dal Santo nel 1009 vicino a Frasassi (Ancona). Qui venne sepolto anche se poi nel 1481 le sue spoglie furono traslate nella chiesa dei Santi Biagio e Romualdo a Fabriano dove tuttora giacciono. San Romualdo fu canonizzato, nel 1032, da Papa Giovanni XIX e fu dichiarato Santo, nel 1595, da Papa Clemente VIII.
Il nostro è un tempo che odora di morte, commenta Alici: Non possiamo rimanere insensibili alla disperazione, perché quando la miseria è abissale, nessuno può uscirne da solo. Il Papa, scattando una fotografia della città di Roma, secondo il filosofo, mette in guardia contro lindifferenza, tema molto caro anche a Benedetto XVI. Lindifferenza è un altro modo di dire relativismo: è lindifferenza alle differenze. Per questo è importante riportare al centro dellannuncio anche la cultura: linvito di Papa Francesco è a tutto campo, perché anche a livello intellettuale bisogna far capire che la persona umana non può rassegnarsi allindifferenza. A pensare che la vita e la morte, il bello e il brutto, il maschile e il femminile, la persona e la natura, siano identici. Quanto ai preti come pastori, non pettinatori di pecore, Alici fa notare che la comunione non sinstaura per decreto, e tutte le scelte di Papa Francesco - a cominciare da quella del luogo in cui ha scelto di andare a vivere - vanno in questa direzione: il soggetto dellevangelizzazione è la comunità, non sono degli agenti specializzati. Allinterno della Chiesa, il Papa sta indicando alcuni eccessi che devono essere evitati: il primo, che già Rosmini denunciava nelle sue ‘Cinque piaghe, è la separazione tra clero e popolo, che oggi è diventata anche separazione del clero al proprio interno.
Sarebbe un tradimento inaccettabile scambiare il magistero di Papa Francesco con una forma di simpatico folklore argentino. Luigi Alici, docente di filosofia morale allUniversità di Macerata, non usa mezzi termini per commentare le parole molto forti usate da Papa Francesco aprendo il convegno della diocesi di Roma. Sicuramente - spiega Alici in unintervista al Sir (clicca qui) - quello del Papa è un messaggio alternativo alla cultura dominante. Papa Francesco ha ripetuto più volte che Dio non è uno spray e che la Chiesa non è una Ong: La misericordia - osserva il filosofo - è un valore sovversivo, non è un cosmetico spirituale, tanto che può implicare anche il martirio. La misericordia deve intercettare la miseria, altrimenti va sprecata. Deve andare nelle periferie, materiali ed esistenziali, altrimenti la comunità cristiana è frigida. Soltanto se si ristabilisce un contatto diretto tra miseria e misericordia - che è garantito non dai nostri atteggiamenti, ma dalla grazia - allora si spalancano le porte delle periferie, che non significa assumere un atteggiamento da ‘barboni spirituali o fare del pauperismo. (segue)
I Musei Vaticani si fanno promotori, in collaborazione con il Museo del Louvre di Parigi e il Museo nazionale di antichità di Leida, del convegno internazionale First Vatican Coffin Conference che, da oggi al 22 giugno, vedrà studiosi di fama internazionale per la prima volta a confronto su tutte le tematiche inerenti ai sarcofagi, quali espressione della cultura clericale di Tebe nel Terzo Periodo intermedio. Un approccio multidisciplinare che affiancherà l‘analisi storica e testuale-iconografica ai risultati delle più sofisticate tecnologie scientifiche applicate allo studio dei materiali e delle tecniche di esecuzione, come anche al restauro. Il First Vatican Coffin Conference è stato promosso dal Vatican Coffin Project, diretto da Alessia Amenta, curatore del Reparto antichità egizie dei Musei Vaticani, in collaborazione con il Laboratorio di diagnostica per la conservazione ed il restauro dei Musei Vaticani, diretto da Ulderico Santamaria e il suo assistente Fabio Morresi. Il Vatican Coffin Project studia i sarcofagi lignei policromi egizi datati al Terzo Periodo intermedio (XXI-XXV dinastia, 1070-712 a.C.). Da due anni il Reparto di antichità egizie dei Musei Vaticani collabora per questo progetto con i Dipartimenti di antichità egizie del Musée du Louvre di Parigi e del Rijksmuseum van Oudheden di Leida.
(Sir Europa - Bruxelles) - Oltre 100mila persone provenienti da Paesi terzi hanno ricevuto protezione nellUe27 nel corso del 2012. Un esercito di fuggitivi, provenienti soprattutto dalle aree calde del pianeta, a partire da Siria, Afghanistan e Somalia, ma anche da Guinea, Bielorussia, Iraq, Russia. I numeri sono contenuti in un corposo rapporto pubblicato da Eurostat, ufficio statistico dellUnione europea, che fissa esattamente a quota 102.700 le domande accolte lo scorso anno dai Paesi aderenti allUnione, con in testa la Germania (22.200 richieste di protezione internazionale accettate), seguita da Svezia (15.300), Regno Unito (14.600), Francia (14.300); lItalia è attorno alle 9mila richieste accettate, mentre Paesi Bassi e Austria arrivano, rispettivamente, a 6mila protezioni accordate. I gruppi nazionali che hanno beneficiato del maggior numero di richieste accettate sono i siriani (oltre 18mila), gli afghani (oltre 13mila), i somali (8mila). Nel 2012 le autorità dei 27 hanno valutato però oltre 400mila domande di protezione: ciò significa che il tasso positivo di riconoscimento della protezione (asilo, status di rifugiato, protezione umanitaria) non va oltre il 28% delle domande pervenute.